Le possibili sorprese di Euro2024 – Gruppo B

Andiamo a vedere quali potranno essere alcuni dei giocatori più intriganti nel gruppo degli azzurri.

L’Europeo sta per iniziare e tu non sei affatto preparato? Non importa, con questa guida ti racconteremo i giocatori più interessanti che (forse) ancora non conosci. Così quando alla grigliata inaugurale sentirai parlare dei vari Mbappe, dei Musiala e dei Bellingham, tu potrai rilanciare con aria di sufficienza alcuni dei nomi più hipster del torneo.


Luka Sučić – Croazia, Red Bull Salisburgo

Numero dieci del Red Bull Salisburgo, Luka Sucic viene da una stagione da 5 gol e 9 assist. Numeri importanti per un giocatore di 21 anni, soprattutto se si considera che non è stato un titolare fisso della formazione austriaca e che ha saltato la preparazione (e il primo mese di campionato) in seguito ad un’operazione al ginocchio. 

Classe 2002, Sucic è un trequartista mancino alto e abbastanza compassato con uno spiccato gusto per la rifinitura. Superata la metà campo, se un compagno attacca la profondità difficilmente non riesce a trovarlo col suo mancino delizioso. La sua facilità di calcio è infatti impressionante e, se – per le caratteristiche della Croazia – i suoi lanci saranno poco sfruttati, le sue doti balistiche potrebbero diventare interessanti (anche da fermo) per sbloccare le partite. Parte ovviamente dietro nelle gerarchie, ma nel 433 croato può giocare sia come mezzala che da ala, e vista l’anzianità dei titolari potrebbe ritagliarsi un ruolo importante come super-sub.   

Probabilità di giocare: 5/10

Aura: 8/10

Ci ricorda: Lazar Samardzic 

Scenario migliore: Croazia zero, Spagna 1, al 75’ Sucic sostituisce uno sfiancato Luka Modric. Dal suo ingresso in campo, il 21enne inizia a calciare verso la porta ogni pallone che tocca, anche se in maniera spesso velleitaria. A pochi minuti dal 90’ viene fischiata una punizione per la Croazia: Sucic se ne incarica e la sua parabola beffa Unai Simon. 1-1. Con l’Albania parte titolare come ala destra e con la sua posizione ibrida aiuta a mandare in tilt la difesa della squadra di Sylvinho. Da lì in poi diventa il dodicesimo uomo croato; in campo si associa bene con i compagni e in patria ne chiedono la titolarità al posto di Majer. La squadra biancorossa si arrende solo all’Inghilterra in semifinale, e nonostante le lacrime per gli addii di Modric, Brozovic, Perisic e Vida, a Zagabria hanno la tranquillità di avere già qualcuno a cui aggrapparsi.  

Scenario peggiore: Dopo la brutta sconfitta con la Spagna, la Croazia con l’Albania può solo vincere. In questo contesto, al minuto 85 e con il risultato ancora inchiodato sullo 0-0, Dalic regala a Sucic i primi minuti del suo europeo. Il suo ingresso sarebbe totalmente incolore, se non per un colpo di testa mandato alto da buona posizione nel recupero. Nell’ultima partita del girone gli vengono preferiti Pasalic, Vlasic e Baturina come subentranti. Anche contro l’Italia la Croazia, però, non va oltre al pareggio e con 2 punti in 3 partite è la prima eliminata illustre del torneo. Dopo il match c’è la sensazione che il momento d’oro croato sia finito veramente.

Dirompente e delicato allo stesso tempo.

Kristjan Asllani – Albania, Inter

Ormai da un anno e mezzo all’Inter, Asllani deve sfruttare Euro 2024 per poter definitivamente esplodere, dimostrando ad Inzaghi di potersi fidare di lui. Dopo un’ottima metà di stagione con l’Empoli infatti le prestazioni in nerazzurro del classe 2002 hanno mostrato più ombre che luci, ma intanto il buon Kristjan in bacheca ha messo già uno Scudetto, una Coppa Italia e due Supercoppe. 

Sarà curioso vederlo nel ruolo di mezz’ala invece che di regista (posizione nelle Aquile occupata da Ylber Ramadani), soprattutto dopo che l’allenatore Sylvinho lo ha eletto a leader tecnico della squadra. Nell’ultima stagione ha completato il 93% dei passaggi tentati, numeri che lo piazzano al primo posto dei centrocampisti del nostro campionato e tra i migliori pari ruolo dei primi cinque campionati europei. Non male.

Probabilità di giocare: 7/10

Aura: 3/10

Ci ricorda: David Pizarro

Scenario migliore: Pronti via e mette in mezzo i compagni di squadra Barella e Frattesi con le sue linee di gioco, inchiodando l’Italia ad uno brutto 0-0 che sa di eliminazione. Contro la Croazia sale in cattedra, elude sempre la prima pressione ed imbuca per Broja che batte Livakovic. Con la Spagna c’è poco da fare, ma l’Albania passa da terza e agli ottavi contro il Belgio si guadagna gli applausi di Kevin De Bruyne per la sua qualità.

Scenario peggiore: Barella lo tallona da subito, conosce i suoi movimenti e non lo fa girare. Rubandogli palla da ultimo uomo lo costringe al giallo dopo pochi minuti. Il VAR interviene e cambia la decisione in rosso. L’Europeo di Asllani dura così 10 minuti, con l’Albania che perde le prime due, viene eliminata e con la Spagna si presenta con le riserve per dare minutaggio a tutti. 

Quantità e qualità.

Riccardo Calafiori – Italia, Bologna

Spalletti ha deciso di non sorprendere più di tanto nelle convocazioni (se non con la scelta di portare Fagioli) e quindi il giocatore più intrigante di questi azzurri probabilmente sarà la stellina del Bologna. Gli occhi del mercato lo seguiranno morbosamente, divisi tra chi spera in una conferma di quello che si è visto quest’anno e chi invece si augura un passo falso per abbassare il costo del suo cartellino.

Calafiori ha passo, ha un’importante elevazione (grazie alla quale è terzo per percentuale di duelli aerei vinti in stagione), ha grandi qualità nelle letture e ha una tecnica eccezionale, non solo per un difensore centrale. Le sue caratteristiche e le sue enormi qualità ovviamente le conosciamo tutti; bisognerà però capire come si adatterà alle richieste di Spalletti. La concorrenza poi è numerosa; difficilmente toglierà il posto a Bastoni, ed essendo i due gli unici mancini del reparto non sarà facile adattarsi. Dovrà poi fare i conti con un livello notevole di pressioni, ma un’eventuale risposta positiva significherebbe un ulteriore salto di qualità, e di conseguenza potrebbe attirare gli occhi di diverse big europee.

Probabilità di giocare: 6/10

Aura: 9/10

Ci ricorda: Alessandro Nesta 

Scenario migliore: Un po’ a sorpresa Calafiori e Bastoni insieme si trovano benissimo. La difesa italiana è imperforabile e i meccanismi di uscita della nazionale fanno invidia anche agli avversari spagnoli. Calafiori vince ogni duello possibile e diventa un perno fondamentale della squadra. Gli azzurri arrivano in semifinale, perdendo il rematch con gli inglesi per 1-0, ma l’ennesima grande prestazione di Calafiori gli varrà la Top 11 del torneo e la chiamata del Liverpool in estate.

Scenario peggiore: La difesa a 4 non convince Spalletti, che torna a tre. Calafiori intanto scalpita in panchina, con Bastoni che agisce da braccetto di sinistra. Ai quarti con la Francia il centrale romano sostituisce un Bastoni squalificato, si ritrova davanti Dembelè in una di quelle rare serate in cui il francese preferisce il pallone a Fortnite e va in tilt. All’intervallo Spalletti è costretto a sostituire Calafiori dopo un giallo, due tunnel subiti e zero duelli vinti.

Le conduzioni di Calafiori sono state spesso determinanti quest’anno per il Bologna.

Fermín López – Spagna, Barcellona

Nella ristrutturazione generazionale compiuta da Xavi con il Barça, oltre Pedri e Gavi si è messo in luce il ventunenne Fermín López, centrocampista col vizio del gol. Cresciuto nelle giovanili del Betis, una volta passato ne La Masia è stato da subito individuato come l’ennesimo potenziale crack.

Alla prima stagione in blaugrana ha messo a referto 11 reti e 1 assist, numeri che mostrano chiaramente come non sia il classico centrocampista di qualità a cui sono abituati in terra iberica, ma un giocatore con uno spiccato senso dell’inserimento ed un gran tiro da fuori. Nato centrocampista centrale, è in grado adesso di giocare anche come esterno o trequartista: la sua duttilità ed il senso del gol potrebbero tornare comodi anche alle Furie Rosse.

Probabilità di giocare: 3/10

Aura: 5/10

Ci ricorda: Nicolò Barella

Scenario migliore: Complici gli acciacchi di Pedri, Fermín entra nel secondo tempo contro la Croazia e chiude il risultato con una botta da fuori delle sue. Anche nel secondo match, quello decisivo contro l’Italia, subentra nel secondo tempo, questa volta al posto di un fumoso Ferran Torres. Decide la partita con una verticalizzazione vincente per il compagno di club Yamal. Diventa così il supersub della Spagna, che arriva in fondo alla competizione e vince il titolo.

Scenario peggiore: Nel girone non colleziona neanche un minuto, la concorrenza è troppo fitta. Ai quarti, con la Spagna sopra 1-0 ai supplementari in una tiratissima sfida contro la Polonia, entra per difendere il risultato negli ultimi dieci minuti dei supplementari al posto di un esausto Gavi. Viene subito superato da Zalewski che pareggia e trascina la gara ai rigori. La sfida va avanti a oltranza e da ottavo rigorista si fa ipnotizzare da Szczesny. 

Anche il rumore del palo non è naturale.