“Il campo di pallone è un film che si gira tutte le domeniche”

Cronistoria delle migliori maglie sponsorizzate da pellicole cinematografiche

Nel 1993 il Football Club de Martigues viene promosso, per la prima volta nella sua storia, in Ligue 1. Il club, che ha sede nell’omonima e graziosa cittadina della Costa Azzurra, non lontana da Marsiglia, non è particolarmente noto. Tuttavia tra i giocatori più famosi che hanno calcato il campo dello Stade Francis Turcan troviamo un Rudi Garcia nell’ultimo anno da professionista, Eric Cantona, Andre-Pierre Gignac e Djamal Belmadi (attuale allenatore dell’Algeria, per i meno informati, come lo ero io prima di cercare su Wikipedia). La storia del Martigues non è costellata di particolari acuti, la permanenza in Ligue 1 dura fino al 1996, quando la squadra retrocede e prosegue ininterrotta nel suo avanti e indietro tra seconda e terza divisione del campionato francese.

Il Martigues, però, detiene un primato meno noto e meno utile di altri: è la prima squadra di calcio a portare il titolo di un film come sponsor commerciale sulla propria maglia. Nell’anno della promozione in Ligue 1 del Martigues esce nei cinema Jurassic Park: destinato a cambiare molte cose nella storia del cinema, ha portato anche questa piccola e trascurabile innovazione nel mondo del pallone, apparendo sulle maglie della squadra provenzale per il suo esordio in massima serie.

C’è il trucco, in realtà. Se guardate bene, vicino al logo Jurassic Park, ne appare un altro: quello di Ocean, oramai defunta software house di Manchester, specializzata in videogiochi tie-in, che andavano un sacco di moda tra gli anni 80 e 90. Il logo Jurassic Park sulle maglie del Martigues fa riferimento al (brutto) videogioco con licenza del film, sviluppato proprio da Ocean. Non si capisce bene come una software house di Manchester sia finita sulle maglie di una squadra del sud della Francia ma tant’è… Jurassic Park campeggia sulle maglie del Martigues per un anno e da lì in poi non si è trovata traccia di altre apparizioni cinematografiche sul rettangolo verde fino al 1999.

Nella fredda notte dell’1 dicembre 1999, l’SV Waldhof Mannheim, squadra del Baden che ha da qualche anno passato il suo periodo migliore, si trova a fronteggiare, per gli ottavi di coppa di Germania, un avversario decisamente spaventoso: il Bayern Monaco di Hitzfeld, che si contenderà il campionato con il Leverkusen. Proprio il Leverkusen è stato eliminato al turno precedente ai supplementari dal Waldhof in una partita finita 3-2, uno di quei match pazzi che solo le coppe nazionali riescono a regalare.

I giocatori del Waldhof devono essere particolarmente carichi: Il Carl-Benz-Stadion è pieno, e si è pure trovato un singolare sponsor di maglia per l’occasione. Sulle maglie dei neroblu campeggia infatti il logo del film The Blair Witch Project, uscito 5 giorni prima in Germania e che andava fortissimo all’epoca in tutto il mondo. Purtroppo Il Waldhof perde 3-0 in quella che deve essere stata una brutta e lenta agonia, come è stata quella dei ragazzi attorno ai boschi di Burkittsville. Almeno, così voglio immaginarmi questo match; le uniche informazioni a mia disposizione sono il tabellino, qualche foto, e le descrizioni delle immagini che ci informano della presenza degli sponsor relativi al film a bordo campo. C’è però il video della succitata sconfitta del Leverkusen nel turno precedente.

La sponsorizzazione è uno one-off, nata dall’accordo col distributore tedesco del film. Il Waldhof giocherà senza sponsor per il resto delle partite. Simili tipi di sponsorizzazioni sono piuttosto rare all’epoca, ma se ne vedranno altri così in futuro.

Arriva così il nuovo millennio, portando con se altre opportunità di marketing nel magico mondo del pallone. Nel 2003, Columbia Pictures cerca nuove vie di promozione per i suoi film, e guarda proprio al calcio, cercando squadre entusiasmanti ed emergenti che si sposino bene con i film d’azione, action-comedy e simili, in uscita in quel periodo, tra cui ricordiamo grandi classici come Bad Boys 2, Resident Evil 2, xXx 2 e l’indimenticabile Spiderman 2 (uscivano un sacco di sequel anche in quel periodo). Ed è così che ritroviamo svariati titoli sulle maglie di Atletico Madrid e Chievo, squadre che ad oggi sembrano così diverse, ma in quegli anni lo erano meno: metà alta della classifica, sulla cresta dell’onda e con un gioco moderno e spettacolare.

Con l’Atletico, viene stretta una collaborazione che dura due stagioni, fino al termine della stagione 04/05, dove a ogni nuova uscita, un nuovo titolo sostituisce il precedente. In totale, sono circa una ventina di maglie diverse. Vengono anche organizzate iniziative collaterali, come vari eventi con gli attori dei vari film che mostrano, più o meno confusi, la maglia biancorossa con stampato sul petto il titolo in cui recitano.

Sorridi, Tobey!

La collaborazione tra Columbia e il Chievo è invece meno stretta. I vari titoli si alternano al consueto sponsor Paluani, e accompagnano i clivensi per una sola stagione.

Il risultato che ci interessa, però. sono delle maglie incredibili come questa:

o questa:

Era raro all’epoca che una squadra cambiasse sponsor principale con tale frequenza e, se vogliamo, questo tipo di accordo commerciale ha fatto un po’ da apripista per altri accordi simili fatti diversi anni dopo.

La modalità funziona, e tra i già citati attori con la maglia dell’Atleti e Terminator fuori dal tunnel del Bentegodi, i risultati a livello di immagine sono piuttosto buoni.

Nel caso ne voleste una, comunque, le maglie destinate ai tifosi venivano vendute senza sponsor. Per recuperare una delle maglie dell’Atletico dell’epoca con, chessò, il logo xXx 2, dovrete per forza acquistare una maglia indossata, che però costa una bella cifra.

Negli stessi anni, poi, l’embrionale Napoli (allora ancora con la particolare nominazione di Napoli Soccer) di De Laurentiis “copia” quest’idea, e fa sì che per la prima (e unica?) volta un film di Hollywood compaia sulle maglie di una squadra di Serie C.

La Filmauro dello stesso Dela, in assenza di meglio, si appropria dello spazio del main sponsor, applicando anche qui i loghi dei vari film in uscita.
Oltre al già citato Sky Captain, appaiono Manuale d’Amore e l’indimenticabile cinepanettone Christmas in Love (in cui ci tengo a sottolineare la presenza di Denny de Vito assieme a quella dei consueti Boldi e De Sica). Anche qui, insomma, grandissimi classici.

L’esperimento del Napoli comunque dura relativamente poco e tocca aspettare otto anni per trovare un altro titolo cinematografico come main sponsor su una maglia da calcio, a meno di non voler considerare Reggina-Roma del 2006, dove la squadra ospite viene battuta mentre sponsorizza con uno one-off la Festa Internazionale del Cinema di Roma di quell’anno con il didascalico logo CINEMA sulla maglia. 

Come dimostrato dal Napoli Soccer, le sponsorizzazioni cinematografiche, vista la loro naturale transitorietà (nessun film sta al cinema per un anno) possono anche essere un modo facile per trovare fondi rapidamente, magari per squadre appena acquisite con presidenti dalla dubbia affidabilità. In questo filone si inseriscono le sponsorizzazioni di Rayo Vallecano e Sampdoria: entrambe appena passate di mano, entrambe in cerca di sponsorizzazioni rapide dopo periodi a rischio fallimento. Il Rayo, nel 2012 porterà sulla maglia i loghi di Haywire (in Italia Knockout, in Spagna Indomable) e soprattutto del primo film di Avengers, col meraviglioso titolo spagnolo Vengadores.

In Italia, un paio di anni dopo, l’allora neopresidente Ferrero, con arcinoti collegamenti nel mondo cinematografico (e autore della poetica citazione utilizzata come titolo di questo articolo), vende temporaneamente lo spazio del main sponsor della sua nuova squadra a Lucky Red, che lo usa per reclamizzare il dimenticabile Sin City 3D, in uscita in quel periodo. La collaborazione dura quattro partite e Stefano Okaka con addosso il pataccone nero col logo del film, fa anche questo bel gol al Torino.

Dai comunicati sembra anche che dovessero apparire altre pellicole nelle partite successive, ma non si riesce a trovarne traccia. 

Da segnalare, sempre sulla falsariga di sponsorizzazioni-cinematografiche-a-squadre-di-presidenti-inaffidabili, il Parma di Ghirardi nel 2009 con il logo di Piovono Polpette sul petto, per una partita persa contro la Roma, in occasione di una campagna internazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi del Programma Alimentare Mondiale.

Anche fuori dai campionati principali ci sono divertenti esempi di accordi commerciali simili: i neozelandesi del Wellington Phoenix vestono per una partita del 2014 il logo del terzo film della noiosissima (parere personale) trilogia dello Hobbit (girata indovinate un po’ dove?), con tanto di numeri speciali che sinceramente non ho ben compreso cosa dovrebbero rappresentare.

E in Messico nel 2020 il Club Tijuana veste un set di maglie interamente dedicate a Star Wars, in occasione dell’uscita di The Rise of Skywalker: film anche qui dalla qualità discutibile, maglie oggettivamente bellissime e sconfitta 0-4 contro il Monterrey.

E, per concludere il viaggio arriviamo a questa stagione in cui l’Inter (che già nel 2006 portava il logo Pirellifilm sulla maglia per un match, che però non vale per questo articolo non essendo un titolo cinematografico), nell’ambito della collaborazione con il servizio di streaming di Paramount cambia periodicamente sponsor in concomitanza con l’uscita di ogni film importante sulla piattaforma. Se con Transformers: Rise of the Beasts, (apparso sulla maglia contro l’Udinese), come per la quasi totalità dei film citati in questo articolo abbiamo a che fare con un prodotto cinematografico abbastanza mediocre, Il recentissimo Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutant Mayhem, apparso invece nell’ultima vittoria contro il Genoa, sembra essere anche una pellicola sorprendentemente discreta, almeno secondo Rotten Tomatoes.

Peraltro, Paramount sta destinando questo spazio specificatamente ai film e non a contenuti di altro tipo. Ad esempio è particolare che nessuna iniziativa speciale sia stata dedicata ad Halo, in uscita nello stesso periodo delle Tartarughe Ninja e altamente reclamizzato altrove (negli spazi che Paramount ha in Formula 1, per dirne uno). Viva il cinema e i film, quindi, soprattutto sulle maglie da calcio.

Perché abbiamo fatto questa avventura Cinemato-calcistica? Perché chi scrive, come un idiota, ha deciso di acquistare entrambe le maglie dell’Inter di cui vi ha parlato e voleva dare un senso a questa cosa.

Spero vi siate divertiti.

The end.

Quella delle Tartarughe Ninja deve ancora arrivare.