Manuale di sopravvivenza alla Serie A – vol. 1

Alla prima edizione già ci troviamo a scrivere Cyril Ngonge e premio Puskas nella stessa frase.

Guardando gli ultimi anni del nostro campionato non riesco a togliermi dalla testa una frase di Cechov che recita:  “Qualsiasi idiota può superare una crisi; è il quotidiano che ti logora”.

C’è stato un momento in cui in effetti si poteva parlare di “crisi” del movimento calcistico italiano, dove la nostalgia degli anni d’oro della Serie A era ancora abbastanza fresca da definire quello recente come solo un brutto periodo di passaggio. Col tempo ci stiamo abituando all’idea che questo sarà invece il nostro nuovo e logorante quotidiano, come diceva Cechov; anche per questo vi consegniamo questa guida settimanale con lo scopo di aiutarvi a navigare la noia e a salvare il salvabile di quello che ci rimane della nostra amatissima Serie A.

Come buttare un punto nel cestino – la difesa del Monza 

Stiamo assistendo ad un pareggio al novantunesimo minuto che garantirebbe un punto fondamentale per i brianzoli, considerando il blasone dell’avversario. Punto che sta arrivando anche grazie ad un gol fortunato che ripaga tutti gli sforzi fatti, occorrerebbe solamente aspettare il fischio finale, rimanere attenti a non commettere leggerezze. Invece no, il Monza di Palladino non è d’accordo: complice la presunzione della squadra (un Gagliardini che esulta in faccia a Rabiot ne è l’esempio), decide di difendere in inferiorità numerica nella propria area di rigore, lasciando gli spazi aperti per una doppia conclusione di Gatti. Eppure bastava poco. 

Monza - Juve goal Gatti
Se chiudete gli occhi può sembrare tranquillamente un’azione difensiva della Juventus.

Come blindare la propria porta – Michele Di Gregorio

Se possiamo prendere il collettivo brianzolo come chiaro esempio di follia difensiva costata due punti, grande parte del merito va all’estremo difensore del Monza che ha tenuto in vita la squadra con un doppio intervento clamoroso su Dusan Vlahovic.
Quando lo scorso anno Cragno si trasferì alla corte di Galliani per scaldare beatamente la panchina in molti storsero il naso, ma Di Gregorio ha ormai messo a tacere ogni malalingua, candidandosi con merito a recitare la parte del buon Vicario nel prossimo mercato estivo.
Al nono minuto del primo tempo il classe 1997 ipnotizza l’attaccante serbo della Juve dal dischetto, ma la respinta rimane centrale per il più classico dei tap–in. Tra il momento in cui Di Gregorio para il rigore e quello in cui Vlahovic colpisce il pallone sulla respinta passano solamente 65 centesimi di secondo, ma il portiere del Monza è già in piedi e si tuffa immediatamente a coprire la porta salvando il momentaneo zero a zero.
Szczęsny a fine partita lo ha eletto come un “fenomeno”, mentre lui ha dichiarato di esser stato fortunato. Anche tra i più umili in Serie A.

La doppia parata di Di Gregorio su Vlahovic
Tutta l’esplosività di Michele Di Gregorio

Come non gestire un vantaggio – Sandi Lovric

Se l’Udinese insegue ancora la prima vittoria al Friuli è anche colpa di Sandi Lovric, entrato dalla panchina contro l’Hellas per alzare la qualità della squadra e finito invece per costare due punti carissimi agli uomini di Cioffi. Al novantasettesimo, in vantaggio di un gol e con soli 40 secondi da giocare, l’Udinese recupera palla nella metà campo avversaria, dove Lovric potrebbe aprire sul liberissimo Thauvin alla sua destra e congelare la partita. Lo Sloveno sceglie invece di tirare in porta da circa 40 metri: il risultato? Rinvio del portiere e gol del 3-3 subito. Se ci aggiungiamo poi che un quarto d’ora prima si è anche divorato un gol a tu per tu con Montipò in una situazione di tre contro zero possiamo comprendere come mai quest’anno se ne stia relegato in panchina a favore di Martin Payero, con buona pace dei fantallenatori italiani.

Lovric tira in Udinese Verona
E no, ovviamente Lovric non ha neanche preso la porta

Come inimicarsi tutta la classe arbitrale e pure le loro famiglie – Jose Mourinho

Siamo abituati al trash talking del portoghese, personaggio assolutamente da studiare per quanto riguarda la comunicazione, ma quanto successo a cavallo di Sassuolo – Roma sembra uscito da uno sketch satirico di Maurizio Crozza . Partendo dalla polemica arbitrale preventiva, fenomeno mai visto, dove le esatte parole pronunciate da Josè Mourinho sono state: “Voglio essere onesto, è l’arbitro che mi preoccupa: lo abbiamo avuto diverse volte e non ha la stabilità per delle partite di questo livello”. Trascurando il livello del calcio offerto da Sassuolo – Roma, (partita di una povertà tecnica disarmante, dove i gol arrivano su un tiro sbagliato di Berardi che diventa assist, un rigore causato da un intervento goffissimo e un tiro velleitario con deviazione fortunosa), basterebbe vedere la carriera del giovane Marcenaro per comprendere il delirio dell’allenatore portoghese: 19 le partite dirette in Serie A senza mai incrociare i giallorossi prima di ieri.
Bisogna poi aggiungere le critiche dirette a Berardi e la conferenza post partita completamente in portoghese, in quanto “parlando in italiano non viene compreso”.
Sembra la solita mossa del Mourinho ferito, che sceglie di distogliere l’attenzione dai tanti problemi della squadra. Anche meno.

Come segnare un gol da Puskas – Cyril Ngonge

Nel 3-3 tra Udinese e Verona spicca anche la super partita di Cyril Ngonge, vero e unico leader tecnico di un Hellas assai modesto. Il gol del momentaneo pareggio è un’autentica bellezza: rovesciata sotto al sette mentre quattro (!!) uomini bianconeri erano in marcatura su di lui. Certo, quattro contro uno bisogna impegnarsi per far prendere la palla all’avversario in quel modo, ma questo gol può esser descritto da tre parole che ci sentirete dire molto spesso: vale un Puskas!

Come regalare al tuo portiere un +1 al fantacalcio – Christian Pulisic 

Maignan è il primo portiere a fare un assist in tre diversi campionati di Serie A e per quanto riguarda l’ultimo di questi grande merito va anche a Christian Pulisic, che con il Frosinone ha convertito in rete il passaggio dell’estremo difensore rossonero con una giocata dal coefficiente tecnico altissimo.
Dallo stop a seguire perfetto su lancio di 60 metri, passando per la conduzione della palla e l’uso del corpo a tagliar fuori i difensori, arrivando ad un semi-pallonetto per concludere in porta nell’unico spazio rimasto libero. Gol che smentisce chi vedeva l’americano come niente più che una possibile comparsa nel nostro campionato, non che ce ne fosse bisogno.