Per celebrare l’avvio della Africa Cup of Nations la nostra redazione si è impegnata a redigere una guida tascabile dei vari gironi che formeranno la 34esima edizione della Coppa d’Africa che si terrà in Costa d’Avorio tra gennaio e febbraio 2024. I campioni in carica del Senegal sono pronti a sfidare il resto del continente, ma come vedremo questo è un torneo apertissimo.
***
Il girone A sembra essere già scritto, ma occhio alle sorprese. In questo gruppo saranno presenti i padroni di casa, il pallone d’oro africano in carica, e due delle tre Guinee presenti nel torneo, con lo scontro tra Costa d’Avorio e Guinea Bissau che aprirà le danze di questa edizione.
Costa d’Avorio – Les Elephants (Gli Elefanti)
La nazionale ospitante è alla 25esima partecipazione alle fasi finali del torneo; solo l’Egitto ne ha giocate di più. Nonostante ciò vanta solamente due edizioni vinte, e probabilmente in questa sperano di aggiungerne una terza.
Gli elefanti sono guidati dal francese Jean-Louis Gasset, che nei trentasette anni di carriera da allenatore ha principalmente ricoperto il ruolo di assistente. La lunga esperienza come vice sembra però averlo aiutato, visto che al momento alla guida degli elefanti ha solo perso due partite. Ammessi di diritto alla fase finale del torneo in quanto padroni di casa, questo non ha impedito alla Costa d’Avorio di ottenere 13 punti nel girone di qualificazione con Zambia, Comoros e Lesotho.
Se non brilla particolarmente la carriera del proprio allenatore, lo stesso non si può dire dei suoi giocatori, con la rosa che rimane una delle più attrezzate del torneo. Nonostante qualche esclusione eccellente (Zaha e Bailly su tutti), i padroni di casa potranno contare sui gol di Sebastien Haller e l’esperienza di giocatori del calibro di Nicolas Pepe, Ibrahim Sangarè, Serge Aurier e Jonathan Bamba, oltre a vecchie conoscenze del nostro campionato quali Seko Fofana, Jeremie Boga e Wilfried Singo. Un giocatore da tenere d’occhio, soprattutto considerati i trascorsi con la nostra redazione, è Karim Konatè, attaccante predestinato del Salisburgo che potrebbe trovare la consacrazione internazionale proprio davanti al suo pubblico.
Se l’attacco sembra molto eterogeneo e pericoloso, lo stesso non si può dire del reparto difensivo, che nonostante i pochi gol subiti sembra lasciare più di qualche dubbio. L’età di Boly e una partenza non eccezionale di Ndicka hanno portato Gasset a dare fiducia al giovanissimo Ousmane Diomande, classe 2003, che ha iniziato benissimo la stagione con lo Sporting Lisbona. Anche per questo l’allenatore francese ha cercato un equilibrio cambiando tantissime formazioni, trovando l’unica certezza nel centrocampo a tre composto da Sangarè affiancato da Fofana e Kessie. Sciogliere i restanti nodi di formazione sarà però fondamentale per fare bene nella competizione: l’ultima edizione ha visto gli ivoriani uscire agli ottavi, e se non sembrano essere la squadra favorita, le ambizioni dei padroni di casa rimangono comunque importanti.
Formazione possibile: (3-5-2) Y. Fofana; Aurier, Diomande, Ndicka; Singo, Kessie, Sangarè, Fofana, Boga; Haller, Konate.
Nigeria – The Super Eagles (Le Super Aquile)
A contendere probabilmente il primo posto nel girone agli ivoriani sarà la Nigeria di Victor Osimhen, fresco pallone d’oro africano. L’attaccante del Napoli, complici i problemi degli azzurri, cercherà di ritrovare la necessaria serenità guidando la sua nazione a quella che sarebbe la quarta edizione vinta dalle super eagles.
Sulla panchina dei nigeriani siederà Josè Peseiro, allenatore dall’esperienza prestigiosa ma che non sembra ancora aver trovato il feeling necessario con la squadra. L’allenatore portoghese dovrà poi fare i conti con una serie di infortuni pesanti, su tutti il centrocampista del Leicester Wilfried Ndidi e l’attaccante Victor Boniface. Persi i gol dell’attaccante del Bayer Leverkusen sarà ancora più importante l’impatto del già citato Osimhen, che sarà aiutato principalmente da Ademola Lookman e da Samuel Chukwueze.

Sembra difficile auspicare ai nigeriani di alzare il trofeo, ma la percezione è quella di una nazione che pretende sempre il massimo dai suoi campioni. Nonostante le numerose e importanti assenze sembra difficile che i tifosi nigeriani perdoneranno eventuali figuracce alla squadra; spetterà quindi a Osimhen e compagni il compito di fare un bel percorso e riportare il trofeo a casa dopo undici anni.
Formazione possibile: (4-4-2) Uzoho; Osayi-Samuel, Ajayi, Bassey, Collins; Chukwueze, Onyeka, Iwobi, Lookman; Osimhen, Simon.
Guinea Equatoriale – Nzalang Nacional (Tuono Nazionale)
Prima delle due Guinee in questo gruppo, la Guinea Equatoriale è alla quarta partecipazione al torneo e sembra essere la guastafeste del girone. Sullo stemma hanno un albero ma si fanno chiamare “Il tuono nazionale”, hanno un centrocampista che si chiama Salomon Obama e sembrano puntare proprio su questa imprevedibilità. Se per alcuni la qualificazione agli ottavi sembra un discorso già chiuso, gli equato-guineani sono infatti pronti a sorprendere, a partire dalla scelta dell’allenatore, Juan Micha, che la federazione ha promosso dalla nazionale u-17. La scelta però ha pagato visti i risultati, con la nazionale che è rimasta imbattuta per tutto il 2023. L’allenatore eccentrico sembra uscito da un racconto di Federico Buffa, con la sua verve che ha all’inizio strappato qualche sorriso ma presto ha convinto tutti.
La Guinea che parla spagnolo non può vantare campioni rinomati (il centrocampista del Monza Josè Machin è l’unico insieme a Saul Coco e il portiere Jesus Owono a giocare in uno dei principali cinque campionati europei) ma nel gruppo e nell’invidiabile organizzazione tattica imposta da Micha è riuscita a trovare i propri punti di forza. Sembra quindi imprevedibile capire quali possano essere le loro reali ambizioni, con l’obiettivo che sarà sicuramente quello di sorprendere tutti come già fatto nel 2015 quando raggiunse il quarto posto.
Probabile formazione: (4-2-3-1) Owono; Akapo, Orozco, Coco, Ndong; Ganet, Bikoro; Miranda, Machin, Salvador; Nsue.
Guinea Bissau – The Djurtus (I Licaoni)
Chi parte più indietro è sicuramente l’altra Guinea, dove invece si parla portoghese e il simbolo è il licaone (il cane selvatico africano). I guineensi sono alla quarta partecipazione consecutiva, e l’obiettivo per questo girone sembra quello di trovare la prima vittoria nel torneo della sua storia.
Dove mancano i risultati, l’esperienza e il talento sembrano esserci una quantità infinita di nomi già iconici, con i guineensi che possono vantare tra le loro fila giocatori del calibro di Ze Turbo (soprannome di Josè Correia, vecchia conoscenza del settore giovanile dell’Inter), Nanu e Franculino Dju.
Il suo allenatore, Baciro Candé, è una sorta di eroe nazionale, con il suo primo periodo sulla panchina guineense (durato dal 2001 al 2010) che viene ricordato come il più glorioso della nazione. Se la qualificazione sembra proibitiva, l’obiettivo di vincere almeno una partita può essere più realistico; se le altre dovessero sottovalutarli, gli uomini di Candè sembrano pronti ad approfittarsene, come il licaone che è rinomato per la sua pazienza nella caccia.
Probabile formazione: (4-1-4-1) J. Mendes; H. Mendes, M. Djalo, Sangante, F. Cande; Sori Mane; M. Balde, Alfa Semedo, Bikel, C. Mane; Z. Gano.
Cose random da sapere sul Girone A:
Nome più bello: Zè Turbo
Soprannome più evocativo: National Thunder (Guinea Equatoriale)
Giocatore da tenere d’occhio: Karim Konatè (Costa d’Avorio)
Squadra favorita: Costa d’Avorio
Maglia da comprare per il prossimo calcetto: Nigeria Away