Le gemme nascoste del Mondiale – Parte IV

Nella ultima parte della guida c’è tantissimo talento, anche in quelle Nazionali da cui non ci si aspetta molto.

La Coppa del Mondo generalmente significa sentimento nazionale e giocate di livello, ma è soprattutto il palcoscenico più importante della carriera di un calciatore, una vera e propria sliding door delle loro vite. Ecco allora una lista di calciatori che forse ancora non conoscete, per ogni girone del torneo, che possono mettersi in mostra in questo Mondiale.


Girone J (Alfredo Simone)

Valentin Barco – Argentina 

Nato inizialmente come terzino ai tempi del Boca, in Inghilterra ha imparato a giocare come centrocampista e, nell’ultima stagione trascorsa allo Strasburgo, ha guidato la propria squadra con 3 gol e 9 assist. Da bambino per arrivare a giocare era costretto a fare 450 kilometri almeno 4 volte alla settimana per allenarsi perché non avevano spazio per lui, ma le stigmate del predestinato dal giorno alla notte cucitesi sulla pelle gli hanno permesso di esordire alla Bombonera a 16 anni.

Giocatore versatile che fa della lettura difensiva e della velocità le sue migliori caratteristiche, è dotato anche di un’eccellente visione di gioco che gli ha permesso di essere il regista dello Strasburgo con ottimi risultati. Scaloni di lui ha detto che “può giocare dove vuole e comunque caricarsi la squadra sulle spalle, sta giocando benissimo in mezzo al campo ma potremmo utilizzarlo come terzino, è una risorsa per la Nazionale”.

Calciatori simili – Reece James

Centralità nazionale – Medio/Bassa

Punti di forza– Versatilità

Scenario migliore – Parte come terzino sinistro la prima partita della fase a girone e poi si impone come centrocampista titolare per le brutte prove di Fernandez e Mac Allister, diventando il metronomo della squadra nella zona centrale del campo. Ai quarti di finale fa una chiusura difensiva da ultimo uomo all’ultimo secondo ed elimina la grande favorita Francia, per poi segnare uno dei rigori decisivi in semifinale e portare la squadra a giocarsi il secondo Mondiale back to back.

Scenario peggiore – Scaloni nonostante le belle parole dette gli preferisce Lo Celso, Fernandez, Mac Allister e anche De Paul, come terzino non trova spazio per colpa della presenza di Giay e Montiel, colleziona una sola presenza da titolare alla terza giornata della fase a gironi con la qualificazione già archiviata e gioca solo una manciata di minuti fino alla fine del torneo.

Anis Hadj MoussaAlgeria

Vicecapitano e stella più splendente del Feyenoord, Hadj Moussa ha nel Mondiale la cartolina da visita per conquistare la chiamata di una big del calcio quest’estate. Dopo i primi lampi di talento fatti intravedere al Vitesse, nel 2024 è stato acquistato dal club allenato da Van Persie che, da grande ex attaccante, gli ha insegnato tutti i trucchi del mestiere trovando il modo giusto per fargli sfruttare le occasioni create. Il cambio del rendimento è stato evidente, da 5 a 14 G+A in un anno, mentre nella stagione appena conclusa sono arrivati addirittura 20 contributi al gol.

Hadj Moussa è uno di quei giocatori per i quali si paga il biglietto allo stadio: funambolico col pallone tra i piedi, nonchè uno dei pochi dribblomani old school in circolazione, i suoi numeri sono da capogiro e basta fare un giro sui social per vedere i colpi da fuoriclasse che ha in canna. Capace di saltare l’uomo nell’uno contro uno in qualunque modo, non ha problemi a gestire la palla quando è pressato ed è dotato anche di un’ottima visione di gioco con una media di 2,5 passaggi chiave a partita. Veloce, bravo nel finalizzare e del creare dal nulla un’occasione da gol, si candida ad essere l’erede di Mahrez dopo che l’ex City si ritirerà dalla nazionale.

Calciatori simili – Jeremy Doku

Centralità nella nazionale – Alta

Punti di forza – Dribbling, velocità

Scenario migliore – Trascina l’Algeria con 2 gol nella fase a gironi e la guida ai sedicesimi di finale, in cui crea almeno 5 palle gol e realizza l’assist per la rete dell’1-0 di Amoura che permette alle Volpi del Deserto di arrivare agli ottavi di finale. Qui, dopo una grande prestazione culminata con l’80% di dribbling riusciti e 4 grandi occasioni create, è costretto ad arrendersi ad una Croazia molto più concreta e solida in difesa. Post Mondiale si trasferisce in una big di Premier League per 60 milioni.

Scenario peggiore – L’Algeria arriva ultima nel girone e Moussa non gioca perchè il ct preferisce Amoura, Gouri e Mahrez in attacco, gioca soltanto due partite di cui una da titolare e fa più turnover di James Harden in gara 1 contro i Knicks. Sbaglia un gol clamoroso all’ultima giornata che avrebbe permesso all’Algeria di passare come una delle migliori terze e in patria finisce alla gogna mediatica.

Carney Chukwuemeka Austria

No, non è inglese: diventato eleggibile per la nazionale austriaca a marzo, Chukwuemeka ha deciso di accettare la corte di Rangnick e rappresentare il paese in cui è nato prima di trasferirsi in Inghilterra. Cresciuto nelle giovanili dell’Aston Villa, è finito nel frullatore del Chelsea Football Team nel 2022 insieme ad altri 30 nomi prima di trovare più continuità al Borussia Dortmund, che lo sta pian piano rendendo centrale nel proprio progetto.

Quest’anno Carney ha giocato più da dodicesimo uomo, una riserva da schierare a partita in corso, collezionando 5 tra gol e assist in 38 partite. In quanto giocatore che preferisce partire da trequartista per inserirsi alle spalle dell’attaccante, in tandem con Arnautovic o Gregoritsch potrebbe sposarsi perfettamente: con le qualità che possiede sia per trovare la rete che per servire l’assist giusto al compagno, potrà risultare la mossa decisiva nelle partite bloccate contro Algeria e Giordania.

Calciatore simile – Zeki Amdouni

Centralità nazionale – Medio-Bassa

Punti di forza- Velocità

Scenario migliore – Subentra al 60’ nella partita con la Giordania, assist a Sabitzer e subito dopo serpentina tra Al-Arab e Nasib e gol con un piazzato rasoterra che batte Laila. Out contro l’Argentina, parte da titolare nella sfida decisiva con l’Algeria in cui gioca 70’ di alto livello e viene confermato da titolare anche nella sfida dei sedicesimi di finale. Parte dalla panchina agli ottavi e subentra nel primo tempo supplementare, ma l’Austria viene sconfitta.

Scenario peggiore – Non gioca due partite, colleziona una manciata di minuti la terza perchè Ragnick gli preferisce Seiwald, Schlager, il trentaduenne Alessandro Schopf richiamato in nazionale dopo gli Europei del 2021 e perfino Svoboda adattato. Alla fine il Dortmund lo manda in prestito in Championship ed inizia a vagabondare tra squadre di bassa classifica di Premier e squadre di medio-alta classifica in seconda serie. Accumula altre 4 presenze con la nazionale e poi sparisce. 

Musa Al-TaamariGiordania  

Volto della Giordania nel calcio internazionale, è uno dei giocatori più interessanti del Rennais, col quale ha chiuso l’ultima stagione con 6 gol e 6 assist in Ligue 1. Diventato protagonista prima col Leuven e poi in un secondo momento col Montpellier, è probabilmente il giocatore più talentuoso nella storia del suo paese.

Principale autore della favola del 2023 della sua nazionale, quando in Coppa d’Asia s’arrese solo in finale al Qatar, è stato l’eroe anche nelle ultime qualificazioni per il Mondiale. Ala destra dotata di grande dinamismo e ottime capacità di finalizzazione, ha un grande primo tocco e una velocità nel corto-medio raggio fulminante. Le luci del suo paese sono tutte puntate su di lui, qualunque azione pericolosa che costruirà la squadra di Sellami passerà dai suoi piedi educati.

Calciatori simili: Riyad Mahrez

Centralità nella nazionale: Imprescindibile

Punti di forza: Costruzione del gioco, finalizzazione

Scenario migliore: Finisce i Mondiali con 2 gol segnati e un prestigiosissimo pareggio con l’Argentina, che però non basta alla Giordania per superare la fase a gironi come migliore terza. Esce a testa alta idolatrato dalla sua gente, ad agosto si trasferisce in una squadra tedesca come lo Stoccarda e vince la Coppa di Germania. A fine carriera Re Abd Allah II di Giordania gli costruisce una statua nello stadio della nazionale.

Scenario peggiore: La Giordania viene eliminata con 0 punti, 0 gol fatti e 10 subiti. Al-Taamari non riesce mai a creare un’azione di gioco pericolosa e la sua nazionale mostra tutti i limiti tecnici in tutte le partite, subendo una goleada all’ultima giornata dall’Argentina. A gennaio gioca la Coppa d’Asia con aspettative altissime ed esce ai gironi perdendo con Uzbekistan e Corea del Nord e pareggiando col Bahrein. Nelle 6 partite più importanti della storia recente della nazionale il giocatore del Rennais fa 0 gol e 0 assist.


Girone K (Alfredo Simone)

Richard RiosColombia

Salito alla ribalta per il suo trasferimento alla Roma saltato all’ultimo secondo nell’estate della scorsa stagione, Rios aveva impressionato alla guida della sua Colombia alla finale della scorsa Copa America. Diventato leader indiscusso del Palmeiras, che ha trascinato alla vittoria del campionato, è diventato un fenomeno virale anche sui social per i suoi balli e le esultanze che fanno impazzire i tifosi e per il suo temperamento. 

Rios è un giocatore dinamico che ama piazzarsi davanti alla difesa, che si distingue oltre che per i suoi tackle precisi e ruvidi, anche per le buone capacità di impostare da dietro il gioco. Con il suo motore infaticabile, Rios non si risparmia nemmeno negli ultimi istanti di gara, dando spesso anche il suo apporto in fase offensiva con inserimenti e conclusioni da fuori: se alla Colombia servirà l’uomo per cambiare passo in sfide più bloccate, lui può essere il nome giusto. 

Giocatori simili: Joshua Kimmich

Centralità nella nazionale: Alta

Punti di forza: Tackle, inserimenti

Scenario migliore – La Colombia di James, Arias e Richard Rios, dopo un girone a 7 punti con due grandi vittorie e un 1-1 contro il Portogallo, arriva fino ai quarti di finale dove viene eliminata. La formazione allenata da Lorenzo dimostra di essere una delle migliori per applicazione difensiva e gioca in attacco affidandosi ai suoi trequartisti. Rios mette a referto un fantastico assist ai sedicesimi contro l’Egitto e segna il gol decisivo agli ottavi di finale contro i padroni di casa del Messico, diventando ancora più un idolo della massa. In ogni partita dà un contributo assiduo e perenne costruendo palle gol per gli attaccanti e spezzando le trame offensive degli avversari, in un’edizione del Mondiale che lo consacra definitivamente come simbolo dei Cafeteros.

Scenario peggiore – Dopo un fallo da cartellino nero, denuncia e arresto alla prima partita della fase a gironi, torna a giocare per il match decisivo all’ultima col Portogallo, in cui però commette un errore grossolano perdendo la marcatura sul gol decisivo Bruno Fernandes. Ai sedicesimi contro la Spagna perde il posto da titolare in favore di Gustavo Puerta e viene condannato come il principale responsabile del fallimento della Colombia, che lascia il mondiale con una roboante sconfitta.

Abbosbek FayzullaevUzbekistan

Prima di emigrare, Abbosbek Fayzullaev è cresciuto calcisticamente nel Pakhtakor, squadra del suo paese, con la quale ha esordito tra i professionisti a 17 anni, prima di trasferirsi in Russia allo CSKA Mosca e poi la scorsa estate in Turchia per 7,5 milioni. 

Trequartista tecnico dotato di un ottimo destro, spesso Fayzullaev ha giocato anche come ala per sfruttare la sua velocità e la buona visione di gioco. Autore in stagione di 4 gol e 7 assist in 27 partite, l’uzbeko è uno dei migliori talenti della sua nazionale, che ad appena 22 anni si prospetta come un giocatore capace sia di trovare il passaggio giusto che di concludere direttamente in porta: chissà che questo Mondiale non sia la finestra giusta per l’effettivo passo in avanti.

Giocatori simili – Charles De Ketelaere

Centralità nella nazionale – Altissima

Punti di forza – Regista offensivo, assistman

Scenario migliore – Guidato dalle sue giocate, l’Uzbekistan allenato da Cannavaro batte il Congo e si conquista quindi una storica qualificazione come migliore terza ai sedicesimi di finale, dove perde ai rigori contro l’Inghilterra incapace di andare oltre lo 0-0 nei tempi regolamentari. Fayzullaev a fine Mondiale riceve la chiamata di una squadra di Premier, impressionata dalle prestazioni nel torneo dell’ex CSKA. 

Scenario peggiore – L’Uzbekistan chiude ad un punto, dietro il Congo e viene quindi eliminato. L’unico gol nella manifestazione lo segna Shomurodov su rigore, mentre il trequartista uzbeko viene ritenuto troppo poco fisico per potersi guadagnare la chiamata di qualche squadra in un campionato top. Pochi palloni toccati, brutte prestazioni e nessun lampo in tutte e 3 le gare.

Samu CostaPortogallo

Convocato a sorpresa da Martinez al posto di nomi internazionali come Palhinha, il centrocampista arriva da una cocente retrocessione col Mallorca all’ultima giornata. Con gli isolani scesi in seconda divisione il profilo del classe 2000, autore comunque di 7 gol e 2 assist in 34 partite, diventa uno dei più appetibili sul mercato.

“Non mi aspettavo di venire convocato, il mister mi ha detto che sarebbe molto più facile se giocassi con una squadra più blasonata ma io voglio restare al Mallorca” disse Costa durante le prime amichevoli in cui venne schierato come mediano davanti alla difesa. Il portoghese, comunque, dispone di ottime doti tecniche e di una buona capacità difensiva, oltre ad essere una risorsa col suo tiro da fuori e la sua capacità di verticalizzare nel momento giusto, Martinez di lui ha detto che “dispone di una lettura tattica strabiliante, che è rara da trovare oggi”.

Giocatori simili – Ruben Neves

Centralità nella nazionale – Bassa

Punti di forza– Visione di gioco

Scenario migliore – Il Portogallo arriva in semifinale e perde ai rigori, Samu Costa invece diventa titolare e gioca il Mondiale partendo dal primo minuto rubando il posto a Bernardo Silva o subentrando per una mezz’ora di gioco. Fornisce un assist decisivo agli ottavi per Cristiano Ronaldo, poi segna uno dei rigori decisivi ai quarti di finale e gioca una buona partita in semifinale, riuscendo alla fine a vincere il terzo posto nella finalina. A fine competizione passa per 40 milioni in una squadra di prima fascia spagnola.

Scenario peggiore – Gioca qualche sprazzo di partita qua e là senza però mai avere un buon minutaggio e senza riuscire ad incidere nei pochi minuti a disposizione. Gli vengono preferiti Bernardo, Vitinha, Ruben e Joao Neves, a fine stagione passa al Getafe che però non lo valorizza e finisce quindi per non trovare il salto di qualità necessario per la sua carriera.

Noah SadikiRD Congo

Centrocampista classe 2004, Sadiki ha scelto da subito il Congo come nazionale da rappresentare sebbene avesse ricevuto anche la chiamata del Belgio. Passato la scorsa estate al Sunderland dall’Union Saint Gilloise, è stato il titolare nel reparto centrale di Le Bris che ha quasi centrato una clamorosa qualificazione europea. 

Non particolarmente propenso al gol (da professionista ne ha segnato uno) o all’assist, Sadiki si fa riconoscere per la sua ottima capacità di costruire trame di gioco e per l’ottima copertura che fornisce alla difesa. Probabile futuro capitano del Congo, è anche uno dei fan favourite e stimato nel paese per il suo carisma e il suo attaccamento alla nazione.

Giocatori simili – Casemiro

Centralità nella nazionale – Alta

Punti di forza– Regia, difesa

Scenario migliore – Al suo secondo mondiale il Congo supera clamorosamente il girone con 4 punti e addirittura ai sedicesimi costringe ai supplementari la Croazia. Sadiki si distingue per le ottime prestazioni a protezione della difesa e per i suoi lanci che trovano sempre il compagno smarcato. Realizza anche un assist per il gol del pari di Bakambu contro la Colombia, diventa punto fermo della nazionale e pilastro del Sunderland.

Scenario peggiore – Il Congo fa 0 punti e non riesce mai ad imporre il proprio gioco. Sadiki non riesce a frapporsi fra gli avversari e la porta, risultando troppo poco tecnico e troppo lento per riuscire a gestire le manovre della sua Nazionale, ancora troppo giovane ed inesperta. Noah, complice l’età e la prima volta in campo mondiale, si lascia trascinare dalla pressione e dall’emozione e underperforma. 

Girone L (Giovanni Dotta)

Morgan Rogers – Inghilterra

Nell’Inghilterra rivoluzionata dalle impopolari scelte di Tuchel, Morgan Rogers può ricoprire un ruolo da assoluto protagonista. Per quanto non disponga del peso simbolico dei senatori, Kane su tutti, il centrocampista offensivo classe 2002 potrà rivelarsi il giocatore che si nota solo quando la partita comincia davvero a sporcarsi, trasformando la conduzione in vantaggio territoriale e il duello fisico in una giocata utile.

Rogers arriva al Mondiale dopo una stagione di consacrazione con l’Aston Villa, chiusa il trionfo in Europa League e con 10 gol e 6 assist in Premier League. Numeri da giocatore offensivo vero e da profilo ormai pronto per reggere un contesto superiore. Si può obiettare che Rogers non sia né un trequartista classico, né un’ala pura e nemmeno una seconda punta tradizionale, ma potrà rivelarsi è un ibrido più che mai necessario nel calcio moderno, capace di ricevere tra le linee, attaccare l’area e dare alla squadra una via d’uscita anche quando il palleggio diventa prevedibile.

In un Inghilterra con tanti giocatori di qualità ma sprovvisti della sua fisicità in conduzione. Rogers può risultare determinante partendo largo, agendo alle spalle della punta o entrando dalla panchina quando serve rompere l’inerzia. Nel girone con Croazia, Ghana e Panama, che obbligherà Tuchel a ruotare la squarda per trovare soluzioni alternative o per il turnover, Rogers potrà diventare un giocatore centrale: starà a lui diventare un titolare inamovibile.

Calciatori simili: Dele Alli 

Centralità nella nazionale: media

Punti di forza: ricezione tra le linee

Scenario migliore: Pur partendo dalla panchina nel debutto dell’Inghilterra contro la Croazia, a Rogers bastano pochi minuti per cambiare ritmo: riceve tra le linee, salta il primo uomo con il corpo e serve l’assist che porta al 2-0 di Kane. Contro il Ghana viene premiato con una maglia da titolare e gioca una gara di grande maturità, alternando conduzioni centrali e inserimenti alle spalle dei mediani e trovando anche il gol con un destro basso dal limite.

Dopo aver riposato contro Panama, ai sedicesimi contro l’Ecuador Rogers diventa ancora una volta il giocatore che allarga la partita: parte titolare, segna il gol del 2-0 attaccando il secondo palo e porta la nazionale agli ottavi, in cui trova la Turchia. Rogers non è il protagonista principale, ma lascia il segno con un’azione di forza nel finale, con uno strappo centrale che propizia la punizione decisiva di Alexander-Arnold. L’Inghilterra chiuderà il suo mondiale ai quarti contro il Portogallo, in cui sarà comunque uno degli ultimi ad alzare bandiera bianca: il suo ottimo mondiale viene notato dall’Arsenal, che lo acquista per 70 milioni di sterline.

Scenario peggiore: L’abbondanza offensiva dell’Inghilterra lo schiaccia ai margini. Tuchel parte con gerarchie molto chiare: Kane riferimento centrale, Bellingham alle sue spalle, Saka e Rashford ai lati, che relega Rogers a una soluzione da ultimi venti minuti. Contro la Croazia entra a partita già chiusa, contro il Ghana fatica a trovare spazio in una gara molto fisica e contro Panama parte dalla panchina per scelta tattica e gioca nervosamente il quarto d’ora in cui viene impiegato. L’Inghilterra passa il girone senza grandi problemi, ma ai sedicesimi trova la Costa d’Avorio. Inserito nel finale per provare a rompere il blocco basso, riceve pochi palloni puliti e forza un paio di conduzioni. I rigori saranno poi fatali a lui e alla sua nazionale, dal momento che il suo errore al quarto tiro dal dischetto costerà agli inglesi una polemica eliminazione.

Martin Baturina – Croazia

Martin Baturina non arriva al Mondiale da sconosciuto. In Italia abbiamo già imparato a conoscerlo nelle accelerazioni brevi e in quella naturalezza tecnica con cui sembra ricevere la palla sempre mezzo secondo prima degli altri. Il Como lo aveva pagato tanto, circa 17 milioni più bonus alla Dinamo Zagabria, trasformandolo in uno degli investimenti più ambiziosi della nuova era del club, ma la sua prima stagione italiana ha confermato l’impressione di un talento non banale. Baturina non è un trequartista da effetti speciali continui, né un fantasista che vive soltanto dell’ultimo passaggio, ma un giocatore di cucitura che riceve tra le linee, orienta il possesso, accompagna l’azione e sceglie quando accelerare. In Serie A ha chiuso con 6 gol e 3 assist, numeri che raccontano una crescita reale dentro il Como di Fabregas, di cui diventerà uno dei volti principali nella prossima Champions League.

Con la Croazia sarebbe ingiusto chiedergli di diventare il nuovo Modrić, perché il paragone rischia di schiacciarlo, ma Baturina ha tutte le carte in regola per prolungare quella tradizione senza copiarla, meno regista puro e più trequartista associativo. In una nazionale ancora sospesa tra memoria e rinnovamento, può essere uno dei giocatori chiamati a rendere il passaggio meno traumatico, con l’obiettivo di regalarsi un Mondiale da protagonista.

Calciatori simili: Bernardo Silva 

Centralità nella nazionale: media

Punti di forza: ricezione tra le linee

Scenario migliore: Baturina entra nella ripresa nella partita di esordio contro l’Inghilterra in una partita più fisica che pulita e gli bastano pochi palloni per cambiare il tono della gara, tra cui passaggio filtrante per l’inserimento vincente di Kramarić che trova il gol dell’1-2. Contro Panama parte titolare, si muove alle spalle dei mediani e trova il gol con un destro piazzato dal limite dopo una lunga azione di possesso. All’ultima contro il Ghana, Dalic lo usa come uomo di raccordo per non lasciare la Croazia schiacciata nella propria metà campo e firma l’assist da calcio piazzato che vale il pareggio.

La Croazia passa da seconda e ai sedicesimi trova la Colombia, contro cui dà continuità al possesso e partecipa all’azione del gol decisivo. Gli ottavi contro la Spagna, nonostante la sconfitta della sua nazionale, diventano il palcoscenico in cui si mette in mostra davanti ai migliori centrocampisti del mondo: il Barcellona nota le sue qualità e grazie a un’offerta monstre di 60 milioni di euro lo strappa al Como.

Scenario peggiore: Il Mondiale arriva mentre la Croazia è ancora sospesa tra passato e futuro. Dalic si affida all’esperienza nelle partite più pesanti e Baturina resta inizialmente ai margini, utilizzato più come alternativa tecnica che come vero titolare. Contro l’Inghilterra entra nel finale e fatica a incidere in una gara fatta di duelli, contro Panama parte dall’inizio ma forza troppo la giocata, cercando il passaggio decisivo anche quando servirebbe pazienza, mentre contro il Ghana resta a lungo in panchina, sacrificato per una mediana più prudente. La Croazia passa comunque come migliore terza, ma ai sedicesimi trova il Portogallo: Baturina entra nella ripresa e lascia intravedere un paio di tocchi di qualità senza però cambiare il corso della partita. 

Abdul Fatawu Issahaku – Ghana

Nella transizione della nazionale ghanese, con la necessità di ritrovare il peso internazionale della generazione di Gyan, Appiah e Ayew, e, allo stesso tempo, la volontà di costruire una squadra nuova, più europea e meno legata a un singolo leader, Abdul Fatawu Issahaku rappresenta uno dei talenti più interessanti.

Classe 2004 e cresciuto nella prestigiosa Right to Dream Academy, Fatawu è uno di quei giocatori che sembrano nati per ricevere palla e attaccare immediatamente l’avversario, partendo da ala destra naturale ma capace di giocare su tutto il fronte offensivo. Il giocatore del Leicester ama infatti partire largo per poi convergere verso il centro, sfruttando accelerazione, cambio di passo e una qualità tecnica che gli permette di creare superiorità anche in situazioni apparentemente bloccate.

La stagione al Leicester City, nonostante la rovinosa retrocessione, ha confermato il suo peso crescente, con 9 gol e 7 assist che dimostrano la sua evoluzione nella capacità di incidere negli ultimi metri, al punto che oggi Fatawu non viene soltanto visto come un giocatore che crea squilibri, ma come una delle principali fonti per creare occasioni concrete.

In una squadra che possiede già riferimenti offensivi come Mohammed Kudus e Antoine Semenyo, la sua imprevedibilità può impedire agli avversari di concentrare tutta l’attenzione sui nomi più celebrati. Nel girone con Inghilterra, Croazia e Panama, sarà spesso chiamato a fare la differenza negli spazi aperti, soprattutto nelle transizioni che storicamente rappresentano uno dei territori preferiti delle Black Stars: ne sentiremo parlare.

Calciatori simili: Jeremy Doku

Centralità nella nazionale: medio-alta

Punti di forza: dribbling

Scenario migliore: Il Ghana debutta contro Panama e Fatawu Issahaku si prende immediatamente la scena: dopo una prima mezz’ora equilibrata, riceve largo a destra, punta il terzino e serve l’assist per il vantaggio di Semenyo. Nella seconda gara contro l’Inghilterra crea scompiglio pur senza apparire sul tabellino dei marcatori, mentre nell’ultima giornata contro la Croazia firma la giocata che cambia il girone: recupero alto, accelerazione centrale e gol vittoria contro la rivale diretta per la qualificazione. Le Black Stars chiudono seconde e ai sedicesimi trovano la Colombia, contro cui arriva la consacrazione: assist e prestazione dominante in transizione, con il Ghana che raggiunge gli ottavi per la prima volta dal 2010. Il sogno si interrompe contro la Spagna, ma Fatawu lascia il Mondiale come uno dei migliori giovani esterni della competizione.

Scenario peggiore: L’impatto con il torneo è più complicato del previsto. Contro Panama il Ghana fatica a trovare spazi e Fatawu resta intrappolato tra densità e raddoppi. L’Inghilterra il livello atletico degli avversari riduce notevolmente il suo margine di manovra, mentre a Croazia lo costringe a ricevere lontano dalla porta e contro un blocco troppo organizzato per le sue qualità. Le Black Stars chiudono il girone al terzo posto e vengono eliminate per differenza reti. Fatawu lascia comunque intravedere il proprio talento, ma il Mondiale finisce prima che possa davvero trovare continuità e fiducia.

Adalberto Carrasquilla – Panama

Se Panama è riuscita a tornare al Mondiale nonostante una dimensione calcistica infinitamente più piccola rispetto alle grandi nazionali del continente, gran parte del merito passa dalla crescita di Adalberto Carrasquilla. Non sarà il giocatore più spettacolare della CONCACAF, ma negli anni sotto i suoi foltissimi capelli ricci si è intravisto uno dei centrocampisti più influenti della regione, il punto d’incontro tra ordine e creatività dentro una nazionale che ha imparato a competere senza rinunciare al pallone.

Negli ultimi anni Carrasquilla ha aggiunto al suo temperamento personalità e una capacità crescente di determinare il ritmo delle partite al punto che, quando Panama riesce a uscire dalla pressione, a consolidare il possesso o a trasformare una ripartenza in un’azione ragionata, quasi sempre c’è una sua scelta in mezzo. Non è un giocatore che produce numeri clamorosi (0 gol e 4 assist in 17 partite al Pumas), ma uno di quelli che migliorano il rendimento di tutti gli altri. Nel girone con Inghilterra, Croazia e Ghana, Panama partirà inevitabilmente da sfavorita, ma contro avversari superiori tecnicamente e atleticamente, Carrasquilla potrà rivelarsi cruciale per rallentare il caos, gestire i tempi e dare alla squadra qualche possesso in più per respirare. Se Panama dovesse sorprendere qualcuno, probabilmente il suo Mondiale passerebbe dalle mani del numero 10.

Calciatori simili: Héctor Herrera

Centralità nella nazionale: molto alta

Punti di forza: gestione del possesso

Scenario migliore: Panama debutta contro il Ghana e riesce a sporcare una partita che sulla carta dovrebbe favorire gli africani. Carrasquilla abbassa il ritmo, si fa trovare sempre libero e trova il filtrante che porta al gol del pareggio. Contro la Croazia gioca probabilmente la miglior partita del suo torneo: tanti palloni toccati, poche giocate forzate e una prestazione di controllo che permette a Panama di strappare un altro risultato utile. L’Inghilterra nell’ultima partita non lascia scampo ai caraibici, che arrivano terzi ma vengono eliminati con 2 storici punti, che renderanno Carrasquilla uno degli eroi nazionali moderni.

Scenario peggiore: Il livello atletico e tecnico del girone si rivela troppo alto. Ghana e Croazia riescono a impedirgli di ricevere tra le linee, mentre contro l’Inghilterra Panama passa gran parte della partita senza pallone. Carrasquilla prova a rallentare il ritmo e dare ordine alla manovra, ma è costretto a giocare sempre più lontano dalla trequarti. Panama chiude il girone senza vittorie e il suo Mondiale diventa una lunga gara di sopravvivenza. Rimane il leader tecnico della squadra, ma senza il contesto necessario per mostrare davvero tutto il suo valore.