Cosa significa la fine del rapporto tra Opta e FBref

La decisione di Stats Perform ha tolto agli appassionati uno strumento fondamentale per lo studio e la divulgazione.

«Nel 2026 al “buono” è a malapena concesso di esistere, e così anche al “gratis”, quindi presumo che un qualcosa di buono e gratis al giorno d’oggi abbia sempre i giorni contati. È un peccato enorme considerando quanti ottimi contenuti e approfondimenti nascessero dall’accesso libero a quei dati. Veramente una notizia orribile». 

Questo è uno dei primi commenti che ho trovato sul noto subreddit /soccer in merito alla notizia dell’interruzione della fornitura dei dati di Opta (di proprietà del gruppo StatsPerform) al portale FBref. Ho scelto di partire da un commento senza volto e senza nome – e non dalle dichiarazioni dei diretti interessati o di un addetto ai lavori – per rappresentare la voce di chi più di tutti è stato colpito da questa novità: gli utenti. 

Non è un caso che in queste ore si sia parlato tanto di “democratizzazione dell’informazione”. Sports Reference (l’azienda madre di FBref) definisce come suo obiettivo principale il “democratizzare i dati, affinché i nostri utenti possano divertirsi, comprendere e condividere gli sport che amano”, e come suoi valori “l’impegno a lavorare con rispetto, affidabilità, grinta e competenza, e a promuovere la democratizzazione dei dati sportivi”

Dove nasce FBref

Il quadro dell’informazione statistica nel calcio è sempre stato settoriale e frammentato. Da un lato il processo di estrazione delle statistiche avanzate è un procedimento complesso e costoso, e quindi i fornitori specializzati (Opta, Statsbomb, Wyscout per citarne alcuni) hanno sempre offerto i loro servizi con dei pacchetti a pagamento su misura per l’acquirente. Questi tante volte includono club, analisti, media o bookmakers; comunque addetti ai lavori. Questo ha di fatto sempre finito con l’escludere l’utente singolo, ma anche le piccole realtà indipendenti come la nostra. 

Dall’altro lato il racconto calcistico diretto al grande pubblico per anni si è dimostrato impermeabile alle influenze esterne e inflessibile alle innovazioni tecnologiche, e così le statistiche avanzate venivano – e in parte vengono tutt’ora – viste al pari della magia nera. La diffidenza dei media tradizionali nei confronti dei dati ha portato lo spettatore medio a non sentirne l’esigenza, costringendo i fornitori a tenere costi insostenibili ai più ma riservati puramente a chi li utilizzava per scopi professionali.

Chi si affacciava a questo mondo da semplice appassionato finiva quindi inevitabilmente respinto. La principale novità è arrivata nel 2018, quando Sports Reference (sito nato nel 2000 molto noto per i suoi database sugli sport nordamericani) ha avviato il progetto FBref, che si appoggiava a StatsBomb per la fornitura del database. La nascita del sito portava con sé una serie di novità importanti. Su tutte: l’implementazione di statistiche avanzate (che se già oggi sono difficili da reperire in maniera completa ed esaustiva, potete immaginare nel 2018). Nel 2022, in linea con i suoi valori, la fornitura dei dati è passata da StatsBomb a Opta in modo da estendere il database anche oltre i cinque principali campionati europei e, soprattutto, arrivando ad includere anche il calcio femminile.

Questo sodalizio ha rappresentato negli ultimi anni un porto sicuro per gli appassionati, portando dati in modo rapido, accessibile, esaustivo e indiscriminato a chiunque. Il 20 gennaio si è però interrotto il rapporto tra Opta e FBref, limitando il database ai dati più basilari e privandolo invece delle statistiche avanzate fondamentali nelle analisi più complesse.

Perché Opta ha staccato la spina?

Le motivazioni dietro la decisione non sono ancora chiare. FBref ha annunciato l’interruzione del rapporto con una nota sul suo sito, nella quale si evidenzia una richiesta da parte di Opta (pervenuta una settimana prima) di rimuovere tutti i suoi dati e di interromperne la fornitura per il futuro. Alla base di questa decisione erano una serie di presunte ripetute violazioni dell’accordo tra le due aziende. FBref si è detto sorpreso dalla richiesta, dichiarando di aver operato in buona fede dal principio della collaborazione. L’azienda americana sostiene di aver gestito “i siti in modo coerente e costante sin dalla loro creazione (ben prima della firma di questo accordo) fino ad oggi” e di aver “sempre accolto con favore discussioni aperte e franche su come i siti operano”. In altre parole: non avendo cambiato uso e destinazione dei dati, o l’utilizzo è sempre stato in violazione dell’accordo, o non lo è neanche ora. 

Il più celebre adagio di Giulio Andreotti recitava “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Chi appartiene a questa scuola di pensiero storcerà il naso a scoprire che il 12 gennaio – una settimana prima dell’interruzione del rapporto tra Stats Perform e Sports Reference, e proprio negli stessi giorni in cui i primi comunicavano la volontà di interrompere immediatamente la partnership – la FIFA annunciava Stats Perform come suo “official worldwide betting data and betting streaming rights distributor. Opta si occuperà quindi della raccolta dei dati FIFA e della loro distribuzione mondiale a tutti gli operatori nel mondo delle scommesse, potendo contare soprattutto sull’esclusiva del mondiale 2026.

Molti utenti sui social network hanno suggerito un nesso tra le due notizie, con i più maliziosi a sollevare l’ipotesi che fossero proprio i bookmaker ad avanzare questa richiesta ad Opta per limitare le informazioni ai giocatori – un giocatore meno informato è anche un giocatore meno razionale – limitando quindi le perdite dal gioco.

FBref faceva concorrenza a Opta?

In difesa di Opta c’è chi ha fatto notare che i contenuti di FBref fossero “assurdamente facili da estrarre” per via della struttura del sito, permettendo alle aziende di bypassare il fornitore completamente. Sebbene sia almeno in parte vero, bisogna ribadire che la struttura dei siti di SportsReference è la stessa da ventisei anni, ed è strano che Stats Perform si sia accorto di questa vulnerabilità informatica solo oggi, dopo tre anni di partnership.

È da notare che altri portali, come Fotmob, hanno sempre offerto servizi simili, ma con un controllo “soft” sull’estrazione dei dati. Questo avviene tramite scelte strutturali – distribuendo i dati su pagine diverse e non su maxi-tabelle come nel caso di FBref – e con strumenti informatici quali il “rate limiting”, limitando il numero di accessi degli utenti (anche se negli ultimi tempi era una pratica implementata anche su SportsReference). 

Bisogna però sottolineare che la forza di FBref, rispetto alla concorrenza, era proprio la completezza e l’accessibilità del sito, permettendo ai suoi utenti di estrarre rapidamente grandi campioni di dati in tabelle traslabili su strumenti come Excel. Se poi queste situazioni erano effettivamente diventate un ostacolo alla continuazione della partnership, è strano che Stats Perform abbia deciso di interromperla senza prima provare a rinegoziare o ristrutturare l’accordo, cosa che SportsReference si era detta aperta a fare.

È altresì importante evidenziare che FBref (per struttura e per contenuti) agiva principalmente come database riservato agli appassionati, mentre Opta rimane una piattaforma specializzata per gli addetti ai lavori. Mentre i servizi di Stats Perform sono più ampi e cuciti su misura per le esigenze del cliente (con piani tariffari dedicati agli addetti ai lavori e non ai singoli utenti), la natura gratuita di FBref portava con sé un contenuto più grezzo, quasi enciclopedico. Essendo quindi due tipi di clientela molto diversi, è difficile pensare che il lavoro di FBref generasse un danno a Opta, anche solo nella “sottrazione” degli utenti – cosa che potrebbe ovviamente cambiare se Opta decidesse di istituire un piano tariffario individuale.

Cosa significa per il mondo dell’informazione calcistica

La notizia è stata accolta con grande tristezza sui social network, che probabilmente erano il feudo principale di supporto a FBref. Se infatti gli addetti ai lavori, inclusi i grandi portali mediatici, si sono sempre affidati direttamente a portali specializzati a pagamento (che il più delle volte offrono servizi dedicati più articolati e avanzati), FBref rappresentava un salvagente per tutti.

«Sinceramente sono molto dispiaciuto per questa notizia, prima di tutto a livello personale perché per me FBref è stato l’inizio di tutto: i primi tweet, i primi grafici e le prime analisi li ho fatti utilizzando i dati che ricavavo da lì. Con ogni probabilità senza una risorsa del genere non avrei mai iniziato questo percorso e non avrei mai fatto della match analysis il mio lavoro», ci ha raccontato Marco Lai, oggi Head of Analysis al Kolding, in Danimarca, dopo due anni da Match Analyst del Cagliari primavera. 

La storia di Marco è testamento della forza di uno strumento come FBref nelle mani giuste, e del bene che ha fatto al movimento in generale: «Online ci sono tantissime persone che fanno divulgazione di alto livello (così come tantissimi altri che li usano a sproposito per fare interazioni facili, ma preferisco focalizzarmi sui lati positivi) e aiutano a capire meglio il calcio. Togliergli i dati significa abbassare la qualità dei contenuti che circolano».

Se a uscirne ferita è stata la divulgazione – senza FBref sarebbe crollato drasticamente il livello delle analisi che in questi due anni vi abbiamo portato – non possiamo ignorare che il danno principale lo hanno patito gli appassionati. Uno strumento del genere inevitabilmente avvicinava gli utenti ad un livello superiore di interesse e di curiosità nei confronti del calcio, che ora rischia di perdersi. Come mi ha detto Marco, la differenza maggiore la vivranno «i semplici appassionati, che oggi sono sempre di più e non si limitano solo a guardare la partita, ma sentono il bisogno di approfondire con i numeri».

In una vicenda come questa, è difficile ignorare l’aspetto economico – forse quello più incisivo. L’ultimo intervento di Marco per questo è quello più avvilente, ma anche quello più realista: «Ormai avere dati di qualità sta diventando un lusso per pochissimi: o lavori già nel settore, o hai un budget importante per abbonamenti che ormai costano sempre di più. In un certo senso si può dire che stiamo perdendo quella democratizzazione del dato che aveva fatto fare un salto in avanti a tutto il settore».

La scelta di Stats Perform – per quanto non espressamente motivata – è difficile credere che non abbia ragioni prettamente finanziarie. Che queste derivino dall’accordo con la FIFA, dalle pressioni dei bookmakers o dal semplice desiderio di aumentare i guadagni, non penso sia importante. Il punto è che si è inevitabilmente finito con l’ergere barriere all’informazione, mettendo gli interessi economici e, più banalmente, l’avidità, davanti al desiderio di divulgare ed educare gli appassionati.