Anatomia di un centrocampista (e altri racconti con grafici a colori)

Ci siamo chiesti come si comportano in campo i centrocampisti del nostro campionato. Tuffandoci in un mare di numeri e statistiche, abbiamo trovato qualche risposta (e anche qualche altra domanda).

Un vecchio adagio del nostro sport – sempre piรน popolare nei circoletti di chi rifiuta le sfaccettature piรน complesse del calcio moderno – vuole che i portieri parino, i difensori difendano e gli attaccanti attacchino. La filastrocca, perรฒ, finisce sempre per inciampare sul centrocampista: cosa fa chi occupa le zone centrali del campo? “Centrocampa”? Come per il coccodrillo, nessuno sa dirlo. Abbracciando perรฒ in toto la complessitร  che nasconde questo sport, รจ possibile apprezzare tutte le nuances di cosa significa essere un centrocampista. Un termine approssimativo, che racchiude i compiti piรน disparati e accomuna giocatori enormemente eterogenei, in quello che, per โ€œdeformazione professionaleโ€, non posso non identificare come il ruolo piรน affascinante di questo sport.

In mezzo a questa ragnatela di variabili, abbiamo tentato di mettere ordine adottando un approccio che puรฒ essere definito, a tutti gli effetti, โ€œscientificoโ€. Se la risposta alla domanda โ€œCosa fa un centrocampista?โ€ puรฒ sembrare banale, riducendosi ad un โ€œTante coseโ€, il nostro primo passo รจ stato proprio quello di identificare e catalogare queste funzioni, compiti e caratteristiche. Nell’infinitร  di comportamenti che un centrocampista puรฒ adottare sul rettangolo di gioco, ci siamo concentrati su tre aspetti specifici, che non intendono essere nรฉ esaustivi nรฉ universalmente condivisi. Tuttavia, come insegna ogni modello scientifico, รจ fondamentale stabilire dei limiti, dei vincoli e degli assunti per circoscrivere l’ambito dell’analisi. Gli aspetti presi in considerazione sono dunque:

  • – Incidenza in fase di attacco e di difesa
  • – Comportamento in fase di possesso
  • – Verticalitร 

Abbiamo quindi analizzato le statistiche dei principali centrocampisti di Serie A, al fine di comprenderne i punti deboli e di forza, sottolineandone dove necessario le indicazioni e le predisposizioni tattiche dei loro allenatori.

Metodo Statistico

Come in ogni articolo scientifico che si rispetti, รจ imprescindibile introdurre e spiegare, anche sinteticamente, l’approccio statistico adottato. I dati utilizzati in questa analisi provengono da Fbref e si riferiscono alle prime venticinque giornate di Serie A. Sono stati considerati esclusivamente i calciatori classificati come “Cen”, “Cen/Def” o “Cen/Att”, escludendo quelli che, per posizione in campo e ruolo ricoperto, non risultavano coerenti con gli obiettivi dell’analisi (in particolare: De Ketelaere, Oristanio, Samardzic, Karamoh, Dia, Beltran, Caprari, Maldini, Mota e Zortea). Tra i calciatori selezionati, sono stati inclusi solo coloro che avevano accumulato almeno 800 minuti di gioco, su un totale di 2250 minuti complessivi a disposizione.

L’obiettivo dell’analisi era quello di individuare e creare dei cluster di calciatori, raggruppando quelli che presentano caratteristiche, ruoli o comportamenti simili in campo. In statistica, il clustering รจ una tecnica di analisi multivariata che consente di raggruppare elementi omogenei all’interno di un dataset, basandosi su misure di somiglianza tra gli elementi stessi. Per l’individuazione dei cluster, รจ stato impiegato l’algoritmo K-means (rimandiamo ad altre fonti per un approfondimento tecnico chi fosse interessato a comprenderne i dettagli metodologici). Per ciascuno dei tre aspetti definiti precedentemente, dunque, sono state selezionate due variabili rappresentative (X e Y), normalizzate, analizzate mediante le tecniche descritte ed infine visualizzate in un grafico a dispersione.

Incidenza nelle due fasi

Il primo aspetto valutato รจ stata la capacitร  di incidere in fase di attacco e di difesa. Tra i tre aspetti รจ probabilmente quello piรน astratto e, di conseguenza, il piรน complesso da descrivere con dei banali numeri o, ancor peggio, analizzare. 

Se – sempre per citare il solito detto – gli attaccanti attaccano e i difensori difendono, un aspetto cruciale sta nel comprendere come i centrocampisti svolgano questi due compiti. Eโ€™ opportuno dunque chiarire quale โ€œtipoโ€ di incidenza abbiamo preso in considerazione – di nuovo, un confine deve sempre esserci:

  • – Incidenza in fase di attacco: capacitร  di contribuire alla creazione di occasioni da gol.
  • – Incidenza in fase di difesa: capacitร  di disturbare e/o distruggere lโ€™azione avversaria.

Per quantificare queste due caratteristiche, sono stati definiti i seguenti indicatori:

  • Attacking Contribution Index (ACI): somma tra le occasioni da tiro create per i compagni (SCA – Shoot Creating Actions, tramite dribbling, tiri respinti, falli subiti o azioni difensive) ed i passaggi chiave (esclusi i piazzati). 
  • Breaking Contribution Index (BCI): somma di contrasti ed intercetti effettuati.

(Tutti i dati sono presi p90, discorso valido anche per tutti i successivi paragrafi).

Il risultato in figura:

Lโ€™algoritmo applicato al gruppo di calciatori presi in esame ha individuato la presenza dei seguenti cinque cluster:

1. Engines

In un certo senso, i motori delle proprie squadre. Riescono ad abbinare una buona partecipazione alla fase di rottura ad un buon contributo nella creazione di occasioni da tiro. Chi piรน chi meno, questi centrocampisti sono coinvolti abbastanza in entrambe le fasi.

2. Factotum

Sono (o sono stati) i trascinatori delle proprie squadre a livello di contributo nelle due fasi. Seppur con diversi mix (chi piรน da un senso, chi piรน dallโ€™altro) sono riusciti a garantire grande concretezza sia in fase di attacco che di difesa.

3. Shadows

Letteralmente sarebbe โ€œombreโ€, ma va interpretato come un โ€œagire nellโ€™ombraโ€. Contribuiscono poco nella pratica alla rottura dellโ€™azione avversaria o alla creazione di occasioni da gol, risultando dunque poco appariscenti. Tuttavia, come vedremo nei paragrafi successivi, รจ una categoria molto eterogenea sotto altri punti di vista e diversi tra questi centrocampisti si dimostreranno impattanti sotto altri aspetti.

4. Charge Troops

Per un motivo o per un altro (scelte tattiche, caratteristiche individuali) qua troviamo calciatori poco presenti in fase di rottura dellโ€™azione avversaria. Dei centrocampisti piรน โ€œleggeriโ€, in un certo senso sgravati di alcuni compiti di interdizione e piรน o meno tendenti a dare man forte nellโ€™ultimo terzo.

5. Wreckers

Letteralmente โ€œdemolitoriโ€, e qua probabilmente cโ€™รจ poco da aggiungere. Un gruppo di calciatori che fa del distruggere lโ€™azione avversaria il leitmotiv della propria partita. Alcuni di loro, tuttavia, non disdegnano una buona partecipazione anche in fase di generazione di occasioni da gol, risultando molto importanti per le proprie squadre quasi quanto i factotum.

รˆ necessario specificare (e varrร  anche per i successivi paragrafi) che tale analisi non si pone in alcun modo lโ€™obiettivo di definire il โ€œlivelloโ€ dei calciatori (giocatore X non รจ piรน forte di giocatore Y solo perchรฉ si trova in un cluster ritenuto migliore), ma solo quello di accomunare calciatori considerabili โ€œsimiliโ€ in base agli indicatori scelti (il cui valore, a sua volta, puรฒ dipendere dalle caratteristiche del calciatore tanto quanto dal contesto in cui si trova).

Questo primo grafico ci dร  lโ€™occasione di lasciare qualche osservazione:

Se il talento รจ una condanna, giuro, pago pegno

Uno dei punti che salta immediatamente allโ€™occhio รจ il posizionamento di Nico Paz. A fronte di un Indice di Contributo Offensivo altissimo (comโ€™era prevedibile), ciรฒ che stupisce รจ la sua partecipazione in fase di rottura. Lโ€™ex centrocampista del Real riesce a combinare lโ€™incredibile estro che lo contraddistingue ad una diligenza difensiva per niente scontata, dimostrando di essersi calato perfettamente nei meccanismi di pressing asfissiante di Fabregas (il Como รจ la prima squadra del nostro campionato per recuperi alti, e la quinta per PPDA), e di possedere unโ€™applicazione ed unโ€™intelligenza molto intriganti per un ipotetico futuro da mezzala.

Sai di vento del Nordโ€ฆ

Morten Frendrup, wow! Secondo per tiri bloccati (dietro a Locatelli), secondo per passaggi bloccati (dietro a Nico Paz), primo (per distacco) per contrasti effettuati (3.5 p90), primo (per distacco) per contrasti vinti (2.14 p90). Il suo Genoa, partito con lโ€™obiettivo salvezza, รจ la seconda miglior difesa della parte destra della classifica (dietro il Torino, che ha al momento forse il miglior portiere del campionato), ed un avversario ostico per chiunque in campionato.

Comportamento in fase di possesso

Il secondo aspetto che ci siamo divertiti ad analizzare riguarda il comportamento in fase di possesso di ogni centrocampista. Anche qui, le sfumature del termine โ€œcomportamentoโ€ sono numerose e sottili: Come si muove? Dove si muove? Quanto partecipa? Come partecipa? Con quale frequenza riceve palla? Dove la riceve? Queste ultime due domande sono quelle alle quali ci siamo limitati a rispondere, selezionando due indicatori ben meno complessi di quelli del paragrafo precedente:

  • Tocchi (non in area off): numero di volte in cui il giocatore riceve palla in qualsiasi punto del campo tranne nellโ€™area avversaria;
  • Tocchi in area off: numero di volte in cui il giocatore riceve palla nellโ€™area avversaria.

Questi due indicatori si prefiggono lโ€™obiettivo di stimare il contributo di ciascun centrocampista durante la fase di possesso, tenendo presente che, come ben noto, รจ possibile contribuire al gioco anche senza entrare in possesso del pallone. Ogni lettore potrร , naturalmente, fare le proprie considerazioni in merito. Costruendo il nostro solito diagramma a dispersione, questo รจ il risultato:

In questo caso, lโ€™algoritmo ci ha permesso di identificare la presenza dei seguenti cinque cluster:

1. Architetti

Ricevono palla tantissime volte ma quasi mai nellโ€™area di rigore avversaria. Sono, a tutti gli effetti, i โ€œregistiโ€ (per usare un termine piรน anacronistico) delle proprie squadre: amano ricevere la palla, tanto quanto i loro compagni hanno bisogno che ricevano palla. Non a caso, sono presenti tutti i mediani delle prime cinque squadre di Serie A per possesso palla medio: Inter, Juventus, Bologna, Atalanta, Roma.

2. Dynamic Playmakers

Sono anchโ€™essi dei costruttori di gioco, ma leggermente diversi dai precedenti: ricevono un poโ€™ meno palloni, ma tendono ad entrare di piรน in area di rigore. Una sorta di box-to-box, e non me ne vogliano i proprietari intellettuali del termine.

3. Invaders

Ci catapultiamo nellโ€™angolo opposto del grafico: questi centrocampisti contribuiscono poco alla fase di possesso (intesa come โ€œcostruzioneโ€ del gioco), ma sono molto presenti in area di rigore. Non per caso, ritroviamo diversi calciatori universalmente riconosciuti come โ€œincursoriโ€: Frattesi, McKennie, McTominay, etc, quasi tutti caratterizzati da un elevato valore di npxG p90.

4. Low touchers

La categoria piรน โ€œself-explanatoryโ€ di tutte. Ricevono mediamente poco il pallone, a prescindere dalla zona del campo. Qua troviamo molti calciatori di squadre della parte destra della classifica (per ovvie ragioni), diversi dei quali spiccavano perรฒ precedentemente per partecipazione in fase di rottura (Frendrup, Maleh, Pierret, etc).

5. Mario Pasalic Area

Il box-to-box per definizione di questo campionato, con statistiche francamente anche superflue da commentare. In qualsiasi studio statistico con obiettivi diversi da questo, sarebbe considerato un outlier a tutti gli effetti.

Anche qui รจ interessante lasciare alcuni spunti di osservazione:

Cerco un centro di gravitร  permanente

Se รจ vero che le prime cinque squadre in Serie A per possesso palla hanno tutte un rappresentante nel cluster degli โ€œArchitettiโ€, il discorso non vale per la sesta: il Milan. Eโ€™ vero, Fofana si trova proprio al limite tra i cluster, ma รจ interessante notare come quasi tutte le โ€œtopโ€ del nostro campionato abbiano non uno ma almeno due centrocampisti che ricevono palla mediamente piรน volte di Fofana: Roma (Cristante e Paredes), Lazio (Guendouzi e Rovella), Juventus (Locatelli e Thuram), Atalanta (Ederson e De Roon), Bologna (Freuler e Moro), etc. Lo scollamento del centrocampo del Milan e la mancanza di un regista sono temi che ci accompagnano ormai dallโ€™inizio della stagione, e lo faranno sicuramente fino alla prossima.

The bright side of the moon

Come giร  anticipato, le analisi intraprese non sono a sรฉ stanti ma vanno sempre lette in una visione dโ€™insieme. A tal proposito, รจ suggestivo andare a vedere come si sono spostate alcune delle Shadows del diagramma del primo paragrafo, a seconda delle caratteristiche. Tre centrocampisti come Lobotka, Frattesi e Cristante sembravano avere un comportamento simile: poca partecipazione alla fase di rottura, poco coinvolgimento nella creazione di occasioni per i compagni. Tuttavia, agiscono in maniera radicalmente differente in fase di possesso. Lโ€™incursore di Inzaghi diventa un vero e proprio attaccante aggiunto per lโ€™Inter, il centrocampista della Roma agisce quasi da โ€œbox-to-boxโ€, partecipando alla fase di costruzione senza disdegnare qualche inserimento in area, mentre lo slovacco – in maniera piuttosto prevedibile – figura tra gli โ€œArchitettiโ€, dimostrandosi per lโ€™ennesima volta la stella polare di questo Napoli, come giร  avveniva con Spalletti. Sono soltanto tre esempi delle mille sfaccettature diverse che puรฒ avere un centrocampista, a seconda della fase di gioco.

Verticalitร 

Il terzo ed ultimo aspetto che abbiamo scelto di analizzare รจ la verticalitร . Nella concezione immaginaria del ruolo, forse questa รจ la prima caratteristica che ci viene in mente quando pensiamo ad un bravo centrocampista (nelle scelte tanto quanto nellโ€™esecuzione). In questo paragrafo, per verticalitร  vogliamo intendere la โ€œtendenza a giocare in verticale una volta ricevuta pallaโ€, una tendenza che puรฒ manifestarsi in due modi:

  1. Verticalitร  in conduzione
  2. Verticalitร  nei passaggi

Per la prima casistica, abbiamo applicato il solito metodo di analisi a cluster utilizzando i due seguenti indicatori:

  • Progressive Carries: numero di conduzioni progressive;
  • Tocchi: numero di volte in cui il calciatore riceve il pallone in qualsiasi zona del campo.

Di seguito, i cinque cluster individuati:

1. Backstage workers

Sono calciatori che possiamo definire poco incisivi nella fase di possesso. Non ricevono molti palloni e non tendono a portarli in avanti una volta entrati in possesso. Troviamo in questa categoria calciatori piรน propensi ad attaccare lโ€™area di rigore (i soliti Zambo, McKennie, etc) o altri molto partecipi nella fase di rottura.

2. Beacons

Spostandoci nella parte alta del grafico, ci imbattiamo invece in centrocampisti che tendono sempre di piรน a voler ricevere palla, fungendo da โ€œfariโ€ (appunto, beacons) per le proprie squadre. Sono una sorta di punto di riferimento fisso (non particolarmente dinamici in conduzione) ed inevitabilmente ritroviamo diversi โ€œarchitettiโ€ del paragrafo precedente.

3. Blades

Nellโ€™angolo opposto abbiamo centrocampisti meno tendenti a ricevere palla in ogni situazione, ma che quando lo fanno si trasformano in veri e propri โ€œcoltelliโ€ tra gli schieramenti avversari, spezzandole in due con importanti conduzioni. I vari Reijnders, Thuram, Guendouzi, Mkhitaryan amano cibarsi di questi spazi.

4. Blitz

La categoria piรน anomala, traducibile, in senso lato, in โ€œmine vagantiโ€. Questi centrocampisti tendono a ricevere pochi palloni, ma possono essere degli assi nella manica con buone conduzioni. Un cluster omogeneo per comportamenti ma enormemente eterogeneo per caratteristiche e contesti: abbiamo dei super-sub come Frattesi e Pisilli spesso inseriti per guadagnare un certo tipo di dinamismo, due dei piรน grandi โ€œincompresiโ€ della stagione come Pellegrini e Koopmeiners, non particolarmente a loro agio in questo ruolo, ed altre mine vaganti come Suslov, Ekkelenkamp o Bove.

5. Runningbacks

Con estrema ignoranza prendiamo in prestito questo termine dal football americano per definire quei giocatori che, in sostanza, sono portati a โ€œcorrere con la pallaโ€. In questa zona troviamo calciatori che ricevono tanti palloni, e cercano spesso di portarlo in avanti in conduzione. Non per caso, ritroviamo due centrocampisti dell’Inter di Simone Inzaghi, la miglior squadra in transizione offensiva del nostro campionato.

Come anticipato, perรฒ, la verticalitร  di un centrocampista puรฒ manifestarsi anche nei passaggi (โ€œla palla non sudaโ€, diceva Roberto Baggio). Per questa seconda analisi, abbiamo optato per un approccio piรน semplicistico, rinunciando ad algoritmi e clusterizzazioni. Le variabili prese in esame sono le seguenti:

  • – Passaggi Completati p90
  • – Passaggi Progressivi Completati p90

Lโ€™obiettivo รจ molto semplice: determinare quali calciatori spiccano particolarmente per verticalitร  (o no) dei loro passaggi. Il risultato รจ il seguente:

Comโ€™era normale aspettarsi, le due variabili sono correlate: se faccio tanti passaggi ho piรน possibilitร  di fare tanti passaggi progressivi, e viceversa. Tuttavia, รจ interessante individuare quei calciatori che si discostano da questo trend, quelli che in statistica si definiscono outliers. Secondo il modello statistico da noi utilizzato, sono stati individuati i seguenti sei outliers:

  • – Giocatori particolarmente verticali: Reijnders e Guendouzi
  • – Giocatori particolarmente orizzontali: Pessina, Lobotka, Perrone, Rovella

Dunque, mentre tutti gli altri centrocampisti si comportano in maniera piuttosto lineare, questi sei centrocampisti si distinguono per la tendenza ad effettuare o molti piรน passaggi progressivi rispetto a quanto ci aspetteremmo, o molti meno.

Anche per questi ultimi due grafici, lasciamo le nostre personali riflessioni:

Siamo solo cercatori di qualcosa in piรน

La โ€œverticalitร โ€ di un centrocampista รจ difficile da tradurre, difficile da spiegare e persino da notare cosรฌ facilmente nellโ€™infinito mare di input che ci restituisce una partita di calcio. Non รจ direttamente correlata alla tecnica, nรฉ alla velocitร , nรฉ alla forza fisica, ma al pensiero piรน di ogni altra cosa. Giocare in verticale vuol dire โ€œcercare qualcosa in piรนโ€, volere qualcosa in piรน, avere ben chiaro lโ€™obiettivo di squadra ed il proprio ruolo nello scacchiere. Se dovessimo abbinare lโ€™analisi di questi due grafici al riscontro visivo in campo, non potremmo che individuare due calciatori che, piรน degli altri, dimostrano di cercare sempre qualcosa in piรน: Mattรฉo Guendouzi (quinto per Conduzioni Progressive p90, primo per Passaggi Progressivi p90) e Tijani Reijnders (primo per Conduzioni Progressive p90, undicesimo per Passaggi Progressivi p90 ma terzo se rapportato al numero totale di passaggi completati). Tra i migliori nel primo grafico, unici outliers nel secondo, che si tratti di far sudare la palla (o far sudare la pelle), possiamo prenderci la licenza di definirli i due centrocampisti piรน verticali del campionato.

Avvertimi se soffri di vertigini

Un uomo solo alla cima dei due grafici. Due studi, quattro diversi indicatori statistici, ma nellโ€™angolo in alto a destra cโ€™รจ sempre lui: Hakan Calhanoglu. Primo centrocampista per Tocchi p90 (chi lโ€™avrebbe mai detto eh?), ma ciรฒ non gli impedisce di capeggiare i runningbacks del primo grafico, dimostrando una spiccata propensione anche per le conduzioni progressive. Primo centrocampista per Passaggi Completati p90 nel secondo grafico, e secondo per Passaggi Progressivi p90 (dietro, appunto, a Guendouzi). Un anno fa si definiva il โ€œmiglior regista al mondoโ€. Non sappiamo se sia il migliore, ma sicuramente รจ riduttivo considerarlo โ€œsoloโ€ un mediano.

Lui era un businessman con un’idea in testa, lei ballerina di jazz

Dallโ€™analisi della verticalitร  dei passaggi appare anche unโ€™altra peculiaritร : due dei sei outliers individuati sono centrocampisti della Lazio. Guendouzi e Rovella sono infatti rispettivamente tra i calciatori piรน โ€œverticaliโ€ e โ€œorizzontaliโ€ del campionato. Lโ€™assetto del centrocampo biancoceleste, il reparto che forse piรน di tutti ha beneficiato dellโ€™arrivo di Baroni, si dimostra in queste statistiche perfettamente assortito, con i due giocatori davanti alla difesa in grado di coprire eventuali carenze dellโ€™altro, restituendo una perfetta idea di โ€œgeometriaโ€ sia in campo che nei dati. Dando una rapida occhiata anche ai loro posizionamenti nei grafici precedenti, sempre opposti e bilanciati, i due sembrano davvero aver creato il cocktail perfetto per gli ottimi risultati conseguiti in stagione.

Ultimi spunti

Siamo giunti alla fine di questo interrail nei centrocampi di Serie A e possiamo finalmente guardare il viaggio nel suo insieme. Cosรฌ come nei paragrafi precedenti abbiamo lasciato qualche spunto di riflessione per ogni aspetto analizzato, qui di seguito vogliamo proporne due che โ€œabbraccianoโ€ nel suo insieme tutta lโ€™analisi portata avanti finora:

Se รจ vero che il centrocampo รจ il fulcro di ogni squadra, il cuore, lโ€™anima, la testa ed i polmoni, cosa cโ€™รจ di piรน interessante dellโ€™analizzare il centrocampo delle due squadre che si stanno giocando uno scudetto? E cosa cโ€™รจ di piรน entusiasmante dello scoprire che non potrebbero essere piรน diversi? Napoli ed Inter ci insegnano che ci sono tanti modi per vincere, e noi siamo qua a (provare ad) imparare. A livello di incidenza nelle due fasi, lโ€™Inter sembra avere un centrocampo molto equilibrato, con unโ€™equa partecipazione alla fase difensiva, a differenza della squadra di Conte dove quest’ultima sembra interamente affidata allโ€™interdizione di Lobotka (con lโ€™aiuto, ovviamente, dei suoi cinque colleghi difensori):

Discorso simile per la fase di impostazione, dove Simone Inzaghi ama sfruttare le rotazioni per coinvolgere tutti e tre i centrocampisti, al contrario del tecnico salentino che predilige una costruzione molto piรน โ€œdirettaโ€ che raramente coinvolge le mezzali (le quali, a loro volta, non eccellono di certo in questo fondamentale):

Caratteristiche, ruoli, compiti e funzioni. In questa contrapposizione ritroviamo tutte le sfumature del ruolo del centrocampista, che ogni domenica โ€œpoโ€™ esse fero e poโ€™ esse piumaโ€. Le mezzali partenopee finiscono per rivestire, inevitabilmente, il ruolo di attaccanti aggiunti, non preoccupandosi troppo nรฉ della gestione del pallone nรฉ di interrompere il possesso avversario. Le conseguenze, come prevedibile, sono ampiamente riscontrabili nei numeri offensivi: McTominay e Zambo Anguissa hanno fin qui โ€œraccoltoโ€ 8.4 xG in questo campionato, a fronte dei 3.5 di Barella e Mkhitaryan. Una differenza imponente, che assume ancor piรน valore se paragonata ai numeri di squadra: gli xG accumulati dalle mezzali del Napoli rappresentano il 20.4% (!) degli xG totali nel Napoli stesso, quelli delle mezzali dellโ€™Inter solo il 6.5%.

Chiaro esempio di occupazione dell’area delle due mezzali del Napoli.
Barella e Mkhitaryan ruotano in costruzione, l’area รจ occupata dai due attaccanti e i due quinti.

In ogni gioco di societร  cโ€™รจ perรฒ sempre โ€œlโ€™imprevistoโ€, la carta che fa saltare il banco (o almeno dovrebbe), e nellโ€™Inter di Simone Inzaghi ha un nome ed un cognome: Davide Frattesi. Anche qui, i grafici ci restituiscono quello che il campo ci mostra ogni domenica:

Il centrocampista romano rappresenta quanto di piรน diverso possa esistere da Barella e Mkhitaryan. Non partecipa alla fase di possesso, non partecipa alla fase di rottura, il suo compito รจ soltanto uno: riempire lโ€™area di rigore (anche nellโ€™ultima super sfida contro lโ€™Atalanta, abbiamo sentito piรน volte Inzaghi gridare ยซbuttati dentro Davide!ยป). La conseguenza รจ di nuovo riscontrabile nei numeri: Frattesi viaggia ad una media di 0.3 xG p90, a fronte dei 0.09 e 0.06 dei suoi colleghi. Una contrapposizione talmente netta, sotto qualsiasi punto di vista, che viene da chiedersi: un calciatore cosรฌ โ€œfuori dagli schemiโ€ rispetto agli altri, rimane ancora unโ€™arma in piรน per lโ€™Inter? O sta cominciando a diventare un ostacolo? Al lettore lโ€™ardua sentenza.

Ora che la vita ci ha tradito dimmi come posso fare a dare il meglio di me.

Avete presente quando nei film il protagonista va nella sua mansarda, trova uno scatolone pieno di foto ingiallite e si accinge a sfogliarle con la nostalgia dei bei vecchi tempi andati? Beh, non sappiamo quanto sia impolverato lโ€™album fotografico di Lorenzo Pellegrini e Teun Koopmeiners, non sappiamo neanche se esista – chissร , magari sarebbe piรน realistico e attuale โ€œscrollareโ€ un profilo Instagram – ma di certo il loro ricordo delle scorse stagioni รจ accompagnato da unโ€™imponente ondata di malinconia. Il loro posizionamento nei grafici (ed i relativi cluster di appartenenza) rispetta a pieno lโ€™impressione che restituisce una loro partita qualsiasi: il 7 e lโ€™8 NON sono il fulcro delle proprie squadre, neanche lontanamente. Roma e Juventus non girano intorno a Pellegrini e Koopmeiners come ci si poteva aspettare – spesso non hanno girato e basta, questo va detto – e quelli che si pensava potessero essere dei leader tecnici sono diventati delle โ€œmine vagantiโ€ (Blitz) e degli โ€œinvasoriโ€ (Invaders). Ancora, il cluster di appartenenza non si prepone lโ€™obiettivo di una classificazione qualitativa, ma รจ piuttosto sorprendente ritrovare in questi gruppi dei centrocampisti che si esaltano invece quando riescono a massimizzare il loro coinvolgimento nel gioco, in fase di possesso e non. Il capitano della Roma, in particolare, con lo scorrere della stagione ha cominciato a ricoprire un ruolo in campo sempre piรน marginale, sacrificato sullโ€™altare di un equilibrio tattico di squadra ritrovato soltanto a sprazzi. Il suo ridotto coinvolgimento รจ ampiamente riscontrabile in alcuni numeri: 43 tocchi (esclusi quelli in area avversaria) p90 (media delle ultime tre stagioni: 51), 0.32 intercetti p90 (media delle ultime tre stagioni: 0.98), 0.39 contrasti p90 (media delle ultime tre stagioni: 0.74), 1.43 passaggi chiave p90 (media delle ultime tre stagioni: 2.3).

La stessa perdita di centralitร  si puรฒ notare anche nella stagione di Koopmeiners. Ha fatto scalpore come nelle ultime settimane il grande colpo di mercato della Juventus sia praticamente stato relegato a giocare sulla corsia di destra, rinunciando alla propria facoltร  di svariare, e conseguentemente di toccare il pallone, un poโ€™ ovunque sul terreno di gioco. Un destino comune che sembra condannare due dei migliori centrocampisti delle scorse stagioni a vivere una solitudine che fa parecchio chiasso.

Il mestiere piรน difficile tra i mestieri facili

โ€œUna vita da mediano, a recuperare palloniโ€, cantava Ligabue in uno dei suoi brani piรน celebri. Eppure, oggi scopriamo che un โ€œdiezโ€ come Nico Paz recupera piรน palloni di un tradizionale mediano. Oppure, โ€œil pallone devi darlo a chi finalizza il giocoโ€, ma nel Napoli di Antonio Conte sono spesso proprio i โ€œmedianiโ€ (concedeteci la licenza) a preoccuparsi della finalizzazione.

Insomma, potremmo continuare con ulteriori esempi, ma รจ evidente come il fascino del ruolo del centrocampista risieda anche nell’ampio ventaglio di azioni con cui ha la possibilitร  di contribuire al gioco, un ventaglio, per di piรน, in continua espansione. In questo vasto mare di possibilitร , abbiamo cercato di fare un poโ€™ di chiarezza, partendo da dati concreti, seguiti da osservazioni, con l’auspicio che quanto qui condiviso possa stimolare ogni lettore a sviluppare le proprie riflessioni personali.