Guida galattica ai kit dell’Europeo 2024

Dialogo davanti a una birra tra due nerd di maglie da calcio.

L’Europeo è cominciato, siamo arrivati a metà della fase a gironi e noi abbiamo voluto analizzare i vari kit delle nazionali partecipanti. Ci siamo trovati davanti a una birra, sia per rivederci, sia per parlarne, come nostro consueto.

A cura di Leonardo Sabaini e Andrea Maria Bianchi.

Andrea: È qualche giorno che guardo questi kit in previsione di questo momento, ma non ne ho ancora trovato uno che dico “ah, bellissimo”.

Leonardo: Sì, vero, pure io ho fatto i compiti a casa e in effetti non c’è qualcosa che mi abbia fatto davvero impazzire.

No, però aspetta; la seconda divisa della Francia è per me un capolavoro, non so te cosa ne pensi.

A: La maglia di per se è bella, le pinstripe mi fanno godere ogni volta, mi piace meno messa sopra ai pantaloncini dove queste continuano… è esagerato dai, un completo gessato non lo fai spezzato, o almeno non continui il gessato sul pantalone di colore diverso. Di entrambe comunque apprezzo il galletto enorme che fa da padrone.

L: Io invece sono molto soddisfatto anche dall’abbinamento con i pantaloncini, a me piace il gessato. Poi non so, l’unico remora che mi tengo è che l’ho vista solo sui giocatori della Francia che sono esseri umani veramente belli. Comunque è un galletto per modo di dire. Tra l’altro va un po’ in controtendenza con il minimalismo di loghi e stemmi degli ultimi anni. Anche la font ci sta bene, sono contento.

A: Hanno già fatto il giro. Nel 2016 avevano inaugurato il galletto semplificato che poi circa dieci anni dopo hanno rimosso.

A proposito di loghi semplificati. Noi, L’Italia: il logo nuovo è terrificante, le maglie invece entrambe belle, secondo me; le Rinascimento di Puma rimangono imbattibili, ma una di queste la prenderei lo stesso.

L: Guarda, per quanto riguarda il logo dell’Italia mi hanno insegnato che se non si ha nulla di buono da dire è meglio non dire niente.

A: Lo diceva la mamma di Andreotti di suo figlio, è un assunto sempre valido.

L: Non che in realtà abbia poi così tante belle parole per i kit. In generale ho un problema con questo design dell’adidas, il secondo revival del Temgeist per me non è molto riuscito (al contrario del primo) e secondo me questa versione “on steroids” e con i colori accesissimi dei kit italiani credo sia la peggiore. Soprattutto la away lo detesto abbastanza, veramente poco elegante e disordinato.

A: Ti dico, all’inizio la pensavo allo stesso modo sul revival di Teamgeist, però ci ho un po’ ripensato: voglio dire, il palcoscenico è lo stesso di (circa) diciotto anni fa, se proprio devi ritirare fuori questo stile, questo è il luogo e il momento giusto.

Se sono d’accordo che quelli azzurri sono un po’ disordinati, comunque non mi dispiacciono. Quelli tedeschi invece devo dire che mi piacciono proprio, non so se più la versione home o la away.

L: La prima maglia della Germania è la solita, bella e pulita prima maglia teutonica. La seconda maglia un po’ matta secondo me è bellina, ma alla fine non mi comunica nulla. Dall’ultima fornitura adidas per la Germania mi aspettavo qualcosa di meglio, pensato ad hoc e invece mi sembra che si siano proprio lasciati male (il numero 44, non riesco a non vederlo come una vendetta).

Comunque a me la scelta di usare lo stesso template (tra l’altro molto impattante) per tutte le squadre non piace. Gli unici kit prodotti da adidas che infatti apprezzo davvero sono quelli che se ne discostano maggiormente: quelli del Belgio. In particolare sono un grande fan della away e sono contento che sarà indossato da De Bruyne, una delle persone più simili a Tintin (dopo Eriksen).

A: Io trovo meno interessanti i lavori di Nike, dove la maggioranza dei kit proposti sono molto semplici o proprio da catalogo: Turchia, Slovacchia, Slovenia, le home di Polonia e Portogallo…

L: Anche se mi fanno arrabbiare meno, pure le divise Nike mi hanno un po’ deluso. Sono d’accordo con te sul fatto che siano abbastanza banali. La away del Portogallo però è una chicca, guarda che belli gli azulejos!

A: Effettivamente molto, anche la mia cosa preferita di Nike è il pattern sulla away della Polonia che mi ricorda gli sfondi dei vecchissimi giochi a 16 colori. Non capisco il nesso con la Polonia, ma è bello lo stesso. E, nonostante la semplicità, interessanti anche le maglie inglesi, che hanno avuto anche la loro polemichetta inclusa

L: Una polemica davvero stupida poi, ma vabbè… Le maglie dell’Inghilterra comunque sono quasi sempre belle. Alla fine io trovo il lavoro di Nike più che accettabile. Prima hai citato la Slovenia, le loro maglie hanno sempre un dettaglio che mi fa uscire matto: cosa è quel disegno al centro? Delle montagne? Dei diamanti? Mai capito.

A: Sono preparato perché sono stato in Slovenia: è la più alta montagna del paese il… non ricordo il nome… [prendendo il telefono]… Monte Tricorno. Lo si vede su tutta l’araldica sportiva del paese e il calcio non fa eccezione, anche se di solito era letteralmente utilizzato come disegno della maglia più che come “loghetto” come su questa. Credo che ci sia stato anche un cambio di colori recentemente, di solito le maglie slovene usavano tonalità di verde, che ora non vedo più.

Comunque maglia che non è particolarmente interessante. Anche quelle di Puma non sono incredibilmente interessanti, forse dalla noia si salva solo la home dell’Austria che ha una specie di paesaggio stilizzato come sfondo. Secondo te cosa cazzo è?

L: Mi trovi abbastanza d’accordo, i designer quest’anno si sono limitati molto al compitino. A proposito di compiti, sull’Austria io ho studiato e dicono che la grafica rappresenta “la straordinaria architettura che in Austria alterna tradizione e modernità”. Mi sembra tirata per i capelli come cosa, anche se il risultato è carino alla fine.

Altra maglia rossa, senza grandi guizzi, ma che invece mi piace molto è quella della Danimarca. Ti confesso che ho un po’ un feticcio per la Hummel.

A: D’accordissimo con te, “senza grandi guizzi” è una definizione adeguata per una maglia… adeguata. Fun fact sulla Hummel: usano questo tessuto lucido lucido che sembrano tanto quelle maglie che si fanno con i kit creator che si trovano in giro. Te lo dico per esperienza, ho la Hummel del Betis di quest’anno, il remake di quella dell’88/89, e ha lo stesso effetto di una palla da discoteca. Dalle foto questa della Danimarca mi sembra uguale e il fatto che questa sia una cosa “esclusiva” di Hummel mi fa molto ridere.

Mi sembra che abbiamo coperto praticamente tutto. Vuoi dire qualcosa sulla maglia della Romania?

L: Francamente? No.

A: Peccato.

L: Io ho già comprato la seconda maglia della Francia, senza nome che è già perfetta così. Tu su cosa vorresti mettere le mani per ampliare la tua già enorme collezione?

A: Domanda difficile perché come detto sono tutte piuttosto unremarkable (passami l’inglesismo). Per tifare gli azzurri durante le “notti magiche” ti direi la home di Matteo Darmian, “mio padre“. Per motivi prettamente estetici, invece, la home danese, naturalmente di Eriksen. Maglia scintillante di un giocatore scintillante.

L: Sulla seconda, appena scopro il trucco per i soldi infiniti, ti seguirei. Comunque che dici: si è fatta una certa e qua siamo rimasti solo noi, a casa mia qualcuno direbbe “facciamo come Baglioni?