Il girone D della Coppa d’Africa parrebbe essere già scritto ai nastri di partenza: Senegal e Repubblica Democratica del Congo le prime due, Benin ad inseguire e Botswana fanalino di coda. Eppure, nonostante le apparenze, i Leoni ed i Leopardi di Thiaw e Desabre dovranno sudare le proverbiali sette camicie per non correre il rischio di incappare in brutte sorprese.
Senegal – Les Lions de la Teranga
Il Senegal è indubbiamente la formazione più forte tra le 4. Dopo l’addio di mister Cisse e l’arrivo in panchina di Pape Thiaw è arrivata soltanto una sconfitta (un’amichevole col Brasile) in 16 partite. Qualificati come primi classificati a discapito della RD del Congo ai prossimi mondiali, restano una delle squadre candidate alla vittoria finale.
Il 4-2-3-1 come marchio di fabbrica e la quasi identità dei protagonisti rispetto alla precedente competizione potrebbero essere gli ingredienti per la ricetta vincente. L’ex Chelsea Mendy resta il portiere titolare, con Koulibaly a guidare la difesa insieme ad uno tra Seck e Niakhatè. Il terzino destro è Krepin Diatta del Monaco, mentre a sinistra si contendono il posto El Hadji Malick Diouf del West Ham ed Ismail Jakobs del Galatasaray.
In mezzo al campo sono tanti i giocatori interessanti: dall’eterno Idrissa Gueye al polivalente Pape Gueye del Villarreal, passando per il promettente Lamine Camara del Monaco. Alle spalle della punta, da scegliere tra Nicolas Jackson, Sadio Mane e Boulaye Dia, agiscono liberamente Iliman Ndiaye, Pape Mate Sarr, lo stesso Sadio Mane (quando viene schierato da esterno) ed Ismaila Sarr. Da tenere d’occhio anche il gioiellino scuola PSG Ibrahim Mbaye, ormai stabilmente in prima squadra, ed Habib Diarra del Sunderland.
La squadra non ha bisogno di molte presentazioni: il gruppo scelto da Thiaw presenta un mix di veterani e giovani promesse, tutti militanti nei top campionati europei o in Arabia. La velocità e le doti tecniche dei singoli sono sicuramente un’arma in più per il Senegal che, però, deve fare i conti col lento tramonto di alcuni giocatori chiave come Koulibaly o Mane.
Probabile formazione: Mendy; Diatta, Koulibaly, Niakhatè (Seck), El Hadji Diouf (Jakobs); P. Gueye, Camara; Ndiaye, P. Sarr, I. Sarr (Manè); Manè (Jackson).
Repubblica Democratica del Congo – Les Leopards
Dopo la vittoria ai danni della Nigeria ai playoff mondiali ed in attesa dello spareggio intercontinentale per un posto in America nel 2026, la nazionale di Desabre può contare molti giocatori talentuosi tra le sue fila. La qualità dei singoli e nel complesso della squadra è invidiabile e, per questo, i Leopardi sono una contender per arrivare quantomeno in semifinale.
Il 4-1-4-1, pronto a trasformarsi in 4-2-3-1, è il modulo prevalentemente usato da Desabre. In porta c’è un serrato ballottaggio tra il giovane Epolo, in forza allo Standard Liege, l’esperto Fayulu, che gioca al NOAH in Armenia, ed il veterano M’Pasi, secondo portiere col Le Havre ma titolare negli ultimi match di spareggio in nazionale (potrebbe essere proprio lui il titolare). Tra i tanti volti noti in difesa spiccano l’ex West Ham Masuaku, quel Chancel Mbemba che ha vinto tanto col Porto ed è ora in forza al Lille, nonché l’anglocongolese Aaron Wan-Bissaka, ex golden boy del Man United.
A centrocampo, accanto all’ex Cremonese Pickel, gli uomini più di rilievo sono il funambolo Theo Bongonda, il promettente centrocampista del Sunderland Noah Sadiki e l’altro talento del Lille, Ngal’ayel Mukau.
In attacco, invece, oltre all’ex Braga Simon Banza ed all’esterno Michel Ange Balikwisha del Celtic, c’è la leggenda di Ultimate Team Cedric Bakambu, che dopo aver girato Francia, Grecia, Turchia ed Emirati Arabi è tornato in Spagna al Real Betis, dove sta trovando spazio specialmente da “supersub”.
Tanto talento, velocità, capacità di saltare l’uomo nell’1 vs 1, ma il rischio della Repubblica Democratica del Congo è quello di replicare quanto avvenuto nei gironi di qualificazione al Mondiale, dove ha fallito il primo posto perdendo una gara (proprio contro il Senegal) in cui ha creato molte occasioni da gol difendendo in maniera assai disordinata. La poca attitudine difensiva, unita alla mancanza di alternative di livello a centrocampo, potrebbe giocare brutti scherzi alla nazionale del ct Desabre.
Probabile formazione (4-1-4-1): M’Pasi (Fayulu); Wan Bissaka (Kalulu), Mbemba, Tuanzebe, Masuaku; Moutoussamy (Kayembe); Elia, Sadiki (Pickel), Mukau, Bongonda (Balikwisha); Bakambu (Banza).
Benin – Les Écureuils
La nazionale di Gernot Rohr stava per fare il colpaccio e qualificarsi addirittura per uno storico Mondiale, prima di arrendersi alla Nigeria. Nonostante la delusione, la nazionale vive la propria generazione d’oro ed ha tutte le intenzioni di rifarsi in Coppa d’Africa con l’obiettivo, almeno alla partenza, di qualificarsi per la fase ad eliminazione diretta come seconda o quantomeno come migliore terza.
Il 4-2-1-3 anni ‘70 proposto dal tecnico tedesco spiega al meglio il tipo di gioco del Benin: difesa solida, palla agli esterni e ai terzini sovrapposti non appena è possibile, cross in mezzo a cercare i centimetri della punta. In porta inamovibile Marcel Dandjinou, mentre in difesa agiscono Olivier Verdon, ex centrale di Alaves e Bordeaux ora di proprietà del Ludogorets, e Yohan Roche del Petrolul.
L’esperto Sessi D’Almeida ed Hassane Imourane guidano la mediana, mentre il fantasista con licenza di creare ed impostare sulla trequarti è Dokou Dodo, classe 2004 del Leixoes (Serie B portoghese). Sulle fasce le scorribande sono affidate a Tosin e Dossou, mentre il peso dell’attacco è su Mouniè, punta dell’Alanyaspor e goleador della squadra. FUN FACT, l’attaccante titolare della squadra, Andreas Hountondji, sebbene non risulti convocato dalla federazione ha comunque giocato la prima amichevole col Burkina Faso.
Il problema principale è uno: quando il Benin prende gol difficilmente riesce a reagire. Anzi, pare quasi sfaldarsi. Lo ha dimostrato contro la Nigeria quando, sotto di un gol, ha perso la calma e ha concluso la partita perdendo 0-4. Data questa incapacità di controbattere dei giocatori di Rohr, le gare del Benin saranno teoricamente caratterizzate da un’attenta fase difensiva e da ripartenze veloci.
Probabile formazione (4-2-3-1): Dandijnou; Ourou, Verdon, Tijani (Kiki), Roche; D’Almeida, Imourane; Dossou, Dodo, Tosin; Mouniè.
Botswana – Le Zebre
La nazionale del Botswana torna alla Coppa d’Africa per la seconda volta dopo l’esordio nel 2012. La selezione di Ramoreboli proverà a ribaltare i pronostici della vigilia e non terminare ultima nel proprio girone.
Con scarse qualità tecniche, la squadra basa il proprio gioco su un 4-2-3-1 che in fase di non possesso diventa 4-5-1. Il giocatore chiave in difesa, nonchè uno dei pochi giocatori a giocare al di fuori del campionato locale, è Thatayaone Ditlhokwe, passato a febbraio all’Al Ittihad libico per quasi un milione di euro. Coadiuvato da Gaolaowe, Velaphi e Johnson, la retrovia cerca di lasciare meno spazio possibile in mezzo al campo, tagliando le linee di profondità.
Baruti, Leinanyane, Mohutsiwa, Orebonye e soprattutto Kabelo Seakanyeng, leader tecnico della squadra ed unico regista, hanno il compito di limitare i danni e spezzare il gioco, mentre spesso Ditsele e Thatayaone Ramatlapeng sono costretti a fare reparto da soli, essendo gli unici veri attaccanti in rosa ed avendo il compito di far salire la squadra quando viene lanciata palla lunga.
Il principale problema del Botswna è, come detto, costruire azioni da gol. Spesso i gol arrivano da palle inattive, da errori degli avversari o da giocate dei singoli, su tutti Seakanyeng. Con un possesso palla medio a partita che varia tra il 15 ed il 25%, le Zebre si affidano al più classico dei catenacci per provare a tenere risultato, non creando molte occasioni e riuscendo in rare occasioni a recuperare situazioni di svantaggio.
Probabile formazione (4-2-3-1): Kgosipula; Johnson, Gaolaolwe, Ditlhokwe, Velaphi; Baruti (Sesinyi), Leinanyeme; Orebonye, Seakanyeng, Mohutsiwa; Ditsele (Ramatlapeng/Maponda).
COSE RANDOM DA SAPERE
Nome più bello: Thatayaone Kgamanyane (l’incubo dei telecronisti)
Soprannome più evocativo: Les Écureuils (Gli scoiattoli)
Giocatore da tenere d’occhio: Noah Sadiki (Sunderland) /Ngal’ayel Mukau (Lille)
Favorita: Senegal
Maglia da comprare per il prossimo calcetto: Botswana Home