Il girone B della Coppa d’Africa 2025 sembrerebbe presentarsi ai nastri di partenza con gerarchie piuttosto chiare. In cima ci sono i colossi (dormienti) dell’Egitto, grandi favoriti, seguiti dal Sudafrica: una nazionale senza veri picchi individuali ma con un’identità collettiva forte, costruita su un sistema di gioco ormai interiorizzato da chiunque venga chiamato a calcare il rettangolo verde. Alle loro spalle l’Angola, ricca di giocatori che conosciamo bene anche in Serie A, proverà a inserirsi nella corsa ai primi due posti — verosimilmente giocandosi tutto nello scontro diretto con i Bafana Bafana — con l’obbligo di non inciampare contro la “cenerentola” del gruppo, lo Zimbabwe. Che resta la probabile vittima sacrificale, anche se nel calcio africano le sorprese sono sempre dietro l’angolo (o l’Angola).
Egitto – Al-Firaeina (I Faraoni)
La chiave di volta dei Faraoni sarà, con ogni probabilità, un reparto offensivo dai valori altissimi, soprattutto se rapportati alla qualità media della competizione.
Il peso specifico dell’attacco ricadrà inevitabilmente sulle spalle del più grande calciatore egiziano di sempre: Mohamed Salah, due volte Pallone d’Oro africano. Momo dovrà essere bravo a isolarsi dai problemi che sta vivendo in Inghilterra, lasciandosi trascinare dall’ondata di fiducia e affetto del suo popolo — l’esatto opposto di quanto sta ricevendo da Slot a livello di club.
Se riuscirà a concentrarsi completamente, potrà diventare il vero trascinatore della squadra, andando anche a caccia del primato di miglior marcatore della storia dei Faraoni, distante appena sei reti: un record che strapperebbe all’attuale CT Hassan. Ma l’attacco egiziano non si esaurisce con Salah. C’è Omar Marmoush, attaccante di livello internazionale, e c’è Mahmoud Trezeguet, 31 anni, una vera e propria istituzione nella terra delle piramidi e anch’egli tra i migliori marcatori di sempre della nazionale.
Le difficoltà per Hassan potrebbero emergere nei confronti con le selezioni più attrezzate, dove il peso dell’esperienza internazionale diventa determinante. Tolti i top player già citati e Mohamed del Nantes, la rosa è composta quasi esclusivamente da calciatori che militano nel campionato egiziano o in quelli qatariota ed emiratino. La Premier League egiziana resta competitiva nel contesto africano, ma il gap con i grandi campionati europei è evidente, soprattutto se confrontata con nazionali che presentano ossature consolidate nei club del Vecchio Continente..
In porta ci sarà El Shenawy, figura storica dello spogliatoio e secondo per presenze tra i convocati. In difesa spicca il terzino Mohamed Hany, sempre in campo negli ultimi 14 incontri, mentre a centrocampo il faro tecnico è Zizo: 29 anni, 85 gol e 66 assist nelle ultime cinque stagioni tra Zamalek e Al Ahly.
Il disequilibrio tra i reparti è evidente anche nei numeri: secondo Transfermarkt il valore complessivo della rosa è di circa 137 milioni di euro, di cui ben 113,3 concentrati nei nove attaccanti convocati.
L’Egitto arriva al torneo con buon slancio, forte della qualificazione al prossimo Mondiale conquistata da imbattuto e al primo posto nel girone. Non parte nel ristretto pool delle favorite assolute, ma sa benissimo cosa significhi vincere la Coppa d’Africa: è la nazionale più titolata del continente e l’unica ad aver centrato uno storico three-peat (2006, 2008, 2010).
Possibile formazione: (4-3-3) El Shenawy; Hany; Rabia; Hamdi; El Fotouh; Fathi; Ateya; Zizo; Salah; Marmoush; Trezeguet.
Sudafrica – Bafana Bafana (I Nostri Ragazzi)
Una nazionale così rodata da sembrare quasi una squadra di club. Questa è la vera forza del Sudafrica, che si presenta alla competizione in uno stato di forma eccellente. Il CT belga Hugo Broos viaggia a una media di 1,94 punti a partita, ha centrato la quarta qualificazione sudafricana a una fase finale mondiale (una da paese ospitante) e ha chiuso il girone davanti alla Nigeria.
Il suo 4-2-3-1 è equilibrato e funzionale, rendendo i Bafana Bafana una squadra estremamente scomoda da affrontare. Dalla scorsa Coppa d’Africa — chiusa al terzo posto dopo aver eliminato il Marocco e concedendo appena tre gol in sette partite — passando per qualificazioni mondiali, COSAFA Cup e amichevoli, sono arrivate solo tre sconfitte in 35 gare.
La rosa è ricca di giocatori offensivi, dinamici, sostenuti da un sistema che privilegia il possesso e l’aggressività nel recupero palla. Anche contro avversari superiori sulla carta, come Nigeria e Marocco, il Sudafrica ha spesso tenuto il pallino del gioco, talvolta con percentuali di possesso persino più alte.
Pochi gli elementi nei campionati europei: la base resta sudafricana, divisa tra Orlando Pirates e Mamelodi Sundowns, reduci da un buon Mondiale per Club FIFA. Spiccano però Lyle Foster del Burnley e il talento classe 2005 Campbell, già visto in Champions League con il Club Brugge. In Europa giocano anche Kabini (Molde), Ngezana (Steaua Bucarest) e Smith (QPR). Tra i migliori rimasti in Africa, Williams — portiere titolare sulla carta — e Rayners, entrambi al Mamelodi.
I Bafana Bafana arrivano in Marocco con l’idea di stupire ancora: entusiasmo e identità sembrano compensare i limiti tecnici. Superato il girone, nella partita secca possono diventare un problema per chiunque.
Possibile formazione: (4231) Williams; Mudau; Sibisi; Mbokazi; Modiba; Mokoena; Aubaas; Mbule; Appolis; Campbell; Foster.
Angola – Palancas Negras (Antilopi nere)
L’Angola arriva alla Coppa d’Africa dopo una fase di grande brillantezza, culminata con la qualificazione da prima e imbattuta nel proprio girone — davanti anche al Ghana. In Marocco, però, il percorso appare più incerto e difficile da replicare, considerando che nell’ultima edizione le Palancas Negras si spinsero fino ai quarti, fermate solo dalla Nigeria poi finalista.
La rosa è ricca di elementi con esperienza europea: Nzola, Zito Luvumbo, Rui Modesto e Kialonda Gaspar sono gli “italiani”, mentre Clinton Mata, Carno, Milson, Benson e Nteka completano un nucleo rodato.
Il CT Patrice Beaumelle è all’inizio del suo nuovo corso. Francese, con un passato in Ligue 1 e storico vice di Hervé Renard, punta su una difesa a quattro e su una coppia di centrocampo molto fisica e disciplinata: Maestro e il capitano Fredy. L’equilibrio passa da loro. Davanti, invece, Beaumelle alterna tre trequartisti a supporto della punta.
Il gioco angolano vive sui cross: 24,5 tentati p90 nel girone di qualificazione, addirittura 39 contro il Niger, per sfruttare la presenza fisica di Nzola.
L’obiettivo realistico è la qualificazione come una delle migliori terze, per poi giocarsela partita per partita, facendo tesoro della cavalcata di due anni fa, brillante ma difficilmente replicabile.
Possibile Formazione: (4-4-2) Antonio; Rui Modesto; Gaspar; Carno; Carneiro; Fredy; Maestro; Milson; Z. Luvumbo; Nzola; Mabululu.
Zimbabwe – The Warriors (I guerrieri)
Il destino dei Guerrieri dell’Africa australe sembra già segnato. Per onor di cronaca, lo Zimbabwe ha recentemente fermato proprio il Sudafrica in una gara di qualificazione mondiale giocata a ottobre, ma il girone si è chiuso con zero vittorie in dieci partite e l’ultimo posto finale. Il CT rumeno Marinica proverà a ottenere il massimo da tre sfide sulla carta proibitive per la 129ª nazionale del ranking FIFA.
In rosa spiccano comunque alcuni profili con esperienza europea, soprattutto nel tradizionale asse Zimbabwe–Regno Unito: Galloway, terzino ex Everton con una lunga carriera in Championship, e Rinomhota, con un percorso simile tra Reading, Cardiff e Rotherham.
Tra i talenti emergenti c’è il classe 2003 Chirewa, con presenze in Premier League al Wolverhampton, oltre a Fusire (Sheffield Wednesday) e Maswanhise (Motherwell).
Peserà l’assenza di Jordan Zemura, laterale dell’Udinese e unico rappresentante dello Zimbabwe in Serie A, fermato da un infortunio subito contro il Genoa lo scorso 8 dicembre.
Possibile formazione: (442) Arubi; Hadebe; Garananga: Takwara; Galloway; Fabish; Nakamba; Antonio; Maswanhise; Fusire; Chirewa.
COSE RANDOM DA SAPERE
Nome più bello: l’Angolano Signori Antonio.
Soprannome più evocativo: Palancas Negras.
Giocatore da tenere d’occhio: il 2005 sudafricano Shandre Campbell, in forza al Brugge, è una delle speranze dei Bafana Bafana.
Favorita: Egitto
Maglia da comprare per il prossimo calcetto: probabilmente ci siamo fissati con l’Angola, che a questo punto tiferemo, ma la maglia Away è un must.