Coppa d’Africa for Dummies: Girone B

Momo Salah e Andre Ayew inseguono la storia, mentre un ex Manchester United prova (finalmente) a stupire il mondo.

Nel gruppo B assistiamo a quello che sarà probabilmente l’ultimo canto del cigno per l’Egitto, per via di una generazione arrivata a fine ciclo, insieme al Ghana ormai lontano ricordo della squadra che ci ha fatto sognare ai Mondiali 2010. Con loro Mauritania e Capo Verde, alla ricerca di una storia da raccontare.

Egitto – Al-Firaeina

I favoritissimi del girone non possono che essere i Faraoni, guidati dalla stella mondiale Momo Salah. Dopo la sconfitta in finale contro il Senegal nella passata edizione (stessa squadra ad aver eliminato l’Egitto agli spareggi per il Mondiale in Qatar), gli egiziani arrivano alla massima competizione africana con voglia di vendetta, puntando al gradino più alto del podio, forti anche della storia: con sette titoli sono la squadra che ha più volte vinto la Coppa d’Africa.

Proprio in seguito alla mancata partecipazione ai Mondiali 2022 sulla panchina dei Faraoni è stato chiamato Rui Vitoria, ex allenatore di Benfica e Al-Nassr, conosciuto per un calcio spregiudicato basato sul dominio del pallone: suo sarà il compito di riportare dopo 13 anni la Coppa in Egitto, guidando la squadra più vecchia del torneo, in quella che potrebbe essere l’ultima occasione per tanti senatori (Salah, Trezeguet, Elneny, Hegazi su tutti). 

Non serve dirlo, questa è la squadra di Momo Salah: quasi tutte le speranze sono riposte su di lui, autentico trascinatore della sua Nazionale. Nonostante i 55 gol segnati con la maglia dei Faraoni e l’ormai unanimità sul suo status di “miglior giocatore della storia egiziana”, l’attaccante del Liverpool non ha mai vinto un trofeo con l’Egitto. Dopo un avvio di stagione straordinario con i Reds, questo potrebbe essere il momento giusto: sa di avere il peso di una Nazione sulle spalle, e si è dichiarato pronto.

Altro punto di forza dei Faraoni è sicuramente il reparto dei portieri, con Mohamed Abou Gabal (aka Gabaski) e Mohamed El Shenawy pronti a lottare per il posto da titolare: nell’edizione 2021 sono stati i due portieri migliori del torneo, e Gabaski è considerato insieme a Bonou il miglior pararigori della competizione.

Se come detto la Nazionale egiziana è a fine ciclo, le speranze per il futuro sono tutte riposte nella rivelazione Omar Marmoush, classe 1999 esploso quest’anno all’Eintracht di Francoforte con 12 reti e 3 assist. Capace di ricoprire qualunque ruolo nello scacchiere offensivo, da il meglio di sé da punta centrale atipica: velocissimo e con grandi capacità tecniche è in grado di mettere costantemente in difficoltà le difese avversarie schierate, creando caos all’interno del loro scacchiere. Per capirci, possiamo aspettarci un rendimento simile a quello di Ademola Lookman all’Atalanta. Non appena metterà piede in campo, sarà difficile immaginarlo ancora in panchina.

Davanti infatti dovrebbe cominciare, almeno il primo match, il colosso Mostafa Mohamed, uno degli attaccanti più forti di testa del continente africano, che arriva alla massima competizione Africana con uno score di 6 reti da inizio stagione con la maglia del Nantes. Tuttavia, in Coppa d’Africa sembra affetto da una maledizione, non avendo ancora mai trovato la rete in 7 partite giocate: che possa finire già all’esordio?

Probabile formazione: El-Shenawy; Kamal, Hegazy, Abdelmonem, Fatouh; Ashour, Elneny, Attia; Salah, Mohamed, Trezeguet.

Ghana – The Black Stars

Le Stelle Nere hanno toccato nelle ultime edizioni quello che definiscono il punto più basso della loro storia, essendo stati eliminati ai gironi nella Coppa d’Africa 2021 e ai sedicesimi nell’edizione 2019, dopo aver raggiunto almeno la semifinale in tutte le competizioni dal 2008 al 2017.

La panchina è stata affidata all’inglese Chris Hughton, che con il suo stile difensivista ha ulteriormente affievolito le speranze dei tifosi, nonostante una rosa che comunque vanta qualche nome importante. Tra questi mancherà per infortunio il centrocampista dell’Arsenal Thomas Partey, al pari di Aidoo del Celta Vigo.

Tutte le speranze sono riposte allora nell’imprevedibilità di Inaki Williams, fresco di rinnovo con l’Athletic Bilbao, e nella fisicità di Mohammed Kudus, nonostante il loro arrivo in ritardo nel ritiro del Ghana (per via delle solite guerre tra club europei e Nazionali africane). Il centrocampista del West Ham arriva alla Coppa d’Africa 2023 (sì, è stata posticipata) in quello che probabilmente è il miglior momento della sua carriera, brillando in Premier League ed affermandosi come uno tra i giocatori più dominanti al mondo, capace di giocare da centrocampista, da ala e da attaccante. Da inizio stagione sono ben 13 i gol segnati dal classe 2000, ai quali abbina una media di 8,6 palloni recuperati a partita.

Il capitano è ovviamente André Ayew, che con suo fratello Jordan (per chi, colpevolmente, non lo sapesse, sono i figli di Abedì Pelé) difenderà probabilmente per l’ultima volta i colori del Ghana. La storia lo aspetta: con otto partecipazioni è pronto ad eguagliare il record di giocatore africano ad aver disputato più volte la massima competizione continentale (eguagliando quell’icona quale è Rigobert Song del Cameroon e Ahmed Hassan dell’Egitto), oltre ad essere a sole due presenze dal diventare il calciatore con più presenze nella AFCON. Ultimo, ma non per importanza, record a sua disposizione è quello di goalscorer nel maggior numero di edizioni: mettendo a segno una rete infatti Ayew avrà trovato il goal in 7 diverse edizioni, superando nientemeno che Samuel Eto’o ed Asamoah Gyan.

Con un Paese profondamente diviso dalle tensioni politiche, la Nazionale ghanese ha il compito di unire per almeno un mese l’intero popolo. 

Probabile formazione: Ofori; Seidu, Opoku, Amartey, Mensah; Abdul Samed, Baba, Kudus; J. Ayew, Williams, Semenyo

Capo VerdeTubaroes Azuis

La nazionale capoverdiana di calcio è alla quarta partecipazione nella storia alla Coppa d’Africa, che deve la sua affermazione nel panorama continentale all’opera del portoghese Joao de Deus, ex braccio destro di Jorge Jesus, capace di convincere tantissimi giocatori che lavoravano in Europa a rappresentare la Nazionale capoverdiana.
Ad oggi, pochissimi tra i convocati risiedono nelle isole, alcuni dei quali non vi sono neanche nati. 

Occhio a sottovalutare Capo Verde, che nelle tre edizioni disputate ha passato per ben due volte la fase a gironi, venendo eliminato nella restante solamente per la differenza reti.

La stella, se così possiamo definirla, è Ryan Mendes che con i suoi 34 anni è il giocatore più esperto, nonché miglior marcatore della storia degli Squali Blu. Tutte le speranze sono affidate a lui e a Jovane Cabral della Salernitana, che in Serie A ci ha abituato a tentare conclusioni da ogni parte.

Altro giocatore di cui qualcuno potrebbe ricordarsi è Bebé, considerato nel 2010 una stella e comprato dal Manchester United di Alex Ferguson, salvo poi rivelarsi un flop e girare l’Europa di prestito in prestito. Oggi ha 34 anni, gioca con il Rayo Vallecano, e spera di stupire (questa volta davvero) il mondo.

Probabile formazione: Vózinha; Moreira, Diney, Roberto Lopes, Stopira; Pina, Costa, Monteiro; Mendes, Rodrigues, Bebé

MozambicoOs Mambas

In quello che possiamo definire un “derby portoghese” per via della lingua parlata Capo Verde dovrà affrontare il Mozambico, che torna in Coppa d’Africa dopo 13 anni. Sarà la quarta partecipazione, e la Nazionale dell’Africa orientale insegue ancora la prima vittoria di una partita: è il chiaro obiettivo, che potrebbe mandare in delirio un intero Paese.

Il capitano Reinildo, difensore dell’Atletico Madrid, ha fatto di tutto per recuperare in tempo da un infortunio e provare a guidare il Mozambico ad un traguardo storico. Le speranze davanti saranno invece sulle spalle Domingues, all’estero conosciuto come Elias Pelembe (?!), che con i suoi quarant’anni è il giocatore più anziano di tutta la Coppa d’Africa (e, ovviamente, giocatore con più presenze e più reti della propria Nazionale). 

Attenzione, anche i Mambas hanno una rosa che potrebbe sbocciare: il ventunenne Geny Catamo dello Sporting Lisbona, visto anche contro l’Atalanta in Europa League. Esterno destro, mancino, di soli 173 cm è sicuramente il più tecnico della squadra, ama puntare l’uomo e si è conquistato spazio nel club portoghese questa stagione, convincendo la dirigenza lusitana ad inserire nel contratto una clausola di rescissione di ben 60 milioni di euro. Per qualche motivazione a chi scrive sconosciuta, probabilmente inizierà tuttavia in panchina. 

Probabile formazione: Ernan; Macandza, Mexer, Malembana, Reinildo; Guima, Shaquille; Lourenco, Domingues, Clesio; King

Cose random da sapere sul Girone B:

Nome più bello: Shaquille (Mozambico)

Soprannome più evocativo: Tubaroes Azuis

Giocatore da tenere d’occhio: Marmoush (Egitto)

Favorita: Ghana

Maglia da comprare per il prossimo calcetto: Capo Verde Home