Power ranking degli allenatori senza panchina in orbita Serie A

Visto che le prime panchine di Serie A sembrano già pronte a saltare, abbiamo provato a ipotizzare una classifica dei migliori allenatori con esperienza in Serie A rimasti senza una squadra.

La stagione di Serie A è arrivata alla quinta giornata e, almeno per ora, già le prime panchine cominciano a scricchiolare. Il calcio, come sappiamo, è imprevedibile, e ci vuole ben poco per far traballare la posizione di un tecnico. E in caso di un esonero di una delle venti squadre, ci sono molti profili validi pronti a giocarsi la possibilità di tornare in gioco in corsa. Oggi abbiamo provato a classificare nove degli allenatori che hanno lavorato recentemente in Italia e che potrebbero rientrare a breve su una panchina di Serie A.

I criteri per svolgere questa valutazione saranno fondamentalmente due: momentum – dando un voto ai risultati del lavoro svolto negli ultimi tre anni – e analizzando i motivi che potrebbe spingere una squadra a virare su quell’allenatore. Ipotizzeremo poi quale squadra si adatterebbe più al modo di giocare dei vari profili basandosi sull’organico a disposizione.

9. Luca Gotti

Momentum: 6. Gotti è reduce da un 2024 sulle montagne russe: a Lecce ha salvato una squadra che con D’Aversa stava perdendo la bussola consolidando la fase difensiva, poi però nei primi mesi della stagione successiva si è perso in overthinking deleterio, variando fino allo stremo moduli e posizioni dei suoi uomini. Esempio perfetto è paradossalmente il più valorizzato, Patrick Dorgu: terzino sinistro, esterno alto sia a destra che a sinistra, terzino destro e anche mezzala. Tuttavia, la sua esperienza giallorossa non è da buttare.

Perchè prenderlo: Gotti è un allenatore con esperienza sia in ambito di lotta salvezza, sia a livelli importanti (è stato il vice di Maurizio Sarri nella stagione 18/19 al Chelsea). Indubbiamente darebbe delle certezze importanti ad una squadra in una spirale negativa e potrebbe ridare entusiasmo ad una squadra nei bassifondi della classifica

Squadra ideale: Pisa. I neroazzurri sembrano la squadra che come organico si adatterebbe piú al 4-4-2 utilizzato al Lecce e soprattutto in un contesto di lotta salvezza Gotti potrebbe esaltarsi.

8. Daniele De Rossi

Momentum: 7. Cronologicamente il suo è stato un 2024 simile a quello di Gotti: subentrato in inverno (entrambi su una panchina giallorossa per di più), gran prima parte di annata e poi crollo all’inizio della 2024/25. A maggio 2024 DDR ha portato la Roma a pochi minuti da una vittoria pesantissima contro il Bayer Leverkusen, ma poi all’inizio della nuova stagione non ha avuto modo di creare il suo progetto, venendo esonerato fin troppo prematuramente soprattutto visto e considerato che giocatori fondamentali per il suo gioco come Hermoso, Hummels, Koné e Soulé non erano arrivati da molto.

Perchè prenderlo: De Rossi ha mostrato alla Roma due grandi qualità: la volontà di dare un’idea di gioco propositiva e di creare gioco anche contro squadre sulla carta superiori, e in secondo luogo una grande flessibilità a livello tattico: DDR ha come modulo di riferimento il 4-2-3-1 ma nei primi mesi in giallorosso ha utilizzato il 3-4-2-1 non andando a stravolgere troppo gli schemi confondendo la rosa.

Squadra ideale: Sassuolo. Qui De Rossi potrebbe sfruttare al massimo le qualità dei giocatori piú importanti della rosa e utilizzare il 4-2-3-1 sin dall’inizio della sua esperienza.

7. Fabio Pecchia

Momentum: 6½. Pecchia è reduce da un triennio positivo a Parma. Il tecnico campano ha plasmato i talenti protagonisti del “Supermercato Parma” di questa estate, come l’hanno definito i tifosi critici ducali: Bonny, Leoni, Man e Sohm, tutti sviluppati da Pecchia all’interno di una squadra che valorizzava il talento. La sua condanna è stata una fase difensiva troppo leggera: una difesa a 4 troppo alta, soluzioni cervellotiche come Leoni terzino destro e talvolta sterilità anche in fase offensiva. La valutazione del periodo di Parma, tuttavia, è promossa.

Perchè prenderlo: Potrebbe sorprendere averlonmesso una posizione sopra De Rossi, ma il lavoro fatto al Parma da Pecchia non deve passare inosservato, anno di Serie A a parte. Andrebbe dato tempo al mister di dare alla squadra la sua identità, ma se ci fosse la possibilità di farlo lavorare con calma, potrebbe essere indubbiamente una delle scelte migliori per una squadra in lotta salvezza

Squadra ideale: Lecce. Pecchia non si allontana troppo dai dettami tattici di Di Francesco, per cui potrebbe continuare il lavoro di DiFra dando però maggiore motivazione al gruppo squadra.

6. Paolo Vanoli

Momentum: 6½. Vanoli è reduce da un’annata stranissima: apprezzato e stimato dai suoi tifosi, esautorato dal suo presidente nel parcheggio dello Stadio Olimpico con una filippica memorabile. Eppure Vanoli ha lavorato bene: nonostante la perdita prematura di Zapata, il Toro ha fatto vedere a tratti buone cose pur con un materiale umano mediocre. Ricci ha completato il suo percorso di crescita, Che Adams ed Elmas si sono messi in luce, Gineitis è cresciuto e Lazaro è tornato un calciatore decente: non era scontato.

Perchè prenderlo: Vanoli è un allenatore che è sempre riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo, nonostante mille difficoltà. La sua gestione del gruppo è ottimale, e non bisogna lasciarsi ingannare dall’ultima esperienza al Torino: la rosa era anche inferiore rispetto al risultato ottenuto. Incredibile che nessuno abbia deciso di puntare su di lui

Squadra ideale: Udinese. Squadra che rispecchia perfettamente la dimensione di Vanoli ad oggi: una squadra di media classifica in cui l’ex Torino e Venezia potrebbe, dopo aver eventualmente raggiunto l’obiettivo salvezza, potrebbe lavorare sulla prossima stagione per provare a crescere insieme ai bianconeri.

5. Roberto Mancini

Momentum: 5. Il passato recente non sorride a Mancini. Prima l’addio improvviso alla nazionale italiana tra le polemiche, poi il passaggio improvviso alla nazionale saudita, dove ha fatto parlare più per il suo ricchissimo stipendio che per altro, infine l’approdo alla Sampdoria da consulente, concluso con una quasi-retrocessione risoltasi con una salvezza ai play-out. Insomma, poteva andare meglio.

Perchè prenderlo: Mancini ha dimostrato di poter giocare con quello che trova senza avere particolari pretese a livello di organico. Questo aspetto è fondamentale affinché un allenatore riesca a rendere subentrando a metà stagione. Mancini inoltre, nonostante prediliga il 4-3-3, utilizza comunque non solo quel modulo per cui potrebbe attirare l’interesse di più squadre. Le uniche riserve sono sulle ultime esperienze nel mondo delle nazionali: potrebbe fare fatica a tornare al ritmo degli allenamenti delle squadre di club.

Squadra ideale: Torino. Il fatto che Mancini si sia abituato a giocare con quello che trova potrebbe evitare grandi frizioni con la proprietà, e questo è qualcosa che manca alla piazza granata da troppo tempo ormai: la tranquillità che potrebbe portare il Mancio sarebbe un valore aggiunto dall’importanza non indifferente.

4. Raffaele Palladino

Momentum: 7. Palladino è riuscito negli ultimi anni nell’impresa di salvare il Monza, ultimissimo la scorsa stagione dopo il suo addio, ed ha regalato alla Fiorentina il suo miglior piazzamento degli ultimi anni.

Perchè prenderlo: Palladino si ritrova senza panchina dopo le dimissioni date dopo un solo anno alla guida della Fiorentina. Eppure il tecnico italiano ha dimostrato di poter guidare una compagine del livello della viola, nonostante qualche difficoltà normale dovuta al fatto di essere la prima esperienza in una big. Palladino inoltre non ha esitato a cambiare sistema di gioco quando ha visto che il suo 3-4-2-1 non era ideale per la Fiorentina, risollevando la stagione della Viola.

Squadra ideale: Atalanta. Il progetto Juric sembra essere decisamente poco convincente, per cui un profilo giovane e che ispira al Gasp come Palladino potrebbe essere l’ideale. In particolare potrebbe essere utile farlo arrivare in corsa, cosa che ha già dimostrato di saper fare nella sua prima esperienza al Monza, affinché prenda confidenza con l’ambiente senza preoccuparsi del risultato.

3. Sergio Conceicao

Momentum: 7. È vero, la seconda parte di stagione al Milan è stata insufficiente, ma la stagione era nata morta e ha comunque portato a casa un trofeo ed una finale di Coppa Italia. Sempre senza dimenticare gli ottimi anni passati al Porto.

Perchè prenderlo: Sergio ha dimostrato al Porto in particolare di essere un allenatore internazionale e dal futuro certo, valorizzando i calciatori piú talentuosi e riuscendosela a giocare anche con club piú blasonati. Sarebbe sbagliato basarsi solo sulla recente esperienza fallimentare al Milan, dove probabilmente nessuno sarebbe riuscito nell’impresa di risollevare un disastro del genere.

Squadra ideale: Lazio. In una situazione delicata come quella dei biancocelesti, un nome come quello di Conceicao che già conosce la piazza potrebbe essere utile per calmare, almeno in parte, i tifosi in caso di difficoltà.

2. Thiago Motta

Momentum: 6. L’esperienza alla Juventus è stata a dir poco negativa, soprattutto a livello di gestione dello spogliatoio, ma negli ultimi tre anni rientra anche l’esperienza al Bologna, per cui è impossibile negargli la sufficienza.

Perchè prenderlo: È vero, l’esperienza bianconera è stata un disastro. Ma Motta ha dimostrato al Bologna di essere un allenatore validissimo, capace di andare oltre le aspettative e riuscire a raggiungere obiettivi neanche lontanamente immaginabili prima del suo arrivo. E soprattutto è in grado di poter intervenire in corsa, come ha già dimostrato nelle sue esperienze precedenti.

Squadra ideale: Fiorentina. Per Thiago l’ideale sarebbe probabilmente ripartire da una piazza con meno aspettative, e la Viola sarebbe probabilmente l’ideale. Qui avrebbe la possibilità di avere il tempo di lavorare senza troppe pressioni, rimanendo però comunque nel calcio che conta, magari portando a casa anche l’agognata Conference League che la Fiorentina insegue da ormai 3 anni.

1. Luciano Spalletti

Momentum: 5.5. In Nazionale ha fatto fatica, ma chiunque avrebbe fatto lo stesso in quella situazione probabilmente. Avrebbe potuto gestire meglio invece la parte delle dichiarazioni, indubbiamente, ma ormai abbiamo imparato a conoscerlo, Luciano è fatto così.

Perchè prenderlo: È assurdo che un allenatore dalla conoscenza e dall’abilità tattica di Spalletti rimanga senza una panchina. Al Napoli ha dimostrato di riuscire a valorizzare ed a far esplodere talenti grezzi, senza la necessità di grandi investimenti. Basti pensare a gente come Kim, Kvara, Osimhen, Lobotka. E per chi crede che ormai abbia fatto il suo: allenare una nazionale è un altro sport rispetto ad allenare un club, per cui prima di dare una sentenza definitiva, sarebbe più che giusto dare un’opportunità a Luciano per rilanciarsi.

Squadra ideale: Juventus. La squadra sembra costruita per lui. L’ossatura dei bianconeri è ancora quella della squadra di Motta, per cui probabilmente ad oggi servirebbe più un allenatore da difesa 4 come Spalletti rispetto a Tudor.