La Serie A ha visto diversi avvicendamenti sulle sue panchine, eppure non si può dire di aver assistito a scelte particolarmente coraggiose. Il consenso tra gli addetti ai lavori parla di linee conservative, e in molti l’hanno vista come un’occasione persa per rinnovare la veste tattica del campionato.
Nonostante l’avversione al rischio, molti club rimangono ancora cantieri aperti, impantanati in una situazione transitoria figlia di mercati difficili e ritardi nella programmazione.
Questo ci ha restituito un campionato in cui le big hanno a che fare con molti ballottaggi, moduli tutt’altro che rodati e un’assenza per certi versi allarmante di gerarchie. Praticamente tutte – tranne il Napoli – navigano in acque ambigue, dove le identità tattiche che i rispettivi allenatori stanno provando a imporre sembrano costrette a fare i conti con una serie di limiti, quasi tutti legati a un mercato strano che ha restituito interpreti adattati.
Archiviata la quarta giornata però abbiamo visto abbastanza per farci un’idea: andiamo quindi a vedere più da vicino, sia queste idee che questi limiti.

Chivu ha provato a cambiare tanto l’Inter, senza successo: l’Atalanta ha respinto ogni tentativo per Lookman, e quindi è naufragato (per ora) il sogno di passare al 3-4-2-1. L’approccio alla gara è comunque cambiato: Chivu vuole una squadra più aggressiva e più diretta, e questo in parte si è visto con un’Inter più verticale e diretta dell’anno scorso.
Giocatore chiave: dopo che è sfumato Lookman, quest’inizio di campionato ci dice che il futuro dell’Inter di Chivu dipenderà da Marcus Thuram.
Probabilità di mangiare il panettone: 70%. Marotta vuole ringiovanire la rosa, anche a costo di rinunciare, almeno per un anno, alla lotta scudetto.

La Roma ha dovuto mettere d’accordo un mercato difficile con un allenatore notoriamente esigente. Il risultato è un’identità precisa con una mancanza di protagonisti per metterla in pratica. I principi cardine: difesa a 3 e riferimenti a uomo, questi i non-negoziabili del Gasp. Soulé sembra inamovibile, mentre il casting è ancora aperto sulla trequarti sinistra, ruolo rimasto scoperto se non per l’incognita Pellegrini.
Giocatore chiave: In una trequarti priva di certezze, la Roma sembra aver scommesso sull’esplosione definitiva Mati Soulé.
Probabilità di mangiare il panettone: 100%. La Roma non può permettersi di ripartire da zero un’altra volta.

La base del sodalizio rinnovato tra il Milan e Allegri era uno: ritrovare compattezza. Queste prime quattro uscite ci dicono che questo è avvenuto: il Milan subisce pochissimo, e ad oggi risulta tra le migliori squadre in Europa in quasi tutte le metriche difensive. Il problema al momento rimangono gli interpreti: a centrocampo e in attacco l’abbondanza e l’imprevedibilità di Allegri fanno sì che sarà impossibile capire chi giocherà.
Giocatore chiave: Rafael Leao, non appena tornerà dall’infortunio, sarà l’arma in più dei contropiedi del Milan.
Probabilità di mangiare il panettone: 100%. Il Milan è in cerca di stabilità, e altri scossoni a stagione in corso sono da escludere.

Le indicazioni tattiche sono rimaste simili a quelle dello scorso anno: fase di possesso verticale e che cerca la punta con insistenza o costruzione dal basso con continue rotazioni tra i centrocampisti, con i terzini che occupano lo spazio lasciato libero dalla mezzala che avanza.
Giocatore chiave: Ovviamente Scott McTominay. L’MVP dello scorso campionato è chiamato a ripetersi.
Probabilità di mangiare il panettone: 100%. Non giriamoci intorno: il Napoli è il maggiore indiziata a vincere lo scudetto.

Parola d’ordine: “Intensità”. Come confermato al Mondiale per Club, Tudor vuole affollare l’ultimo terzo di campo con le sovrapposizioni di esterni e braccetti difensivi che vanno ad occupare l’area di rigore. In difesa, le disattenzioni viste nell’ultima stagione sono rimaste una costante ma il ritorno di Bremer potrebbe risolverle, almeno in parte.
Giocatore chiave: Kenan Yildiz. Con Tudor ha tanto spazio per esprimersi e far vedere il suo talento e negli USA ce lo ha dimostrato. Questa deve essere la stagione della consacrazione.
Probabilità di mangiare il panettone: 80%. A meno di litigi interni, frequenti nelle gestioni del tecnico croato, la dirigenza sembra intenzionata a puntare su di lui, almeno questa stagione.