Elanga ha scelto bene

Il passaggio al Nottingham Forest è un importante segnale per la carriera del giovane svedese.

Solo due anni fa Anthony Elanga esordiva in Champions League a 19 anni con il Manchester United. Era stato da poco eletto miglior giocatore del settore giovanile, e c’era ovviamente grande hype attorno all’ala svedese ad Old Trafford, anche per un gioco fatto di letture e strappi, nonostante una tecnica di base non eccelsa. Rangnick, che era ancora l’allenatore dei Red Devils, lo inseriva spesso e volentieri a partita in corso, e con la maglia dello United ha trovato i suoi primi gol durante la stagione 20-21, segnando anche un gol importante agli ottavi di finale di Champions contro l’Atletico Madrid per l’1-1 finale di quella trasferta. Nell’ultima sessione di mercato si è trasferito al Notthingam Forest per una cifra leggermente inferiore ai 20 milioni di euro, pochi se pensate al mercato interno della Premier League, ancora meno visti i soli 21 anni. 

Siamo ormai abituati al fatto che ogni giorno nasca un campione e qualche panchina di troppo costi una carriera, bombardati come siamo da giudizi assoluti, da errori che riteniamo troppo grossolani per giocatori delle massime serie. Con l’arrivo di Ten Hag e altre ali dribblomani più accreditate di lui, ha giocato meno nonostante un rinnovo fino al 2026 (che dimostra il valore che la società gli attribuisce). Diventa ancora più importante, in questo contesto, riuscire a dire di no ad un grosso contratto, nell’attesa di un’ipotetica sliding door, a favore di un maggior minutaggio.

Elanga dopo aver segnato al Wanda Metropolitano in Champions League con la maglia dello United

Nell’ultima partita contro i Wolves, Steve Cooper ha deciso di schierare la sua formazione con un inedito 352, invece del solito 433, senza rinunciare ad Elanga, schierato normalmente da ala sinistra. La prestazione da seconda punta ne ha sicuramente limitato l’efficacia, ma ha dimostrato per l’ennesima volta la bontà della scelta di vestire il rosso di Nottingham. La partita di sabato, valevole  per il sedicesimo turno di Premier, rappresentava per il Forest un test importante per capire a che posizione della classifica ambire. Le ultime quattro sconfitte avevano messo il Forest in una situazione complicata, e un’ulteriore sconfitta avrebbe potuto significare, senza troppi dubbi, un ridimensionamento per le ambizioni della squadra di Nottingham. Uscire dal Moulinex stadium con dei punti, invece, avrebbe potuto indicare la via per non ritrovarsi invischiati nella lotta salvezza.

Il giovane di origini camerunensi si trova finora nella ristretta cerchia di quei giocatori che con le loro corse creano beneficio alla propria squadra, risalendo efficacemente il campo (79 percentile), pur senza eccellere in altre statistiche offensive come il numero di dribbling (0.7 dribbling x90min, pochi, nonostante una discreta efficacia con una percentuale di riuscita del 40%).

Sicuramente, farlo ricevere spalle alla porta o in posizione più centrale, non mette Elanga nelle condizioni di sfruttare tutto il suo potenziale atletico. Nell’ultima di campionato questo è stato piuttosto evidente: le volte in cui è stato davvero utile alla manovra sono rimaste circoscritte, ma è altrettanto vero che ha messo in luce le sue doti atletiche meno appariscenti tra cui i duelli aerei, nei quali, comparato a giocatori del suo stesso ruolo, dimostra di essere molto efficace pur non essendo altissimo (178cm).

Elanga tira molto e tocca molto la palla nell’area avversaria, quello che sicuramente deve migliorare è la qualità delle sue scelte. Per esempio nella partita con i Wolves, nell’unica reale occasione che ha avuto, ha optato per un tiro difficile che è stato facilmente bloccato, invece di una palla a rimorchio che poteva essere più efficace, un assist che ha mostrato già di avere nel repertorio.

Se infatti in questi due aspetti, tocchi per 90 minuti e tiri per 90 minuti, è sempre a ridosso dell’80esimo percentile, (solo il 20% dei giocatori che ricoprono una posizione simile fa meglio di lui), per quanto riguarda la produzione effettiva è estremamente indietro. In questa stagione ha messo insieme solamente 0.15 non penalty xG ogni 90 minuti, che salgono leggermente quando sommati ai suoi expected assist (0.35 x 90minuti), non raggiungendo nemmeno il 30 percentile in entrambi i fondamentali.

Elanga è ancora giovanissimo e può solo migliorare nelle scelte, se messo nelle condizioni di farlo; a volte ci dimentichiamo che per un ragazzo giovane è più importante la fiducia dimostrata nei suoi confronti, schierandolo magari anche lontano dalla sua posizione ideale, accumulando minuti, che significano scelte ed esperienza. Soprattutto in un campionato di estrema élite come la Premier diventa fondamentale il contesto per poter dimostrare le proprie abilità. Elanga è un giocatore veloce che alterna scatti brevilinei a lunghe corse con la palla, che ama partire da sinistra per accentrarsi e creare pericoli. È a tutti gli effetti un rifinitore che ha bisogno di tante giocate per risultare efficace, come dimostrano i numeri, e se vuole fare il salto di qualità necessita, come già detto in precedenza, di tanta esperienza che non ha potuto ricavare negli anni di Manchester. Pur essendosi aggregato alla prima squadra a 19 anni i minuti in campo sono stati relativamente pochi, con una media di poco più di 26 minuti a partita nella stagione passata. Scegliere di giocare è quasi sempre la scelta corretta per un giocatore ad alto volume come lui, e a Nottingham sembra avere trovato terreno fertile in questo. Nelle ultime 9 ha sempre visto il suo nome nella formazione titolare, e ha già praticamente triplicato, con lo stesso numero di presenze, il suo minutaggio in Premier. Con 3 gol e 3 assist, conditi dall’highlight del gol vittoria a Stamford Bridge contro il Chelsea da subentrato, si candida a una stagione sempre più da protagonista. E se per caso riuscisse a fare più spesso la scelta più funzionale negli ultimi 16 metri risulterebbe chiaro come potrebbe già dall’estate diventare nuovamente oggetto di mercato.

Una dimostrazione di quanto possa fare la differenza con le sue letture e la sua velocità, un gol tutt’altro che scontato

Spesso crediamo che i numeri fatti vedere tra i coetanei, nelle giovanili, rispecchieranno una carriera di egual valore ai massimi livelli. Spesso però ci dimentichiamo anche quanto sia importante giocare per un ragazzo di vent’anni. È altrettanto vero che le scelte dei protagonisti fanno ugualmente la differenza tra una longeva carriera di livello e quelle di coloro che siamo abituati a descrivere come meteore, prodotti dei settori giovanili che sembravano pronti a esplodere ma che rimangono promesse.

Cinque mesi fa, quando si presentò ai suoi nuovi tifosi, Elanga disse di aver ricevuto parecchie altre offerte e, onestamente, non risultava difficile crederlo. Con il Manchester United si era messo in mostra come un’ala veloce e dinamica, brava con la palla nei piedi che avrebbe potuto fare la fortuna di qualsiasi squadra di metà classifica europea. Oggi, a pochi mesi di distanza, quella percezione sembra essere stata confermata. La domanda, ora, è se riuscirà a sbocciare definitivamente, ma le premesse sono finalmente quelle giuste.