Chissà se Raimondo Lanza e Paolo Mazza, quando si incontravano all’hotel Gallia negli anni ‘50, avrebbero mai immaginato che oggi si sarebbe giunti a tutto questo. Le trattative non sono più le stesse dell’epoca. Lo sport è cambiato e, cambiando, s’è trascinato dietro tutto il contorno. È cambiato il modo di giocarlo, di studiarlo, di raccontarlo. Sono cambiati i calciatori, gli allenatori, e naturalmente le trattative. Già, chissà quante volte, magari giocando a Fifa, abbiamo sognato un giorno di farle dal vivo. Perché il calciomercato non è solo un insieme di acquisti e cessioni: è diventato un ecosistema globale, dinamico, in continua mutazione.
A muovere tutto non ci sono più soltanto i capitali, cresciuti a dismisura, che nemmeno il fair play finanziario riesce a contenere. A guidare la rivoluzione, oggi, sono le tecnologie. Le notizie viaggiano alla velocità di un tweet, con esperti del calibro di Gianluca Di Marzio o Fabrizio Romano pronti a svelare in tempo reale i retroscena di ogni trattativa. Gli affari si chiudono nel giro di poche ore, e gli intoppi come quello del trasferimento saltato di Ziyech al PSG diventano eccezioni sempre più rare. Ci siamo evoluti e, come noi, si sono evolute anche le cose che ci circondano. Si è aperta una nuova frontiera, un qualcosa di mai visto prima, il futuro del calciomercato, e noi di Rabone siamo qui per raccontarvela. Siamo entrati nel mondo di TransferRoom e abbiamo visto come funzionano le trattative.
Ma andiamo con ordine, cos’è TransferRoom?

A spiegarci bene cos’è e come funziona questa piattaforma, è direttamente il CEO, Jonas Ankersen: “Ho visto come i mercati online avessero reso più efficienti alcuni settori, e ho pensato bene di replicare la stessa cosa col calcio. Così ho iniziato a viaggiare e a vedere come la maggior parte dei club avesse lo stesso problema quando si trattava di acquistare o vendere giocatori: poca trasparenza, poche informazioni e comunicazione tra venditore e acquirente molto latente. Ho deciso di costruire un marketplace digitale che fornisse ai club informazioni di mercato in tempo reale e un facile accesso a una rete globale di decision maker, ho praticamente abolito il passaparola per permettere di avere una maggiore facilità in queste operazioni. Devo dire che i club si sono subito interessati a questo progetto perché volevano un metodo più efficace per il calciomercato. I club hanno avuto un successo immediato: il primo trasferimento con l’aiuto di TransferRoom è stato effettuato dopo poche settimane, quando il Wolves ha venduto Bodvarsson al Reading per 3 milioni di sterline. Questo strumento, piuttosto che un optional, è diventato molto prezioso. Questa crescita esponenziale è dovuta anche alla pandemia, purtroppo. Con il Covid i viaggi d’esplorazione sono praticamente diventati impossibili, non si potevano effettuare movimenti e quindi il mondo virtuale si è rivelato cruciale” continua Jonas. “Oggi possiamo dire di non lavorare soltanto coi club, ma anche con gli agenti, una figura spesso sottovalutata e vitale per le trattative”.
Nel particolare, a parlare di questo step è stato l’ex giocatore del Milan Kevin-Prince Boateng, lanciatosi in una nuova carriera da agente dopo il ritiro dal calcio giocato. Il giocatore ha raccontato, ad uno dei summit di TransferRoom, cosa lo ha spinto ad abbracciare il progetto: “Ho deciso di iniziare una nuova carriera come agente e intendo fare le cose per bene. Voglio fornire ai miei giocatori servizi di prim’ordine, farli crescere bene e farli diventare professionisti. Ma in questo mondo è difficile muoversi senza conoscenze. Ho accettato di partecipare agli incontri per avere queste connessioni, voglio mettere i miei ragazzi sulla mappa del calcio. Quando mi hanno parlato per la prima volta di questa cosa (TransferRoom, n.d.r.) sono rimasto scioccato, dubitavo persino potesse esistere una cosa del genere. Ti siedi ad un tavolo, hai un incontro di 15 minuti in cui parli con qualcuno che ti spiega cosa cerca o cosa ha da offrirti, sono chiacchierate veloci ed incredibilmente efficaci, non conosci nemmeno il nome della persona con cui stai parlando, si va dritti al punto. Ho deciso di aderire al progetto sia perché così sarà facile ottenere le connessioni a cui ho accennato prima, sia perché penso che questa cosa possa essere il futuro del calcio. Io da giocatore ho avuto problemi con agenti e club, sono finito in posti in cui non mi volevano perché gli agenti che ho avuto non erano chiari con me e i direttori sportivi nemmeno, ma con TransferRoom possiamo evitare questa cosa, parli col diretto interessato, ti serve un canale di comunicazione? Lo crei subito! Questa è una cosa terribilmente efficiente, avessi avuto questi strumenti avrei giocato per dieci anni nel Real Madrid! La gente pensa che questo sistema serva solo per i trasferimenti, non è così. TransferRoom ti fa vedere le idee ed i pensieri che hanno gli altri in modo chiaro e veloce, senza bugie o perdite di tempo”.
Il CEO continua a spiegarci i pregi della piattaforma: “Qui abbiamo solo agenti verificati, vale a dire che ci accertiamo che ogni agente lavori effettivamente per l’agenzia per cui dice di lavorare e rappresenti effettivamente il giocatore che dice di rappresentare, non lasciamo nulla al caso. Offriamo ai giocatori trasparenza per la loro carriera, possono mettersi in contatto con agenzie grazie alla funzione “AgentFinder” e con più di ottocento club in tutto il mondo. In sintesi, offriamo una piattaforma completa che offre numerosi servizi per i nostri assistiti, da poco abbiamo aperto un’altra funzione per i club, “DealRoom”, che consente ai club di monitorare i propri contratti e di organizzare i pagamenti di contingenza. Ai nostri in presenza organizziamo anche incontri 1to1, tra club, tra club, giocatori ed agenti, o ancora tra giocatori ed agenti. Il nostro è considerabile quasi uno “speed-dating” ovvero un incontro rapido che dura al massimo quindici minuti e permette di ricavare tutte le info utili in piena trasparenza, con l’idea di incoraggiare le persone ad essere concise ed andare dritte al punto”.
Ma qual è effettivamente il bello di TransferRoom? “Prima magari soltanto i club più ricchi e prestigiosi potevano permettersi di avere connessioni e scout in tutto il mondo, grazie al nostro programma invece anche club più piccoli hanno questa possibilità, si possono condividere informazioni cliccando un semplice pulsante. Le squadre possono condividere le proprie richieste specifiche, consentendo agli altri di vedere tali richieste e rispondere di conseguenza, creando equità tra le trattative. Il direttore sportivo magari inserisce le caratteristiche del giocatore di cui ha bisogno, e viene contattato dall’agente di quel giocatore, si organizza un incontro e si valutano le possibilità. Si possono inserire anche le cifre massime per trasferimento, prestito e stipendio. Il nostro server consiglia ai club anche i profili migliori, con tanto di statistiche complete ed approfondite, cerchiamo di fornire il miglior servizio possibile agli altri. Recentemente abbiamo visto anche che il nostro xTV, ovvero il prezzo che una squadra dovrebbe spendere per il giocatore, sta trovando riscontro, significa che stiamo lavorando molto bene e che in un futuro prossimo potremo, grazie ai nostri algoritmi, rendere le trattative ancora più efficienti”.
Una prova di quanto il lavoro effettuato da Jonas e dai suoi soci stia portando i frutti sono le trattative svolte nell’ultimo periodo. Ad esempio, grazie al summit organizzato a novembre scorso ad Istanbul si è chiuso il trasferimento di Kayode dalla Fiorentina al Brentford. L’agente del terzino, Giuseppe Pesce, ha ammesso: “Quell’incontro organizzato in Turchia è stato decisivo per permettere a Michael di andare in Premier; in molti si sono interessati e grazie a questi meeting veloci siamo riusciti a trovare una soluzione che permetta al ragazzo di fare esperienza e di sviluppare il suo potenziale. In questo senso, TransferRoom è stato decisivo ai fini della buona riuscita della trattativa”. Ma Kayode è solo l’ultimo di una lunga lista, visto che la piattaforma ha collaborato anche per i trasferimenti di Onana al Genoa o di Gomez al Brighton. Il progetto, come detto, sta trovando sempre più approvazione nel mondo del calcio. Basti pensare che, soltanto in Italia, sono presenze fisse ai summit club come Juventus, Milan, Roma, Genoa, Venezia, Como, Parma, Palermo, Pisa, Mantova, SPAL e Triestina. Anche all’estero squadre del calibro del Siviglia, del Celtic, del Feyenoord, dell’Ajax, del PSG e del Chelsea si sono convinte della possibilità di entrare nel futuro del calciomercato grazie a TransferRoom.

Ma cosa riserva effettivamente il futuro? Jonas ci ha rivelato: “Dal 2017 siamo stati coinvolti in più di 7500 trattative in tutto il mondo, quando siamo stati coinvolti nel passaggio di Bodvarsson al Reading sapevamo di aver fatto qualcosa di utile; noi facciamo tutto ciò per pura passione e perchè crediamo in quello che stiamo facendo, dai trasferimenti non riceviamo alcuna commissione, i club e gli agenti pagano una quota di abbonamento, che varia in base a una serie di fattori, tra cui le dimensioni del club o dell’agenzia, la durata del contratto e il modello di abbonamento scelto. Pensiamo che il futuro possa essere questo, che TransferRoom sarà coinvolta nella maggior parte dei trasferimenti”.
Il mondo sta cambiando, si sta evolvendo e con esso ci stiamo evolvendo anche noi. La nuova frontiera nel calcio è TransferRoom, il nuovo modo di fare mercato. Sinonimo di efficienza e di rapidità, questo progetto rappresenta la pietra miliare di un nuovo modo di intendere le trattative. Sempre più club, agenti e giocatori verranno coinvolti, e, sicuramente, nel futuro prossimo risentiremo parlare di Jonas Ankersen e della sua geniale intuizione.