Costa d’Avorio, Camerun, Gabon e Mozambico. I campioni d’Africa in carica della Costa d’Avorio e i Leoni indomabili camerunesi; a una lettura superficiale, la qualificazione al turno successivo sembrerebbe già scritta, con le altre due squadre relegate al ruolo di comparse. Ma è proprio così?
Costa d’Avorio – Les Éléphants
Gli Elefanti arrivano in Marocco sull’onda lunga dell’incredibile e rocambolesca vittoria dell’edizione ’23 giocata in casa. In panchina siede ancora Emerse Faé, l’eroe della scorsa Coppa d’Africa, che da quando è subentrato in corsa ha collezionato 18 panchine in partite ufficiali, vincendone 13. Le uniche due sconfitte sono arrivate durante il percorso di qualificazione a questa Coppa d’Africa, a obiettivo già raggiunto. A questi numeri già eccellenti possiamo aggiungere un altro dato impressionante: la Costa d’Avorio, amichevoli escluse, non subisce gol dal 15 novembre 2024 (data, tra l’altro, dell’ultima sconfitta).
Il tecnico ivoriano ha costruito una squadra solida che concede pochissimo. A giudicare dai nomi a disposizione di Faé ciò non deve stupire: infatti l’ossatura della squadra si regge su una difesa e un centrocampo di grande spessore. Ousmane Diomandé, Ndicka, Kossounou, il capitano Kessié, Sangaré e Fofana formano un blocco di esperienza e qualità.
Davanti, invece, il discorso è un po’ diverso. Infatti, la discussa esclusione di Nicolas Pépé, a cui si aggiunge l’assenza per infortunio di un leader emotivo come Sebastian Haller, privano gli Elefanti di due dei tre elementi chiave per la fase offensiva insieme a Diallo. A condividere il peso creativo con l’ala del Manchester United sarà soprattutto il diciannovenne Yan Diomandé, ennesimo talento proveniente dall’universo Red Bull protagonista di un ottimo inizio di stagione, ma che ha esordito solo ad ottobre in nazionale.
Il vero punto interrogativo riguarda però il ruolo di centravanti: i tre convocati (Diakité, Bayo e Krasso) hanno messo insieme, in stagione, appena quattro reti complessive. Il rischio che per la Costa d’Avorio segnare diventi un’impresa difficile è molto serio, soprattutto se Diallo e Yan Diomandé dovessero faticare a incidere. In attacco, probabilmente a partita in corso, c’è anche il redivivo Wilfried Zaha, tornato in nazionale dopo aver ritrovato minuti e gol in MLS, preferito ad Adingra che nelle scorse pause per le nazionali aveva avuto spazio.
I dubbi aumentano se si pensa all’inesperienza dello stesso Faé: è vero che i numeri alla guida degli Elefanti sono straordinari, ma rappresentano di fatto la sua intera carriera da allenatore. Come gestirà, nel caso dovesse arrivare, un primo momento di difficoltà? Riuscirà a trovare soluzioni alternative al suo classico 4-3-3 per ovviare al problema della punta e a pescare bene dalla panchina? Avrà il coraggio di lanciare i giovani Oulai e Touré se ne avesse bisogno?
PROBABILE FORMAZIONE: 4-3-3; Y. Fofana, Doué, O. Diomandé (Kossounou), Ndicka, Konan (Operi), Sangaré, Kessié, S. Fofana, Diallo, Krasso, Y. Diomandé
Camerun – Les Lions Indomptables
Ed eccoci ora a parlare del pasticciaccio brutto del Camerun.
Già alla vigilia della scorsa Coppa d’Africa, avevamo parlato della turbolenta situazione federale con continui screzi tra tesserati, dirigenti e allenatori. Da allora le cose sono, se possibile, addirittura peggiorate: siamo al decimo cambio in panchina in altrettanti anni e da qualche tempo si è inserito il ministero dello sport camerunese, in aperta polemica con il presidente della Federcalcio Samuel Eto’o.
Ad aprile 2024 il governo, tentando di spegnere l’incendio gettandovi sopra della benzina, aveva imposto come CT il belga Marc Brys. Dopo un primo tentativo fallito, l’ex-stella di Barcelona e Inter ha sollevato Brys dall’incarico proprio mentre questo stava diramando la lista dei convocati. Al suo posto è stato nominato David Pagou, tecnico camerunese con un titolo nazionale in bacheca ma privo di qualsiasi esperienza internazionale.
Le scelte del nuovo CT, secondo molti pilotate dallo stesso Eto’o, hanno lasciato tutti perplessi. Gli assenti illustri sono numerosi: André Onana, Tchatchoua, Choupo-Moting e Aboubakar. C’è inoltre il caso di Jean-Charles Castelletto, altro leader dei Leoni indomabili, che ha rifiutato la chiamata in nazionale per un presunto problema fisico e che, però, si è poi regolarmente allenato con il suo club.
Vista la situazione, aggravata dall’assenza per infortunio – questo reale – di Zambo Anguissa, è molto difficile immaginare come il Camerun affronterà le prossime partite. Le uniche vere certezze sembrano essere Bryan Mbeumo e Carlos Baleba. In attacco, accanto al giocatore dello United si alterneranno Etta Eyong del Levante e il classe 2006 Christian Kofane del Bayer Leverkusen. Con il mediano del Brighton, a centrocampo tra i convocati ci sono Jean Onana del Genoa e Olivier Kemen che con l’Istanbul Basaskheir guida la classifica degli assist del campionato turco. Dalla Turchia arriva un’altra esclusione che non mi sarei aspettato: quella di Oliver Ntcham, vecchia conoscenza della Serie A e protagonista di un’ottima campagna europea con il Samsunspor.
Resta da dire che, anche prima di questo terremoto, la nazionale stava attraversando un momento difficile come dimostra la mancata qualificazione mondiale per mano di Capo Verde prima e Repubblica Democratica del Congo poi, due avversari tutt’altro che irresistibili.
A far sperare i tifosi rimane, però, il precedente del 2017. Alla vigilia di quella Coppa d’Africa furono addirittura otto i giocatori a rifiutare la convocazione, eppure un Camerun privo di big come Choupo-Moting, Onana, Zambo Anguissa e Matip riuscì a compattarsi e a conquistare sorprendentemente il titolo. Chissà che anche questa volta i Leoni Indomabili non riescano a trovare nuova linfa proprio nel mezzo della bufera.
PROBABILE FORMAZIONE: 3-5-2; Ngapandouetnbu, Boyomo, Wooh, Nouhou, Dina Ebimbe (Tchamadeu), Baleba, J. Onana (Avom), Kemen, Nagida (Yongwa), Mbuemo, Etta Eyong (Kofane)
Gabon – Les Panthères
Il Gabon si presenta al via di questa Coppa d’Africa con un progetto rinnovato che, dopo il fallimento nella qualificazione all’edizione 2023, ha acquisito nuova credibilità.
Sorteggiato nello stesso raggruppamento per la qualificazione ai mondialei 2026 della Costa d’Avorio, ha saputo tenere il passo degli Elefanti, cedendo solo di misura per 1-0 e strappando un pareggio nella gara casalinga di ritorno. Ai play-off, il Gabon ha costretto la Nigeria ai tempi supplementari, prima di arrendersi a un avversario nettamente superiore sulla carta
Segnali incoraggianti, che confermano quanto di buono mostrato anche nel girone di qualificazione alla Coppa d’Africa, chiuso al secondo posto alle spalle del Marocco. Solo i nordafricani sono infatti riusciti a battere le Pantere e sono stati anche gli unici avversari a segnare.
Il Gabon si schiera con un 4-3-3 reattivo che alterna, a seconda delle fasi di gioco, con un 4-2-3-1 sfruttando la duttilità di Mario Lemina. Il tecnico Thierry Mouyoma ha costruito una squadra compatta e verticale, le cui transizioni offensive sono naturalmente affidate all’estro di Pierre-Emerick Aubameyang. L’ex Arsenal e Borussia Dortmund ha iniziato bene con il Marsiglia (5 gol e 5 assist), ma sarà costretto a saltare l’esordio contro il Camerun a causa di un fastidio alla coscia.
In attesa del suo rientro, il peso dell’attacco ricadrà su Denis Bouanga, ala trentunenne che, dopo una discreta carriera in Ligue 1, gioca dal 2022 nel Los Angeles FC, club di cui è diventato il miglior marcatore di sempre.
Il Gabon non abbonda di talento e può andare in difficoltà se aggredito, non ha grandi mezzi per resistere alla pressione e raggiungere gli attaccanti rischia di diventare un’impresa. è un gruppo, tuttavia, ricco di giocatori con alle spalle tanti anni nei campionati europei; soprattutto a centrocampo dove a completare il reparto – con Lemina – ci sono Didier Ndong e Guelor Kanga. In difesa segnaliamo la presenza dei gemelli Oyono del Frosinone e del 37enne Bruno Ecuele Manga.
PROBABILE FORMAZIONE: 4-3-3; Mbaba, Oyono, Ecuele, Appindangoyé (Mboula), Ekomié, Ndong, Lemina, Kanga (Polo), Babicka, Aubameyang, Buoanga
Mozambico – Os Mambas
Il Mozambico ha strappato il pass per la sua seconda Coppa d’Africa consecutivs dopo essersi classificato come secondo del suo gruppo, alle spalle del Mali. Nel girone, gli uomini del CT Chiquinho Conde, hanno segnato poco: 9 reti in sei partite, di cui 3 in una sola partita contro eSwatini.
Se già per il Gabon avevamo parlato di una squadra compatta e verticale, i Mamba portano questo concetto all’estremo giocando un calcio pane-salame di difesa e contropiede. Schierati con 4-2-3-1, i mozambicani difendono con un blocco basso e, recuperata palla, verticalizzano puntando sulla freschezza e la velocità degli esterni, in particolare di Geny Catamo. Con questo nome da mafioso, l’ala dello Sporting, soprannominato ‘El senhor fantasia’, è l’unico in grado di accendere da luce nella trequarti offensiva e dalla sua ispirazione passano le ambizioni della squadra.
Al centro della difesa si trova l’esperto Mexer, che dopo una carriera passata soprattutto in Ligue1 gioca da un paio d’anni nella seconda divisione turca; con lui ci sarà l’ex Atletico Reinildo Mandava, ora in forza al Sunderland. Tra i convocati, molti provenienti dal campionato portoghese, si segnala l’ala di 42(!) anni Elias Pelembe, detto Domingues, recordman di gol e presenze dei Mambas.
All’interno di un girone il cui esito sembra già scritto i Mambas possono diventare un avversario scomodo e il loro atteggiamento e l’esperienza diffusa dei propri giocatori possono finire per esporre i limiti offensivi delle avversarie.
PROBABILE FORMAZIONE: 4-2-3-1; Siluane, Calila (Dove), Mexer, Mandava, Langa, Amade, Guimaraes, Catamo, Domingues, Quemboi, Ratifo
Cose random da sapere
Nome più bello: Che Malone
Soprannome più evocativo: Les Lions Indomptables
Giocatore da tenere d’occhio: Christ Inao Oulaï (che tra l’altro è un nome bellissimo)
Squadra favorita: Costa d’Avorio
Maglia da comprare per il prossimo calcetto: home kit della Costa d’Avorio con sul retro il presidente Frank Kessié (o in alternativa l’away del Gabon di Aubameyang, dipende da che persona vi sentite quando giocate a calcio)