Le possibili sorprese di Euro2024 – Gruppo A

Guida a quelli che a breve diventeranno i vostri nuovi giocatori preferiti dell’estate.

L’Europeo sta per iniziare e tu non sei affatto preparato? Non importa, con questa guida ti racconteremo i giocatori più interessanti che (forse) ancora non conosci. Così quando alla grigliata inaugurale sentirai parlare dei vari Mbappe, dei Musiala e dei Bellingham, tu potrai rilanciare con aria di sufficienza alcuni dei nomi più hipster del torneo.


Zeki Amdouni – Svizzera, Burnley

Zeki Amdouni è un attaccante che quest’anno ha segnato molto poco in una squadra retrocessa, e già questo è il modo migliore per iniziare questa guida. In sua difesa i 5 gol (arrivati in 34 presenze al Burnley) sono anche figli di pochissime occasioni (solo 5.8 gli xG stagionali) dovute alla disfunzionalità generale della squadra. 

Nonostante i numeri, le sue doti in finalizzazione sono più che buone (al Basilea segnava praticamente un gol ogni 180 minuti), e lo dimostrano i sei gol nelle qualificazioni che hanno permesso alla Svizzera di arrivare a questi Europei. La sua qualità migliore comunque rimane la versatilità: Amdouni è un attaccante molto dinamico, e i suoi 180 centimetri gli permettono di svariare su tutto il fronte offensivo senza difficoltà. Questo sarà utile nello scacchiere di Yakin, dove giocatori come Okafor e Embolo non amano dare punti di riferimento.

Probabilità di giocare: 6/10

Aura: 7/10

Ci ricorda: Walid Cheddira

Scenario migliore: Segna complessivamente tre gol con Ungheria e Scozia grazie ai quali la Svizzera passa da seconda del girone. Agli ottavi l’Italia soffre il suo dinamismo, e con un assist decisivo per Okafor elimina i campioni in carica. Perde poi ai quarti con l’Inghilterra, ma le sue grandi prestazioni attirano gli occhi del Leicester che per lui spende 40 milioni di euro per prelevarlo dal Burnley retrocesso.

Scenario peggiore: Non riesce mai a prendersi il posto da titolare, giocando solo qualche minuto in garbage time. La Svizzera strappa un biglietto agli ottavi come una delle migliori terze dove incontra il Portogallo. Gli elvetici giocano meglio, ma la partita rimane bloccata anche a causa degli errori sottoporta dell’attaccante del Burnley. Ai rigori passano i lusitani, decisivo (ovviamente) l’errore di Amdouni.

Il gran gol che aveva spaventato i tifosi della Fiorentina l’anno scorso.

Billy Gilmour – Scozia, Brighton

Billy Gilmour è uno di quei giocatori che sembra stare in giro da sempre. La faccia da bambino nasconde il fatto che in pochi anni ha vissuto già chissà quante vite. Tra l’hype e le aspettative folli dei primi anni, fino all’infortunio e ai prestiti in giro per i bassifondi della Premier, Gilmour a ventitré anni ha l’esperienza di un veterano. 

Negli ultimi due anni con De Zerbi al Brighton il giocatore sembra aver ritrovato una sua stabilità. È diventato un regista elegante e cerebrale, che sa capire quando ragionare e quando invece cercare una maggior verticalità. La bassa statura non lo aiuta in fase di non possesso, ma compensa con grandi letture. Sarà indubbiamente la chiave del centrocampo scozzese.

Probabilità di giocare: 9/10

Aura: 7/10

Ci ricorda: Stanislav Lobotka

Scenario migliore: La Scozia si qualifica a fatica da seconda del girone. Agli ottavi affronta la Croazia, in una partita chiusa che sembra destinata ai supplementari. Allo scadere un corner di Gilmour trova la testa di McTominay che permette agli scozzesi di volare ai quarti. Lì trovano l’Inghilterra, e per novanta minuti Gilmour fa impazzire il centrocampo avversario, disegnando calcio e ricordando ai rivali storici che se è vero che gli inglesi hanno inventato le regole dello sport, gli scozzesi gli hanno insegnato a giocarci. Solo una clamorosa svista arbitrale impedisce alla Scozia di raggiungere una storica semifinale. Il centrocampista riceve la chiamata di De Zerbi per seguirlo all’Olympique Marsiglia.

Scenario peggiore: La Scozia viene spazzata via dai padroni di casa della Germania, strappa un punto con la Svizzera e perde clamorosamente lo spareggio per il terzo posto con l’Ungheria, in una partita brutta in cui Gilmour si fa espellere al quinto minuto del secondo tempo.

Con Gilmour in campo ci si diverte di più.

Milos Kerkez – Ungheria, Bournemouth

Il terzino classe 2003 poteva scegliere tra Ungheria e Serbia, optando per la Nazionale di Marco Rossi. Chiamato da Paolo Maldini per far parte del Milan Primavera, subito i giornali italiani lo hanno etichettato come “il nuovo Theo Hernandez”. In realtà con i rossoneri non esordisce neanche in prima squadra. Passa all’AZ dove con 3 gol ed 1 assist attira su di sé gli occhi di diversi club: tra Milan e Lazio la spunta alla fine la Premier League (strano, no?). Con il Bournemouth alterna buone prestazioni a qualche sbavatura (giocandosi il posto con nientemeno che Matias Viña) ma alla fine blinda la fascia sinistra.

Alto 180 cm (secondo Wikipedia, forse qualcuno di troppo), ha nella rapidità la sua arma migliore. In fase difensiva non è pulitissimo, ma nasconde le carenze tattiche con una grande intensità nei duelli, avendo spesso la meglio. In avanti è invece una furia, cercando di spaccare sempre la linea avversaria: nel 3-4-2-1 di Rossi può essere il giocatore da tenere d’occhio.

Probabilità di giocare: 9/10

Aura: 6/10

Ci ricorda: Fabiano Parisi

Scenario migliore: All’esordio contro la Svizzera si mette in mostra con un grande assist per il gol decisivo, poi stupisce tutti contro la Germania inseguendo Wirtz a tutto campo e costringendolo a chiedere il cambio. La partita con la Scozia viene aperta da una sua cavalcata che termina in rete e regala il passaggio del turno all’Ungheria. Agli ottavi contro l’Italia mostra a tutti perché Maldini lo vedeva come suo erede eliminando i campioni in carica, arrivando ad arrendersi solo davanti all’Inghilterra.

Scenario peggiore: Nel primo match viene annientato da ciò che resta di Silvan Widmer, costringendo mister Rossi a metterlo in panchina contro la corazzata tedesca. Entra al 75’, stende subito Musiala in area e regala la partita ai teutonici: Ungheria a casa.

Ingestibile.

Maximilian Beier – Germania, Hoffenheim

Le convocazioni di Nagelsmann ci hanno regalato poche sorprese. Se Wirtz e Musiala, nonostante la giovanissima età, sono già stelle più che affermate, chi invece può passare inosservato è Maximilian Beier, giovane centravanti dell’Hoffenheim. Il ventunenne quest’anno si è messo in mostra con 16 gol in 32 presenze, meritandosi la chiamata del torneo da giocare in casa.

In patria viene paragonato a Thomas Müller per il rapporto particolare che entrambi hanno con la porta pur senza grandi qualità tecniche. Beier sembra aver raccolto l’eredità del raumdeuter, “l’investigatore di spazi”, quello che in sostanza si fa trovare sempre al posto giusto al momento giusto. Rispetto al giocatore del Bayern lo fa però con un approccio più tradizionale da centravanti, ma le movenze ingobbite e un po’ goffe sono sempre quelle.

Probabilità di giocare: 3/10

Aura: 2/10

Ci ricorda: Thomas Müller

Scenario migliore: Havertz litiga con la porta, Füllkrug è ancora perseguitato dai fantasmi di Wembley, Undav riesce a infortunarsi giocando a ping-pong con Ter Stegen, ed ecco lì che il 21enne dell’Hoffenheim si ritrova catapultato al centro dell’attacco di Nagelsmann. La Germania fatica ma Beier continua a farsi trovare sempre lì, e la sua doppietta nella finale vinta gli vale il titolo di capocannoniere della competizione.

Scenario peggiore: Non gioca nemmeno un minuto, si consola con la probabile medaglia (una delle tre) che porta a casa.

Un’analisi dei suoi movimenti senza palla che potremmo definire a yo-yo. (@redwardstactics x.com)