Momenti random dal calciomercato 2025

Negoziazioni violente, dirigenti assenti, giocatori viziati e altre storie assurde.

Il calciomercato, come sappiamo, segue ragioni che la ragione non conosce. Ora che abbiamo da poco superato il primo mese ci troviamo al giro di boa di questo grande circo, e da consuetudine non sono mancati i colpi di scena. Ecco una raccolta di alcune storie interessanti e momenti strampalati.

Il caso Hancko

Da ormai qualche sessione di mercato si parla con costanza di un possibile trasferimento di David Hancko, difensore centrale e capitano del Feyenoord, verso lidi più prestigiosi. In Italia, la Juventus si era mostrata più volte interessata, ma alla fine a convincere la squadra di Rotterdam e il giocatore era stata l’Arabia Saudita. Infatti, a metà luglio, l’Al-Nassr trova l’accordo con gli olandesi, offrendo al club 35 milioni di euro più 5 di bonus e, soprattutto, un contratto quinquennale di 12 milioni allo slovacco. Hancko saluta i compagni, lascia la sua casa a Rotterdam e prende un volo per l’Austria, dove l’Al-Nassr è in ritiro. 

A questo punto, però, la storia prende una piega inaspettata. All’arrivo in aeroporto Hancko non trova nessun dirigente o emissario dell’Al-Nassr ad attenderlo. Il calciatore prende quindi un taxi e si fa portare all’hotel della squadra: arrivato in albergo gli viene comunicato di non essere più il benvenuto e viene di fatto respinto al mittente.

Su di lui, ormai fuori dai piani anche del Feyenoord, piomba l’Atletico Madrid che, con un’offerta al ribasso (26 milioni di euro secondo transfermarkt), si aggiudica le prestazioni dello slovacco per i prossimi 5 anni. Nella conferenza stampa di presentazione, Hancko – per chiudere questo strano caso – ha spiegato come sia stata la sua preferenza per l’Atleti a far collassare l’affare con l’Al-Nassr.

Resta da capire come abbia fatto Hancko a farsi rimbalzare dal portiere dell’hotel per riuscire ad attuare il suo piano e ottenere il trasferimento a Madrid. 

Pau Lopez e la triangolazione Marsiglia-Toluca-Siviglia

La carriera di Pau Lopez non è stata ricca di picchi, ma penso che le sue avventure – o disavventure – da inizio 2025 ad oggi meritino particolare attenzione. 

Dopo una prima parte di stagione in prestito dall’OM agli spagnoli del Girona – con i quali ha disputato di fatto solamente tre presenze – il primo febbraio rientra alla base per ripartire il giorno successivo (ancora in prestito) al Deportivo Toluca, in Messico. Con i Diablos Rojos, Pau Lopez gioca 10 partite nel campionato Clausura e poi la prima partita della Liguilla, la fase finale del campionato messicano. Dopo l’andata dei quarti di finale di Liguilla, Lopez si rompe un dito della mano; questo infortunio non gli permette di prendere parte al cammino del Deportivo, che si concluderà con la vittoria del campionato. 

Questo però non impedisce ai messicani di riscattare il portiere dal Marsiglia per poco meno di 5 milioni di euro, in questa sessione di mercato. Prima della fine del mese, però, il portiere spagnolo rescinde il contratto di comune accordo con il Toluca per poi firmare da free-agent con il Betis Balompié. E no, neanche noi abbiamo capito.

David Luiz al Pafos

David Luiz, classe 87, è stato uno dei giocatori simbolo del calcio degli anni 10. Un giocatore divisivo: dotato di un calcio speciale, letture con il pallone raffinate e una visione più da centrocampista che da centrale, ma anche forse una concentrazione nella fase difensiva più consona al centro del campo che alle retrovie. 

Con i suoi iconici ricci da “Telespalla David”, il centrale era tornato in Brasile, prima nel 2021 al Flamengo, poi, da gennaio 2025, al Fortaleza. A 38 anni, e a quattro anni dal ritorno a casa, la carriera europea sembrava finita, e invece eccoci qua, in un non così caldo agosto del 2025 a vedere le sue foto sorridenti con la maglia del Pafos e un cappellino a coprire le l’avanzante calvizie.

Il Pafos FC è una squadra cipriota nata dall’unione tra l’AEK Kouklion e l’AEP Paphos nel 2014. Nel logo, di natura estremamente artigianale, campeggia al centro la faccia di un uomo. Questa faccia – che sembra onestamente essere un volto generico di una persona qualsiasi – apparteneva a Evagoras Pallikarides, guerrigliero e poeta cipriota, impiccato a 19 anni dai dominatori britannici per il possesso di armi da fuoco. Nelle ultime due stagioni il Pafos ha vinto la Coppa di Cipro e il campionato cipriota. Nella stagione passata hanno anche partecipato alla Conference League (spero più di qualcuno ricorderà il pazzo 3-2 con cui sono stati sconfitti a Firenze), eliminati agli ottavi dai seimifinalisti del Djurgarden.

Come sia venuta l’idea di acquistare a zero David Luiz alla squadra cipriota, non ci è dato saperlo, ma siamo contenti di rivederlo giocare in Europa. Mentre scrivo, infatti, il Pafos ha appena vinto l’andata del terzo turno di qualificazione per la Champions League contro la Dinamo Kyiv dopo aver battuto nel precedente turno il Maccabi Tel Aviv. La strada per la qualificazione della Champions League è ancora lunga, ma ora abbiamo un motivo in più (non che ce ne fosse bisogno) per tifare Pafos. 

La rivoluzione della Dinamo Zagreb

Sergej Jakirović, Sandro Perković, Nenad Bjelica, Fabio Cannavaro e infine di nuovo Sandro Perković. Questi gli allenatori che si sono susseguiti lo scorso anno sulla panchina della Dinamo Zagreb. Un’ottima campagna in Champions League – con la Dinamo che non è riuscita ad accedere alla fase di play-off solo per la differenza reti – non è riuscita a salvare la stagione travagliata nei confini nazionali, dove ha incassato un bruciante secondo posto (frutto solo degli scontri diretti) in favore del Rijeka e una brutta eliminazione ai quarti della coppa croata per mano del modesto Osijek. E quindi rivoluzione sia. 

Oltre alle importanti (e remunerative) cessioni in Serie A dei gioellini Baturina e Sucic, quest’estate hanno lasciato la Dinamo giocatori che ne hanno segnato la storia negli ultimi anni, come Bruno Petkovic, Stefan Ristovski, Wilfred Kanga, il capitano Arjien Ademi, Sadegh Moharrami e Marko Pjaca. 

Al loro posto i croati hanno puntato soprattutto su giovani promettenti – Dion Beljo dall’Augsburg, lo svedese Matteo Pérez Vinlöf, dal Bayern II, Moriscano Valincic e Mateo Lisca dal NK Istra, Gabriel Vidovic del Bayern, Sergi Dominguez prodotto della cantera del Barcelona – aggiungendo però degli acquisti più stravaganti: Miha Zajc, Scott McKenna e in particolare Gonzalo Villar.

Non vedo l’ora di vedere la Dinamo Zagabria in Europa League, sperando in particolare in un rombo a centrocampo con ai vertici opposti Zajc e Villar.

Lo scambio Alberto Costa – Joao Mario

A gennaio 2025, in pieno panic buying, la Juventus acquista per quasi 14 milioni di euro un semisconosciuto 21enne terzino destro portoghese dal Vitoria Guimaraes. A luglio 2025 la Juventus scambia suddetto terzino con un poco più noto terzino destro portoghese 25enne del Porto. Il primo risponde al nome di Alberto Costo, il secondo a quello di Joao Mario. 

Due nomi tipicamente portoghesi.

La Juventus in queste operazioni ha in totale sborsato circa 26.5 milioni di euro, rientrando però di 15 milioni. Con questi movimenti ha, però, potuto segnare un +1 di plusvalenza con Alberto Costa. Credo.

Non ho molto altro da dire.

Luuk De Jong al Porto

Il 30 giugno 2025 il contratto di Luuk De Jong con il PSV è scaduto. Sono rimasto francamente un po’ sorpreso dal mancato rinnovo: l’olandese veniva da una stagione in cui aveva siglato 18 gol e 9 assist a Eindhoven, dove aveva passato – in due intervalli – 8 ottime stagioni. Gli olandesi, si sa,  non sono persone sentimentali e così la storia tra PSV e De Jong si è interrotta.

Dopo un mese da svincolato, si è accasato al Porto. Un attaccante con le sue caratteristiche (che, se ci pensate bene, sui cross è più pericoloso di Neymar, come spiegava Koeman dopo averlo scelto per il suo Barcelona), fa sempre comodo e i Dragões non se lo sono fatti scappare. Il Porto ha preso l’olandese tenendolo nascosto a tutti fino all’annuncio. Infatti, assecondando il volere del presidente Villas-Boas, la trattativa è stata condotta in gran segreto e il giocatore ha perfino sostenuto le visite mediche – registrate per un rinforzo della squadra di pallamano – di nascosto. L’annuncio del suo arrivo è stato fatto durante la presentazione della rosa, allo stadio do Dragão, prima dell’amichevole contro l’Atletico Madrid.

A quanto pare gli stessi giocatori hanno scoperto dell’arrivo del nuovo compagno di squadra poco prima della presentazione, quando questo si è presentato negli spogliatoi, e solo la dirigenza era a conoscenza della sorpresa.

Ora, io non sono un tifoso del Porto e – a giudicare dall’entusiasta reazione dello stadio – l’operazione sembra essere riuscita per la soddisfazione di tutti, però mi è sembrato tutto un po’ eccessivo. Forse non sono abbastanza romantico.

Adriano Ferreira Pinto all’ASDC Almé 

Sì, esatto, Ferreira Pinto non si è ancora ritirato. A 45 anni il brasiliano ex-Atalanta ha infatti firmato per l’ASDC Almé, squadra bergamasca di Serie D.

La notizia di un classe ‘79 che, dopo tanti anni in Serie A e B, continua a giocare in una piccola squadra di provincia vicino a casa dovrebbe far piacere; tuttavia, a me – che negli anni mi sono più volte interessato alla carriera di Ferreira Pinto (e questo dice molto di me) – lascia un po’ di amaro in bocca. Infatti, l’esterno brasiliano, fino allo scorso anno ha giocato al Ponte San Pietro. Del Ponte San Pietro, altra squadra della provincia bergamasca, Ferreira Pinto era di fatto diventato una leggenda: 11 stagioni, 325 presenze e 82 gol. 

Al termine dell’ultima stagione, però, l’AC Ponte San Pietro si fonde con il Mapello Calcio 1951. L’unione, chiamata Ponte S.P. Mapello, ha venduto la categoria alla Trevigliese e il prossimo anno giocherà in Eccellenza. Ferreira Pinto si è messo quindi alla ricerca di un’altra squadra, sempre vicino a casa, finché non è arrivata la chiamata dell’Almé.

Trasferimenti che se andassero in porto creerebbero l’esigenza di una seconda parte a questo pezzo

  • ACERBI DALL’INTER AL RCD MALLORCA
  • EDERSON DAL CITY AL GALATASARAY
  • AXEL WITSEL A PARAMETRO ZERO ALL’UDINESE 
  • BRIAN GIL AL BOLOGNA 
  • BRADLEY BARCOLA DAL PSG AL LIVERPOOL
  • GIOVANNI REYNA DAL BORUSSIA DORTMUND AL PARMA
  • MATTIA ZANOTTI DAL LUGANO AL LEEDS