Coppa d’Africa for Dummies: Girone E

Il Mali che si candida a squadra rivelazione, la Tunisia detta “Uruguay d’Africa” e le storie di Namibia e Sudafrica.

Il gruppo E della Coppa d’Africa, pur non vedendo al suo interno alcuna tra le favorite per la vittoria finale, sembrerebbe andare verso un epilogo già scritto, ma le sorprese son sempre dietro l’angolo.

Tunisia – Les Aigles de Carthage

Le Aquile di Cartagine sono la terza squadra africana più in alto nel ranking FIFA (28° posto), ma vedendo i giocatori in rosa un terzo posto finale sembrerebbe abbastanza un miraggio per gli uomini di Jalel Kadri. Ma se una squadra viene chiamata “l’Uruguay d’Africa”, occorre sempre stare attenti, ed il coach ha dichiarato l’obiettivo: semifinale o esonero.

Nonostante la vittoria contro la Francia nell’ultima giornata dei gironi dell’ultimo mondiale qatariota, tra i ventisette che hanno preso l’aereo per la Costa d’Avorio non spicca neanche un nome importante, con la presenza della nostra conoscenza Hamza Rafia (tra i tanti prodotti della Juventus Next Gen che si stanno mettendo in mostra in questa Serie A), Anis Slimane, da questa estate in Premier con lo Sheffield, ed Laidouni (che difende i colori dell’Union Berlino) e Skhiri (anche lui in Bundesliga, con la maglia dell’Eintracht). Quattro giocatori di certo non eccezionali, per di più tutti mediani o centrocampisti centrali. Insomma, la Tunisia dovrà mettere la quantità davanti alla qualità.
Davanti le speranze tunisine saranno sicuramente affidate al sempreverde Youssef Msakni, quinto miglior marcatore di sempre per le Aquile e rinominato “il Messi del deserto”, e all’esterno Achouri, giocatore più tecnico della squadra.
Tra le ex conoscenze della Serie A troviamo anche il terzino Kechrida, non così rimpianto dai tifosi della Salernitana, mentre menzione d’onore merita il terzino sinistro Ali Maaloul, che vanta più di 90 reti in carriera.

Ciò che invece balza immediatamente all’occhio sono le assenze tra i convocati di Khazri, che si è ritirato dalla Nazionale dopo il Mondiale 2022, e di Hannibal Mejbri, classe 2003 del Manchester United che avrebbe dovuto sfruttare la Coppa d’Africa per mettersi definitivamente in mostra, ma che ha preferito rifiutare la convocazione in quanto “non pronto ad aiutare la squadra” per via delle trame di mercato che lo vedono salutare Old Trafford in prestito in direzione Siviglia. 

Il coach Kadri si affiderà sicuramente al suo classico 4-3-3, pronto all’occorrenza a diventare un 3-4-3. Ciò significa che uno tra i quattro centrocampisti sopra menzionati sarà costretto a sedersi in panchina.

Formazione probabile: Ben Said; Kechrida, Talbi, Meriah, Maaloul; Rafia, Skhiri, Slimane; Msakni, Jouini, Achouri.

Mali – Les Aigles

Una squadra a cui bisogna prestare seriamente attenzione è il Mali, che potrebbe vincere il raggruppamento e ben sperare per una sorpresa finale: il miglior risultato di sempre è la finale persa nel 1972, seguito dai terzi posti del 2012 e 2013. La squadra maliana è chiamata a vendicare l’eliminazione subita proprio dalla Tunisia allo spareggio per il Mondiale in Qatar, in quella famosa partita in cui l’arbitro fischiò due volte la fine in netto anticipo (ahh, che belle le partite tra squadre africane). Il futuro del Mali si prevede prospero, grazie al terzo posto al Mondiale U17 dello scorso anno e ai quarti di finale raggiunti al Mondiale U20 nel 2019.

Il CT Eric Sekou Chelle ha a disposizione una rosa amplissima, piena di giocatori affermati e talenti pronti a sbocciare, nonostante l’impossibilità di convocare El Bilal Tourè, fermo a Bergamo per infortunio dall’estate (seppur Chelle abbia chiaramente accusato l’Atalanta di non averlo fatto rientrare per impedirne la convocazione), il centrocampista del Wolverhampton Boubacar Traore, Cheick Doucoure del Crystal Palace e la punta Ibrahima Koné, miglior marcatore della squadra.

Anche il Mali, come la Tunisia, si schiera con un fisico 4-3-3 (alle volte modificato in 4-2-3-1), potendo contare su un assoluto dominio a centrocampo grazie alla presenza di Yves Bissouma, il più forte tra i 27 maliani che torna in Costa d’Avorio, Paese in cui è nato prima di trasferirsi in Mali, Amadou Haidara, giocatore ora al Lipsia plasmato dall’universo Red Bull, ormai autentica certezza quando si tratta di formare talenti, e di uno tra Mohamed Camara del Monaco e Lassana Coulibaly della Salernitana. Ma attenzione al 2003 Kamory Doumbia, jolly di centrocampo che si candida al ruolo di wonderboy della competizione: con 5 gol e 2 assist in 12 partite in Ligue 1 sta guidando il Reims alla caccia di un sogno chiamato Europa, e siamo pronti a scommettere che in caso di ottime prestazioni nell’imminente Coppa d’Africa il prossimo anno vestirà una maglia più prestigiosa. 

Davanti, complice l’assenza di Toure, l’attacco sarà guidato da uno tra Ibrahima Sissoko, titolare negli ultimi match, ed il ventiquattrenne Sekou Keità, anche lui facente parte del mondo Red Bull, ma con la maglia Salisburgo. Sulle fasce invece agiranno Moussa Doumbia, ora in Arabia dopo aver girato con scarso successo l’Europa con le maglie di Reims e Rostov, e uno tra Diabatè e Sinayoko. Nella linea difensiva l’unico giocatore degno di nota è infine il capitano Hamari Traorè, terzino destro della Real Sociedad.

Formazione probabile: Diarra; Traoré, Sacko, Niakaté, Dante; Bissouma, Haidara, Coulibaly; Boumba, Sissoko, Diabaté.

Namibia – The Brave Warriors

Per la quarta volta nella storia la Namibia, nazione indipendente dal Sudafrica dal 1990, si è qualificata per la Coppa d’Africa, manifestazione nella quale non è mai riuscita a superare il primo turno. 

La qualificazione della Namibia a questa coppa d’Africa è una delle storie più assurde di sempre: nel 2019 il campionato nazionale si ferma per via di attriti tra la Namibia Premier League e la Namibia Football Association, risolti solamente nel 2022 con la cancellazione della prima e la creazione di una nuova lega. Tre anni senza campionato, con i giocatori che si presentano alle qualificazioni in condizioni pietose. Oltre a ciò, l’impossibilità di giocare le partite in casa per il mancato rispetto degli standard internazionali da parte del Sam Nujoma Stadium.

Ma nulla è impossibile per coloro che vengono chiamati i Guerrieri coraggiosi: pareggiando l’andata con il Camerun e vincendo il ritorno per 2-1 hanno superato il Burundi nell’unico girone di qualificazione a tre squadre (il Kenya è stato infatti squalificato dalla FIFA per diverse irregolarità), ed adesso gli uomini guidati da Collin Benjamin (probabilmente l’unico Namibiano conosciuto in Europa grazie alle 146 presenze con la maglia dell’Amburgo) sono pronti a stupire il mondo. 

La stella della squadra è la punta Peter Shalulile, capace di segnare in tutti i match delle qualificazioni e considerato uno dei giocatori più forti a giocare nel continente. 

“Cameroon who? Bring on Brazil!” titolava al momento della qualificazione il quotidiano namibiano. Qualità? Poca. Paura? Nessuna.

Probabile formazione: Kazapua; Nyambe, Gebhardt, Haoseb, Hanamub; Hotto, Katua, Shitembi, Iimombdi; Prins Tijueza; Shalulile.

Sudafrica – Bafana Bafana

Come uno scherzo del destino, nello stesso girone della Namibia capita il Sudafrica, in uno scontro che sarà segnato dalla componente emotiva. 

I ricordi di Tshabalala alla Coppa del Mondo 2010 o del sedicesimo posto nel ranking FIFA del 1996 sono ormai ben lontani, ma (forse in maniera inspiegabile) intorno ai Bafana Bafana (“i nostri ragazzi”) c’è un’aria di ottimismo.

La forza della squadra risiede nel fatto che più di metà della rosa difende la maglia di Mamelodi Sundowns, costituendo così una specie di Club-Nazionale all’interno del campionato: non a caso, 8 degli ultimi titoli sudafricani son stati vinti proprio dal club in questione. 

I due calciatori più rappresentativi non prenderanno però parte alla manifestazione: Lebo Mothiba dello Strasburgo si è infatti rotto il tendine rotuleo il mese scorso, mentre la punta del Burnley Lyle Foster non è stato convocato in quanto affetto da depressione, tema fortunatamente molto caldo in Inghilterra, dove è rimasto per seguire le cure del caso (nonostante le tensioni sorte in Sudafrica per questa scelta). 

L’allenatore Hugo Broos (ex nazionale belga) ha avuto molti problemi di adattamento, venendo costretto a piegarsi ai dettami tattici dati dalla Federazione, finendo per schierare un 4-2-3-1 molto fisico, con poche qualità ma anche pochi punti deboli.

Probabile formazione: Williams; Mudau, Mvala, Xulu, Modiba; Sithole, Mokoena; Tau, Zwane, Morena; Lepasa.

Cose random da sapere sul Girone D:

Nome più bello: Oswin Appollis / Prins Tijueza

Giocatore da tenere d’occhio: Camory Doumbia (Mali)

Favorita: Mali

Maglia da comprare per il prossimo calcetto: Mali