Un vecchio adagio del nostro sport – sempre piรน popolare nei circoletti di chi rifiuta le sfaccettature piรน complesse del calcio moderno – vuole che i portieri parino, i difensori difendano e gli attaccanti attacchino. La filastrocca, perรฒ, finisce sempre per inciampare sul centrocampista: cosa fa chi occupa le zone centrali del campo? “Centrocampa”? Come per il coccodrillo, nessuno sa dirlo. Abbracciando perรฒ in toto la complessitร che nasconde questo sport, รจ possibile apprezzare tutte le nuances di cosa significa essere un centrocampista. Un termine approssimativo, che racchiude i compiti piรน disparati e accomuna giocatori enormemente eterogenei, in quello che, per โdeformazione professionaleโ, non posso non identificare come il ruolo piรน affascinante di questo sport.
In mezzo a questa ragnatela di variabili, abbiamo tentato di mettere ordine adottando un approccio che puรฒ essere definito, a tutti gli effetti, โscientificoโ. Se la risposta alla domanda โCosa fa un centrocampista?โ puรฒ sembrare banale, riducendosi ad un โTante coseโ, il nostro primo passo รจ stato proprio quello di identificare e catalogare queste funzioni, compiti e caratteristiche. Nell’infinitร di comportamenti che un centrocampista puรฒ adottare sul rettangolo di gioco, ci siamo concentrati su tre aspetti specifici, che non intendono essere nรฉ esaustivi nรฉ universalmente condivisi. Tuttavia, come insegna ogni modello scientifico, รจ fondamentale stabilire dei limiti, dei vincoli e degli assunti per circoscrivere l’ambito dell’analisi. Gli aspetti presi in considerazione sono dunque:
- – Incidenza in fase di attacco e di difesa
- – Comportamento in fase di possesso
- – Verticalitร
Abbiamo quindi analizzato le statistiche dei principali centrocampisti di Serie A, al fine di comprenderne i punti deboli e di forza, sottolineandone dove necessario le indicazioni e le predisposizioni tattiche dei loro allenatori.
Metodo Statistico
Come in ogni articolo scientifico che si rispetti, รจ imprescindibile introdurre e spiegare, anche sinteticamente, l’approccio statistico adottato. I dati utilizzati in questa analisi provengono da Fbref e si riferiscono alle prime venticinque giornate di Serie A. Sono stati considerati esclusivamente i calciatori classificati come “Cen”, “Cen/Def” o “Cen/Att”, escludendo quelli che, per posizione in campo e ruolo ricoperto, non risultavano coerenti con gli obiettivi dell’analisi (in particolare: De Ketelaere, Oristanio, Samardzic, Karamoh, Dia, Beltran, Caprari, Maldini, Mota e Zortea). Tra i calciatori selezionati, sono stati inclusi solo coloro che avevano accumulato almeno 800 minuti di gioco, su un totale di 2250 minuti complessivi a disposizione.
L’obiettivo dell’analisi era quello di individuare e creare dei cluster di calciatori, raggruppando quelli che presentano caratteristiche, ruoli o comportamenti simili in campo. In statistica, il clustering รจ una tecnica di analisi multivariata che consente di raggruppare elementi omogenei all’interno di un dataset, basandosi su misure di somiglianza tra gli elementi stessi. Per l’individuazione dei cluster, รจ stato impiegato l’algoritmo K-means (rimandiamo ad altre fonti per un approfondimento tecnico chi fosse interessato a comprenderne i dettagli metodologici). Per ciascuno dei tre aspetti definiti precedentemente, dunque, sono state selezionate due variabili rappresentative (X e Y), normalizzate, analizzate mediante le tecniche descritte ed infine visualizzate in un grafico a dispersione.
Incidenza nelle due fasi
Il primo aspetto valutato รจ stata la capacitร di incidere in fase di attacco e di difesa. Tra i tre aspetti รจ probabilmente quello piรน astratto e, di conseguenza, il piรน complesso da descrivere con dei banali numeri o, ancor peggio, analizzare.
Se – sempre per citare il solito detto – gli attaccanti attaccano e i difensori difendono, un aspetto cruciale sta nel comprendere come i centrocampisti svolgano questi due compiti. Eโ opportuno dunque chiarire quale โtipoโ di incidenza abbiamo preso in considerazione – di nuovo, un confine deve sempre esserci:
- – Incidenza in fase di attacco: capacitร di contribuire alla creazione di occasioni da gol.
- – Incidenza in fase di difesa: capacitร di disturbare e/o distruggere lโazione avversaria.
Per quantificare queste due caratteristiche, sono stati definiti i seguenti indicatori:
- – Attacking Contribution Index (ACI): somma tra le occasioni da tiro create per i compagni (SCA – Shoot Creating Actions, tramite dribbling, tiri respinti, falli subiti o azioni difensive) ed i passaggi chiave (esclusi i piazzati).
- – Breaking Contribution Index (BCI): somma di contrasti ed intercetti effettuati.
(Tutti i dati sono presi p90, discorso valido anche per tutti i successivi paragrafi).
Il risultato in figura:
Lโalgoritmo applicato al gruppo di calciatori presi in esame ha individuato la presenza dei seguenti cinque cluster:
1. Engines
In un certo senso, i motori delle proprie squadre. Riescono ad abbinare una buona partecipazione alla fase di rottura ad un buon contributo nella creazione di occasioni da tiro. Chi piรน chi meno, questi centrocampisti sono coinvolti abbastanza in entrambe le fasi.
2. Factotum
Sono (o sono stati) i trascinatori delle proprie squadre a livello di contributo nelle due fasi. Seppur con diversi mix (chi piรน da un senso, chi piรน dallโaltro) sono riusciti a garantire grande concretezza sia in fase di attacco che di difesa.
3. Shadows
Letteralmente sarebbe โombreโ, ma va interpretato come un โagire nellโombraโ. Contribuiscono poco nella pratica alla rottura dellโazione avversaria o alla creazione di occasioni da gol, risultando dunque poco appariscenti. Tuttavia, come vedremo nei paragrafi successivi, รจ una categoria molto eterogenea sotto altri punti di vista e diversi tra questi centrocampisti si dimostreranno impattanti sotto altri aspetti.
4. Charge Troops
Per un motivo o per un altro (scelte tattiche, caratteristiche individuali) qua troviamo calciatori poco presenti in fase di rottura dellโazione avversaria. Dei centrocampisti piรน โleggeriโ, in un certo senso sgravati di alcuni compiti di interdizione e piรน o meno tendenti a dare man forte nellโultimo terzo.
5. Wreckers
Letteralmente โdemolitoriโ, e qua probabilmente cโรจ poco da aggiungere. Un gruppo di calciatori che fa del distruggere lโazione avversaria il leitmotiv della propria partita. Alcuni di loro, tuttavia, non disdegnano una buona partecipazione anche in fase di generazione di occasioni da gol, risultando molto importanti per le proprie squadre quasi quanto i factotum.
ร necessario specificare (e varrร anche per i successivi paragrafi) che tale analisi non si pone in alcun modo lโobiettivo di definire il โlivelloโ dei calciatori (giocatore X non รจ piรน forte di giocatore Y solo perchรฉ si trova in un cluster ritenuto migliore), ma solo quello di accomunare calciatori considerabili โsimiliโ in base agli indicatori scelti (il cui valore, a sua volta, puรฒ dipendere dalle caratteristiche del calciatore tanto quanto dal contesto in cui si trova).
Questo primo grafico ci dร lโoccasione di lasciare qualche osservazione:

Uno dei punti che salta immediatamente allโocchio รจ il posizionamento di Nico Paz. A fronte di un Indice di Contributo Offensivo altissimo (comโera prevedibile), ciรฒ che stupisce รจ la sua partecipazione in fase di rottura. Lโex centrocampista del Real riesce a combinare lโincredibile estro che lo contraddistingue ad una diligenza difensiva per niente scontata, dimostrando di essersi calato perfettamente nei meccanismi di pressing asfissiante di Fabregas (il Como รจ la prima squadra del nostro campionato per recuperi alti, e la quinta per PPDA), e di possedere unโapplicazione ed unโintelligenza molto intriganti per un ipotetico futuro da mezzala.

Morten Frendrup, wow! Secondo per tiri bloccati (dietro a Locatelli), secondo per passaggi bloccati (dietro a Nico Paz), primo (per distacco) per contrasti effettuati (3.5 p90), primo (per distacco) per contrasti vinti (2.14 p90). Il suo Genoa, partito con lโobiettivo salvezza, รจ la seconda miglior difesa della parte destra della classifica (dietro il Torino, che ha al momento forse il miglior portiere del campionato), ed un avversario ostico per chiunque in campionato.
Comportamento in fase di possesso
Il secondo aspetto che ci siamo divertiti ad analizzare riguarda il comportamento in fase di possesso di ogni centrocampista. Anche qui, le sfumature del termine โcomportamentoโ sono numerose e sottili: Come si muove? Dove si muove? Quanto partecipa? Come partecipa? Con quale frequenza riceve palla? Dove la riceve? Queste ultime due domande sono quelle alle quali ci siamo limitati a rispondere, selezionando due indicatori ben meno complessi di quelli del paragrafo precedente:
- – Tocchi (non in area off): numero di volte in cui il giocatore riceve palla in qualsiasi punto del campo tranne nellโarea avversaria;
- – Tocchi in area off: numero di volte in cui il giocatore riceve palla nellโarea avversaria.
Questi due indicatori si prefiggono lโobiettivo di stimare il contributo di ciascun centrocampista durante la fase di possesso, tenendo presente che, come ben noto, รจ possibile contribuire al gioco anche senza entrare in possesso del pallone. Ogni lettore potrร , naturalmente, fare le proprie considerazioni in merito. Costruendo il nostro solito diagramma a dispersione, questo รจ il risultato:
In questo caso, lโalgoritmo ci ha permesso di identificare la presenza dei seguenti cinque cluster:
1. Architetti
Ricevono palla tantissime volte ma quasi mai nellโarea di rigore avversaria. Sono, a tutti gli effetti, i โregistiโ (per usare un termine piรน anacronistico) delle proprie squadre: amano ricevere la palla, tanto quanto i loro compagni hanno bisogno che ricevano palla. Non a caso, sono presenti tutti i mediani delle prime cinque squadre di Serie A per possesso palla medio: Inter, Juventus, Bologna, Atalanta, Roma.
2. Dynamic Playmakers
Sono anchโessi dei costruttori di gioco, ma leggermente diversi dai precedenti: ricevono un poโ meno palloni, ma tendono ad entrare di piรน in area di rigore. Una sorta di box-to-box, e non me ne vogliano i proprietari intellettuali del termine.
3. Invaders
Ci catapultiamo nellโangolo opposto del grafico: questi centrocampisti contribuiscono poco alla fase di possesso (intesa come โcostruzioneโ del gioco), ma sono molto presenti in area di rigore. Non per caso, ritroviamo diversi calciatori universalmente riconosciuti come โincursoriโ: Frattesi, McKennie, McTominay, etc, quasi tutti caratterizzati da un elevato valore di npxG p90.
4. Low touchers
La categoria piรน โself-explanatoryโ di tutte. Ricevono mediamente poco il pallone, a prescindere dalla zona del campo. Qua troviamo molti calciatori di squadre della parte destra della classifica (per ovvie ragioni), diversi dei quali spiccavano perรฒ precedentemente per partecipazione in fase di rottura (Frendrup, Maleh, Pierret, etc).
5. Mario Pasalic Area
Il box-to-box per definizione di questo campionato, con statistiche francamente anche superflue da commentare. In qualsiasi studio statistico con obiettivi diversi da questo, sarebbe considerato un outlier a tutti gli effetti.
Anche qui รจ interessante lasciare alcuni spunti di osservazione:

Se รจ vero che le prime cinque squadre in Serie A per possesso palla hanno tutte un rappresentante nel cluster degli โArchitettiโ, il discorso non vale per la sesta: il Milan. Eโ vero, Fofana si trova proprio al limite tra i cluster, ma รจ interessante notare come quasi tutte le โtopโ del nostro campionato abbiano non uno ma almeno due centrocampisti che ricevono palla mediamente piรน volte di Fofana: Roma (Cristante e Paredes), Lazio (Guendouzi e Rovella), Juventus (Locatelli e Thuram), Atalanta (Ederson e De Roon), Bologna (Freuler e Moro), etc. Lo scollamento del centrocampo del Milan e la mancanza di un regista sono temi che ci accompagnano ormai dallโinizio della stagione, e lo faranno sicuramente fino alla prossima.

Come giร anticipato, le analisi intraprese non sono a sรฉ stanti ma vanno sempre lette in una visione dโinsieme. A tal proposito, รจ suggestivo andare a vedere come si sono spostate alcune delle Shadows del diagramma del primo paragrafo, a seconda delle caratteristiche. Tre centrocampisti come Lobotka, Frattesi e Cristante sembravano avere un comportamento simile: poca partecipazione alla fase di rottura, poco coinvolgimento nella creazione di occasioni per i compagni. Tuttavia, agiscono in maniera radicalmente differente in fase di possesso. Lโincursore di Inzaghi diventa un vero e proprio attaccante aggiunto per lโInter, il centrocampista della Roma agisce quasi da โbox-to-boxโ, partecipando alla fase di costruzione senza disdegnare qualche inserimento in area, mentre lo slovacco – in maniera piuttosto prevedibile – figura tra gli โArchitettiโ, dimostrandosi per lโennesima volta la stella polare di questo Napoli, come giร avveniva con Spalletti. Sono soltanto tre esempi delle mille sfaccettature diverse che puรฒ avere un centrocampista, a seconda della fase di gioco.
Verticalitร
Il terzo ed ultimo aspetto che abbiamo scelto di analizzare รจ la verticalitร . Nella concezione immaginaria del ruolo, forse questa รจ la prima caratteristica che ci viene in mente quando pensiamo ad un bravo centrocampista (nelle scelte tanto quanto nellโesecuzione). In questo paragrafo, per verticalitร vogliamo intendere la โtendenza a giocare in verticale una volta ricevuta pallaโ, una tendenza che puรฒ manifestarsi in due modi:
- Verticalitร in conduzione
- Verticalitร nei passaggi
Per la prima casistica, abbiamo applicato il solito metodo di analisi a cluster utilizzando i due seguenti indicatori:
- – Progressive Carries: numero di conduzioni progressive;
- – Tocchi: numero di volte in cui il calciatore riceve il pallone in qualsiasi zona del campo.
Di seguito, i cinque cluster individuati:
1. Backstage workers
Sono calciatori che possiamo definire poco incisivi nella fase di possesso. Non ricevono molti palloni e non tendono a portarli in avanti una volta entrati in possesso. Troviamo in questa categoria calciatori piรน propensi ad attaccare lโarea di rigore (i soliti Zambo, McKennie, etc) o altri molto partecipi nella fase di rottura.
2. Beacons
Spostandoci nella parte alta del grafico, ci imbattiamo invece in centrocampisti che tendono sempre di piรน a voler ricevere palla, fungendo da โfariโ (appunto, beacons) per le proprie squadre. Sono una sorta di punto di riferimento fisso (non particolarmente dinamici in conduzione) ed inevitabilmente ritroviamo diversi โarchitettiโ del paragrafo precedente.
3. Blades
Nellโangolo opposto abbiamo centrocampisti meno tendenti a ricevere palla in ogni situazione, ma che quando lo fanno si trasformano in veri e propri โcoltelliโ tra gli schieramenti avversari, spezzandole in due con importanti conduzioni. I vari Reijnders, Thuram, Guendouzi, Mkhitaryan amano cibarsi di questi spazi.
4. Blitz
La categoria piรน anomala, traducibile, in senso lato, in โmine vagantiโ. Questi centrocampisti tendono a ricevere pochi palloni, ma possono essere degli assi nella manica con buone conduzioni. Un cluster omogeneo per comportamenti ma enormemente eterogeneo per caratteristiche e contesti: abbiamo dei super-sub come Frattesi e Pisilli spesso inseriti per guadagnare un certo tipo di dinamismo, due dei piรน grandi โincompresiโ della stagione come Pellegrini e Koopmeiners, non particolarmente a loro agio in questo ruolo, ed altre mine vaganti come Suslov, Ekkelenkamp o Bove.
5. Runningbacks
Con estrema ignoranza prendiamo in prestito questo termine dal football americano per definire quei giocatori che, in sostanza, sono portati a โcorrere con la pallaโ. In questa zona troviamo calciatori che ricevono tanti palloni, e cercano spesso di portarlo in avanti in conduzione. Non per caso, ritroviamo due centrocampisti dell’Inter di Simone Inzaghi, la miglior squadra in transizione offensiva del nostro campionato.
Come anticipato, perรฒ, la verticalitร di un centrocampista puรฒ manifestarsi anche nei passaggi (โla palla non sudaโ, diceva Roberto Baggio). Per questa seconda analisi, abbiamo optato per un approccio piรน semplicistico, rinunciando ad algoritmi e clusterizzazioni. Le variabili prese in esame sono le seguenti:
- – Passaggi Completati p90
- – Passaggi Progressivi Completati p90
Lโobiettivo รจ molto semplice: determinare quali calciatori spiccano particolarmente per verticalitร (o no) dei loro passaggi. Il risultato รจ il seguente:

Comโera normale aspettarsi, le due variabili sono correlate: se faccio tanti passaggi ho piรน possibilitร di fare tanti passaggi progressivi, e viceversa. Tuttavia, รจ interessante individuare quei calciatori che si discostano da questo trend, quelli che in statistica si definiscono outliers. Secondo il modello statistico da noi utilizzato, sono stati individuati i seguenti sei outliers:
- – Giocatori particolarmente verticali: Reijnders e Guendouzi
- – Giocatori particolarmente orizzontali: Pessina, Lobotka, Perrone, Rovella
Dunque, mentre tutti gli altri centrocampisti si comportano in maniera piuttosto lineare, questi sei centrocampisti si distinguono per la tendenza ad effettuare o molti piรน passaggi progressivi rispetto a quanto ci aspetteremmo, o molti meno.
Anche per questi ultimi due grafici, lasciamo le nostre personali riflessioni:

La โverticalitร โ di un centrocampista รจ difficile da tradurre, difficile da spiegare e persino da notare cosรฌ facilmente nellโinfinito mare di input che ci restituisce una partita di calcio. Non รจ direttamente correlata alla tecnica, nรฉ alla velocitร , nรฉ alla forza fisica, ma al pensiero piรน di ogni altra cosa. Giocare in verticale vuol dire โcercare qualcosa in piรนโ, volere qualcosa in piรน, avere ben chiaro lโobiettivo di squadra ed il proprio ruolo nello scacchiere. Se dovessimo abbinare lโanalisi di questi due grafici al riscontro visivo in campo, non potremmo che individuare due calciatori che, piรน degli altri, dimostrano di cercare sempre qualcosa in piรน: Mattรฉo Guendouzi (quinto per Conduzioni Progressive p90, primo per Passaggi Progressivi p90) e Tijani Reijnders (primo per Conduzioni Progressive p90, undicesimo per Passaggi Progressivi p90 ma terzo se rapportato al numero totale di passaggi completati). Tra i migliori nel primo grafico, unici outliers nel secondo, che si tratti di far sudare la palla (o far sudare la pelle), possiamo prenderci la licenza di definirli i due centrocampisti piรน verticali del campionato.

Un uomo solo alla cima dei due grafici. Due studi, quattro diversi indicatori statistici, ma nellโangolo in alto a destra cโรจ sempre lui: Hakan Calhanoglu. Primo centrocampista per Tocchi p90 (chi lโavrebbe mai detto eh?), ma ciรฒ non gli impedisce di capeggiare i runningbacks del primo grafico, dimostrando una spiccata propensione anche per le conduzioni progressive. Primo centrocampista per Passaggi Completati p90 nel secondo grafico, e secondo per Passaggi Progressivi p90 (dietro, appunto, a Guendouzi). Un anno fa si definiva il โmiglior regista al mondoโ. Non sappiamo se sia il migliore, ma sicuramente รจ riduttivo considerarlo โsoloโ un mediano.

Dallโanalisi della verticalitร dei passaggi appare anche unโaltra peculiaritร : due dei sei outliers individuati sono centrocampisti della Lazio. Guendouzi e Rovella sono infatti rispettivamente tra i calciatori piรน โverticaliโ e โorizzontaliโ del campionato. Lโassetto del centrocampo biancoceleste, il reparto che forse piรน di tutti ha beneficiato dellโarrivo di Baroni, si dimostra in queste statistiche perfettamente assortito, con i due giocatori davanti alla difesa in grado di coprire eventuali carenze dellโaltro, restituendo una perfetta idea di โgeometriaโ sia in campo che nei dati. Dando una rapida occhiata anche ai loro posizionamenti nei grafici precedenti, sempre opposti e bilanciati, i due sembrano davvero aver creato il cocktail perfetto per gli ottimi risultati conseguiti in stagione.
Ultimi spunti
Siamo giunti alla fine di questo interrail nei centrocampi di Serie A e possiamo finalmente guardare il viaggio nel suo insieme. Cosรฌ come nei paragrafi precedenti abbiamo lasciato qualche spunto di riflessione per ogni aspetto analizzato, qui di seguito vogliamo proporne due che โabbraccianoโ nel suo insieme tutta lโanalisi portata avanti finora:
Se รจ vero che il centrocampo รจ il fulcro di ogni squadra, il cuore, lโanima, la testa ed i polmoni, cosa cโรจ di piรน interessante dellโanalizzare il centrocampo delle due squadre che si stanno giocando uno scudetto? E cosa cโรจ di piรน entusiasmante dello scoprire che non potrebbero essere piรน diversi? Napoli ed Inter ci insegnano che ci sono tanti modi per vincere, e noi siamo qua a (provare ad) imparare. A livello di incidenza nelle due fasi, lโInter sembra avere un centrocampo molto equilibrato, con unโequa partecipazione alla fase difensiva, a differenza della squadra di Conte dove quest’ultima sembra interamente affidata allโinterdizione di Lobotka (con lโaiuto, ovviamente, dei suoi cinque colleghi difensori):

Discorso simile per la fase di impostazione, dove Simone Inzaghi ama sfruttare le rotazioni per coinvolgere tutti e tre i centrocampisti, al contrario del tecnico salentino che predilige una costruzione molto piรน โdirettaโ che raramente coinvolge le mezzali (le quali, a loro volta, non eccellono di certo in questo fondamentale):

Caratteristiche, ruoli, compiti e funzioni. In questa contrapposizione ritroviamo tutte le sfumature del ruolo del centrocampista, che ogni domenica โpoโ esse fero e poโ esse piumaโ. Le mezzali partenopee finiscono per rivestire, inevitabilmente, il ruolo di attaccanti aggiunti, non preoccupandosi troppo nรฉ della gestione del pallone nรฉ di interrompere il possesso avversario. Le conseguenze, come prevedibile, sono ampiamente riscontrabili nei numeri offensivi: McTominay e Zambo Anguissa hanno fin qui โraccoltoโ 8.4 xG in questo campionato, a fronte dei 3.5 di Barella e Mkhitaryan. Una differenza imponente, che assume ancor piรน valore se paragonata ai numeri di squadra: gli xG accumulati dalle mezzali del Napoli rappresentano il 20.4% (!) degli xG totali nel Napoli stesso, quelli delle mezzali dellโInter solo il 6.5%.
In ogni gioco di societร cโรจ perรฒ sempre โlโimprevistoโ, la carta che fa saltare il banco (o almeno dovrebbe), e nellโInter di Simone Inzaghi ha un nome ed un cognome: Davide Frattesi. Anche qui, i grafici ci restituiscono quello che il campo ci mostra ogni domenica:


Il centrocampista romano rappresenta quanto di piรน diverso possa esistere da Barella e Mkhitaryan. Non partecipa alla fase di possesso, non partecipa alla fase di rottura, il suo compito รจ soltanto uno: riempire lโarea di rigore (anche nellโultima super sfida contro lโAtalanta, abbiamo sentito piรน volte Inzaghi gridare ยซbuttati dentro Davide!ยป). La conseguenza รจ di nuovo riscontrabile nei numeri: Frattesi viaggia ad una media di 0.3 xG p90, a fronte dei 0.09 e 0.06 dei suoi colleghi. Una contrapposizione talmente netta, sotto qualsiasi punto di vista, che viene da chiedersi: un calciatore cosรฌ โfuori dagli schemiโ rispetto agli altri, rimane ancora unโarma in piรน per lโInter? O sta cominciando a diventare un ostacolo? Al lettore lโardua sentenza.

Avete presente quando nei film il protagonista va nella sua mansarda, trova uno scatolone pieno di foto ingiallite e si accinge a sfogliarle con la nostalgia dei bei vecchi tempi andati? Beh, non sappiamo quanto sia impolverato lโalbum fotografico di Lorenzo Pellegrini e Teun Koopmeiners, non sappiamo neanche se esista – chissร , magari sarebbe piรน realistico e attuale โscrollareโ un profilo Instagram – ma di certo il loro ricordo delle scorse stagioni รจ accompagnato da unโimponente ondata di malinconia. Il loro posizionamento nei grafici (ed i relativi cluster di appartenenza) rispetta a pieno lโimpressione che restituisce una loro partita qualsiasi: il 7 e lโ8 NON sono il fulcro delle proprie squadre, neanche lontanamente. Roma e Juventus non girano intorno a Pellegrini e Koopmeiners come ci si poteva aspettare – spesso non hanno girato e basta, questo va detto – e quelli che si pensava potessero essere dei leader tecnici sono diventati delle โmine vagantiโ (Blitz) e degli โinvasoriโ (Invaders). Ancora, il cluster di appartenenza non si prepone lโobiettivo di una classificazione qualitativa, ma รจ piuttosto sorprendente ritrovare in questi gruppi dei centrocampisti che si esaltano invece quando riescono a massimizzare il loro coinvolgimento nel gioco, in fase di possesso e non. Il capitano della Roma, in particolare, con lo scorrere della stagione ha cominciato a ricoprire un ruolo in campo sempre piรน marginale, sacrificato sullโaltare di un equilibrio tattico di squadra ritrovato soltanto a sprazzi. Il suo ridotto coinvolgimento รจ ampiamente riscontrabile in alcuni numeri: 43 tocchi (esclusi quelli in area avversaria) p90 (media delle ultime tre stagioni: 51), 0.32 intercetti p90 (media delle ultime tre stagioni: 0.98), 0.39 contrasti p90 (media delle ultime tre stagioni: 0.74), 1.43 passaggi chiave p90 (media delle ultime tre stagioni: 2.3).
La stessa perdita di centralitร si puรฒ notare anche nella stagione di Koopmeiners. Ha fatto scalpore come nelle ultime settimane il grande colpo di mercato della Juventus sia praticamente stato relegato a giocare sulla corsia di destra, rinunciando alla propria facoltร di svariare, e conseguentemente di toccare il pallone, un poโ ovunque sul terreno di gioco. Un destino comune che sembra condannare due dei migliori centrocampisti delle scorse stagioni a vivere una solitudine che fa parecchio chiasso.
Il mestiere piรน difficile tra i mestieri facili
โUna vita da mediano, a recuperare palloniโ, cantava Ligabue in uno dei suoi brani piรน celebri. Eppure, oggi scopriamo che un โdiezโ come Nico Paz recupera piรน palloni di un tradizionale mediano. Oppure, โil pallone devi darlo a chi finalizza il giocoโ, ma nel Napoli di Antonio Conte sono spesso proprio i โmedianiโ (concedeteci la licenza) a preoccuparsi della finalizzazione.
Insomma, potremmo continuare con ulteriori esempi, ma รจ evidente come il fascino del ruolo del centrocampista risieda anche nell’ampio ventaglio di azioni con cui ha la possibilitร di contribuire al gioco, un ventaglio, per di piรน, in continua espansione. In questo vasto mare di possibilitร , abbiamo cercato di fare un poโ di chiarezza, partendo da dati concreti, seguiti da osservazioni, con l’auspicio che quanto qui condiviso possa stimolare ogni lettore a sviluppare le proprie riflessioni personali.