Alto 193 cm, con le spalle larghe e una folta chioma riccia. Sarebbe capace di calamitare l’attenzione con il minimo tocco o movimento. È bello in una maniera quasi arrogante, come se fosse consapevole di esserlo. Si muove con una leggerezza ostentata, scandendo il ritmo di una musica che ascolta solo lui. Questa potrebbe essere la descrizione di una rockstar ribelle degli anni ’60, che si scatena sul palco e frantuma la sua chitarra elettrica a fine spettacolo. Purtroppo per gli amanti della musica rock questo non è un pezzo su Jimi Hendrix o Jimmy Page, ma sul talento cristallino che brilla in quel di Bologna: Joshua Zirkzee.

L’attaccante olandese, grazie a una serie di buone prestazioni, ha vinto il premio “Calciatore del mese AIC” di novembre (nel quale ha segnato tre gol e messo a referto un assist, portandolo a quota 5G e 1A). Era già stato possibile intravedere la sua luce durante la stagione 2022/23, nella quale ha avuto solo 810 minuti per mettersi in mostra. Pochi, ma buoni, considerando che davanti a lui ci fosse un certo Marko Arnautovic, attaccante che di esperienza e qualità ne ha da vendere. Il giocatore austriaco, quest’estate, ha deciso di accettare il ritorno all’Inter, probabilmente per i rapporti non amorevoli con Thiago Motta o perché consapevole che sarebbe stato il suo ultimo treno per un grande club. Non è poi da escludere che l’esplosione di Zirkzee abbia contribuito a rendere l’addio dell’attaccante austriaco meno amaro. Questo ha significato un aumento di responsabilità per l’olandese: più spazio, più minuti in campo per splendere.
La stagione 2023/24 di Zirkzee inizia l’11 agosto. Allo stadio Renato Dall’Ara di Bologna, i felsinei ospitano il Cesena per il primo turno di Coppa Italia. Il classe 2001, con i rossoblù già in vantaggio, trova il suo esordio stagionale negli ultimi dieci minuti della partita. Il giusto tempo per far intravedere cosa ci avrebbe riservato per la stagione: Ferguson lo serve in area mentre è con le spalle alla porta e ha un difensore in pressing. Solitamente, in questi casi, la palla viene stoppata o scaricata. Lui no, non fa niente di tutto ciò. O almeno, lo stop lo fa, ma orientato verso sinistra e col tacco: Zirkzee e palla da una parte, difensore dall’altra. Solo la giocata vale il 2-0, risultato che poi appare sul tabellino dopo la finalizzazione dell’azione.
Se con il Cesena dà solo un assaggio del giocatore che potrebbe essere, il gol contro il Sassuolo è un’affermazione prepotente del fenomeno che già è. La partita era appena iniziata, eppure lui, sulla trequarti di sinistra, era già pronto a evocare i ricordi di due campioni che hanno fatto parte della nostra Nazionale italiana.
Sono tre i dolci tocchi che dà al pallone prima di appoggiarlo delicatamente in porta, tre come i minuti sul cronometro: Posch lancia su Zirkzee che, con un tocco Cassaniano – simile a quello in Bari-Inter nel ‘99 -, fa girare su sé stesso Erlic. Dopo aver scartato e tagliato la strada al difensore croato, non in grado di capire cosa stesse accadendo, arriva davanti ad Andrea Consigli. Il portiere neroverde cerca di andargli incontro per chiudergli lo specchio, ma mai tale tentativo si è rivelato più vano. Improvvisamente si vede una movenza, una finta alla Roberto Baggio. Quel dribbling che da quelle parti ha sempre ingannato i portieri, mettendoli a sedere: Bologna 1, Sassuolo 0. Una giocata così difficile, resa facile ai nostri occhi, ha convinto, anche solo per un secondo, noi comuni mortali di poterla replicare.
L’impressione è che ogni volta che quella sfera è tra i suoi piedi stia per succedere qualcosa di così bello e inaspettato. La tratta così delicatamente da renderla magica, stordendo gli avversari intorno a lui. Zirkzee, però, non è solo un giocatore dai colpi di genio – come quelli con Sassuolo e Inter – ma è il collante che lega i rossoblù in fase offensiva. È la calma fatta giocatore: sempre cosciente di quale sia la scelta migliore da fare in qualunque situazione. Segna, fa segnare e fa giocare bene la squadra. Se serve, corre anche in difesa ad aiutare i suoi compagni. È tante cose in uno. Era tanto tempo che Bologna non vedeva un attaccante che la facesse sognare, era tanto tempo che la Serie A non vedeva un numero 9, un attaccante come Joshua Zirkzee: fuori dall’ordinario.