Corsa salvezza: chi saluta la Serie A?

Sette squadre in lotta per la salvezza, in una delle corse più appassionanti di sempre: analizziamo chi ha più possibilità di salvarsi.

La corsa per lo scudetto negli ultimi anni si è ridotta ad una mera formalità, con l’Inter che, come il Napoli di Spalletti, ha dominato in lungo ed in largo il campionato, laureandosi Campione d’Italia con addirittura cinque giornate di anticipo. A tenere alto il livello di suspence della Serie A ci pensano la lotta per i piazzamenti in Champions League (complice il quinto posto ottenuto dall’Italia), ma soprattutto la terribile battaglia per la salvezza, che stagione dopo stagione regala sogni e, a volte tragiche, emozioni.

Dal 7% della Salernitana di Sabatini allo spareggio tra Spezia ed Hellas condito dal salvataggio di mano di capitan Faraoni sulla linea di porta, l’epica ha già in passato avvolto questa corsa per non finire nelle ultime tre posizioni. A lungo si è parlato di “quota 40”, ma a ben vedere nelle ultime nove stagioni la media punti necessaria per non retrocedere è stata di soli 36 punti, verosimilmente l’obiettivo da raggiungere anche quest’anno (seppur sembrerebbe che possano bastarne anche di meno). La grande differenza con le stagioni passate? Al momento abbiamo ben sette squadre in lotta per evitare di riservarsi i due posti al fianco di Caronte nella traversata verso l’Inferno (o per accaparrarsi il famoso paracadute, chi lo sa).

20° Salernitana  – 15 punti

Parlare di Salernitana nella lotta salvezza è ormai un’utopia, essendo i granata ad un match dalla matematica retrocessione, con i remi tirati in barca da qualche mese. Cosa ha portato a questo tracollo della società di Iervolino, che solamente una stagione fa chiudeva l’anno con ben 11 punti sopra la salvezza? La prima grande motivazione di questo crollo è sicuramente il caso Boulaye Dia. L’attaccante senegalese, dopo aver trascinato la Salernitana con 16 reti, chiede la cessione al Wolverhampton a pochi giorni dalla fine del mercato, scatenando le ire del DS Morgan De Sanctis verso società e giocatore: da lì in poi il declino tra infortuni ripetuti ed il rifiuto di entrare in campo contro l’Udinese, finendo fuori rosa con sole quattro reti in stagione.

Altro fattore decisivo di questa disfatta della Salernitana è stata poi la gestione tecnica: comincia la stagione Paulo Sousa, sostituito ad ottobre da un Filippo Inzaghi che non ottiene i risultati sperati. Al momento decisivo, con la Salernitana ultima ma ancora in corsa per una disperata rimonta, Inzaghi viene giustamente sollevato dall’incarico, ma all’Arechi viene chiamato a sorpresa Fabio Liverani: un punto in cinque partite e squadra affidata a Stefano Colantuono, già a libro paga. Neanche il ritorno di Sabatini ha sortito gli effetti sperati. Il DS si affida infatti a Manolas e Boateng (che insieme a Fazio compongono una linea di giocatori usciti dai radar da qualche tempo), vedendo sfumare niente meno che Sakho (si, quel Sakho, che gioca ancora ed era pronto ad arrivare in Serie A). La matematica retrocessione arriverà probabilmente il prossimo week end, e non possiamo che augurare alla spettacolare Curva Siberiano di poterli nuovamente ammirare nella massima serie.

19° Sassuolo – 26 punti

Ecco una posizione in classifica che nelle famose griglie di inizio stagione nessuno avrebbe mai immaginato. Il Sassuolo, sorpresa degli ultimi dieci anni, rischia fortemente di tornare in Serie B per la prima volta in quasi undici anni. Sembra però che in Lega Serie A questa eventualità farebbe storcere fortemente il naso, per via degli investimenti del gruppo Mapei.  

Individuare le motivazioni di questa posizione in classifica non è facile, trattandosi di un mix di fattori negativi che hanno portato la squadra neroverde così in basso. La chiave principale è sicuramente il duplice infortunio di Mimmo Berardi: il fantasista italiano ha giocato solamente 17 partite, nelle quali ha messo a segno 9 reti e 3 assist. A ciò va aggiunta la partenza di Frattesi, giocatore non sostituito per caratteristiche, e l’interrogativo Laurientè: da sempre discontinuo, per molti sta disputando una stagione al di sotto delle aspettative, ma a ben vedere ha segnato solamente tre reti meno della scorsa stagione (seppur con cinque partite giocate in più). Rimane la certezza che, soprattutto con l’infortunio di Berardi, avrebbe dovuto caricarsi la squadra sulle spalle, mentre sembrerebbe finito schiacciato dal peso delle responsabilità. A nulla è servito il cambio di allenatore da Dionisi a Ballardini, un mago della salvezza.

Il calendario non sembra sorridere agli emiliani: Fiorentina in lotta per l’Europa, Inter già campione ma che vorrà vendicare l’unica sconfitta stagionale, Genoa a Marassi, scontro diretto con il Cagliari e Lazio che potrebbe essere ancora in lotta Champions all’ultima. Se dovesse esser confermata la proiezione della quota salvezza a 36 punti la situazione sarebbe tragica.

18° Frosinone – 28 punti

Una neopromossa che si affida ad Eusebio di Francesco e decide di agire sul mercato andando a costruire la rosa con un mix di giovani funzionali ma poco esperti (Soulè, Kaio Jorge, Barrenechea, Reinier) e giocatori con qualche partita in più sulle gambe ma mai veramente brillanti in Serie A (Cheddira, Harroui, Marchissa) sembrava una storia già scritta. Per molti i ciociari erano destinati a retrocedere senza appello e con l’ennesimo esonero per l’allenatore pescarese.

La ricetta, complice la forza del gruppo capitanato da Mazzitelli, sembra invece funzionare ed il Frosinone a novembre è addirittura decimo in classifica. A tratti il Frosinone gioca divinamente, e sembra poter essere la sorpresa della stagione, con un Soulè sempre di più “dybalesco”. Poi arriva il calo fisiologico dell’argentino, mentre lì davanti Kaio Jorge, Cheddira e Cuni litigano con la porta: arriva una sola vittoria in venti giornate e la situazione diventa pesante. Quattro pareggi nelle ultime quattro partite hanno ridato speranza, e guardando il calendario i ciociari possono sperare: ritorno alla vittoria necessario contro la Salernitana, scontri diretti con Empoli ed Udinese intervallati dall’Inter e dal Monza (che non si gioca più niente).

Per raggiungere quota 36 punti serve battere i granata e poi fare cinque (meglio sei) punti, preferibilmente negli scontri diretti, ma potrebbe bastare a salvarsi anche solo battere Salernitana ed Udinese. Ci riuscirà una squadra con uno stato di forma così negativo? Glielo auguriamo.

17° Udinese – 28 punti

L’Udinese ha deciso di esonerare Cioffi affidandosi a Fabio Cannavaro, una scelta alquanto rischiosa che rischia di far scopa con quanto fatto dalla Salernitana con Liverani. Per Cioffi è stata fatale la sconfitta al 93’ nello scontro diretto a Verona, mentre Cannavaro ha esordito contro la Roma con il gol subito all’ultimo secondo, sempre su calcio d’angolo. I punti persi oltre l’ottantesimo minuto son diventati così 20 per i friuliani, un numero che fa impressionante per quella che poco più di un anno fa era sembrata una squadra inscalfibile anche e soprattutto dal punto di vista della tenuta mentale.

Oltre questa fatale mancanza di concentrazione a Cioffi è sicuramente da imputare la gestione di Lazar Samardzic, un giocatore dal carattere difficile ma dalle qualità fuori dal comune. I talenti di questa portata, soprattutto in una squadra dal tasso tecnico ridotto, hanno bisogno di centralità nel progetto, e l’obiettivo deve essere il cucirgli addosso il miglior abito possibile. Farlo agire da mezz’ala con compiti difensivi probabilmente non è stata la scelta migliore; avvicinarlo alla porta invece avrebbe quantomeno alzato il tasso tecnico del reparto offensivo bianconero, al momento il terz’ultimo attacco della Serie A.

Le colpe comunque non sono certamente tutte di Cioffi: il giochino della famiglia Pozzo con il Watford questa volta ha lasciato più di qualche lacuna. Il capitano Pereyra inizia la stagione da svincolato, ri-firmando con il club friulano dopo l’inizio del campionato, mentre Beto viene ceduto all’Everton senza essere veramente sostituito. Arrivano una serie di acquisti esotici, che per motivi diversi non pagano come sperato; Brenner si infortuna subito (giocatore interessantissimo ma che non sarebbe comunque stato pronto) così come Davis (acquisto di cui invece fatichiamo a trovare una ratio), dovendosi l’allenatore romano affidare esclusivamente a Lucca, che prima di quest’anno non aveva mai calcato un campo di Serie A. Fabio Cannavaro affronterà in serie Bologna e Napoli, per poi giocarsi tutto negli scontri diretti con Empoli, Lecce e Frosinone. Il calendario dice che la salvezza è ancora possibile andando forte negli scontri diretti, coviamo qualche perplessità su cosa dirà il campo.

16° Empoli – 31 punti

Il sedici gennaio l’Empoli si trovava penultimo a cinque punti dalla salvezza e la famiglia Corsi cambia le carte in tavola, allontanando a malincuore Andreazzoli (che a sua volta aveva già sostituito Zanetti dopo il tragico 0-7 contro la Roma) per prendere il mago della salvezza Davide Nicola, anticipando, non di certo a caso, di qualche giorno il cambio panchina della Salernitana. La squadra non è terribile, ma davanti i gol non arrivano essendo Caputo e Destro ormai lontani dai fasti di una volta. Cambiaghi sembra sempre lì lì per esplodere ma il suo talento innegabile sembra sempre fermarsi ai 7,32 metri della linea di porta. L’assenza di Vicario inizialmente ha un impatto, ma dopo qualche mese Caprile riesce a prendersi il posto da titolare a svantaggio di Berisha.

Con l’arrivo di Nicola, a fronte della cessione di Baldanzi arriva dal mercato di gennaio anche Mbaye Niang, ad oggi trascinatore assoluto del club toscano, verso una salvezza che sembrava ormai insperata. L’Empoli con l’organizzazione di Nicola subisce meno gol, e grazie alle reti di Niang ottiene 18 punti in 13 partite. Adesso lo scoglio più difficile, perché il calendario non aiuta: Atalanta, Lazio e Roma in piena lotta Champions intervallate dagli scontri diretti con Frosinone e Udinese. Con Davide Nicola tutto è possibile, guai a chi lo dimentica, e forse vincere anche solo gli scontri diretti dovrebbe bastare, anche se siamo convinti che nessuna delle tre big avrà piacere ad affrontare i toscani.

15° Verona – 31 punti

E eccoci arrivati alla vera storia di questo campionato, una di quelle che si ricorderanno sui libri di epica calcistica e che probabilmente finirà in qualche “Federico Buffa Racconta”. A dicembre, in seguito ad un’indagine per bancarotta, la Procura di Bologna dispone il sequestro preventivo del 100% delle quote dell’Hellas Verona. Di lì a pochi giorni l’Hellas vende in ordine: Hien, Faraoni, Terracciano, Günter, Ngonge, Doig e Djuric, seguiti poi da altre cessioni minori e smantellando la squadra in un’ottica di massimizzazione degli incassi. Dal mercato arrivano giocatori interessanti ma poco conosciuti, dei quali solo Tijjani Noslin sembra lasciare un segno (tenete un occhio su Elayis Tavsan, segnatevelo per le prossime stagioni). La direzione sembra segnata, soprattutto considerando l’ingente somma che la società incasserebbe con il “paracadute” in caso di retrocessione.

Come la storia del calabrone che non ha la struttura fisica per volare ma non lo sa e vola lo stesso, l’Hellas non si è lasciato abbattere ed ha scalato la classifica nel 2024. Adesso però, dopo la vittoria nello scontro diretto grazie al gol di Coppola (ragazzo veronese, perché l’epica deve restare tale), arriva la vera prova di maturità: Lazio, Fiorentina, Torino, Salernitana ed Inter gli ultimi cinque incontri per cercare la salvezza. Battere la Salernitana e ottenere almeno un’altra vittoria è l’imperativo, considerando anche l’elevato numero di scontri diretti delle avversarie.

14° Cagliari – 32 punti

Sir. Claudio Ranieri la scorsa stagione è stato chiamato per riportare il Cagliari in Serie A, obiettivo prontamente centrato, cercando poi di difendere la categoria in questa stagione, nonostante una squadra che di certo non è tra le più attrezzate. Dopo un avvio di campionato difficilissimo (la prima vittoria è arrivata alla decima giornata grazie alla rimonta folle con il Frosinone) la squadra sarda si è unita attorno alle qualità umane del proprio allenatore (rifiutandone anche le dimissioni), cercando passo dopo passo di invertire la rotta. Nelle ultime 9 partite il Cagliari ha perso una sola volta, raccogliendo tre vittorie e cinque pareggi. Se Zito Luvumbo è l’idolo di casa, la forza della squadra rimane un gruppo solido in cui nessun singolo viene prima del collettivo. Adesso le ultime fermate si chiamano Genoa, Lecce, Milan, Sassuolo e Fiorentina, e il traguardo è davvero ad un passo.

13° Lecce – 35 punti

Inserire il Lecce in questo articolo è forse ormai superfluo, grazie al 3-0 secco rifilato al Sassuolo nell’ultimo fine settimana. Il risultato di Reggio Emilia ha lanciato il Lecce a +7 per una salvezza che sembra ormai a un passo. Anche in Salento, come a Frosinone, la partenza di campionato aveva fatto sperare in qualcosa di grande, con i giallorossi che hanno raccolto addirittura 11 punti nelle prime cinque partite (affrontando, tra le altre, Lazio e Fiorentina). Di lì in poi un’inversione di tendenza, complice un feeling con D’Aversa che non è mai veramente scoccato. Le prime difficoltà per Krstovic, la cessione del capitano Strefezza e un Baschirotto meno Hulk e più Bruce Banner hanno portato all’esonero dell’allenatore abruzzese.

L’arrivo a Lecce di Luca Gotti segna un importante cambio di tendenza, che con la sua pragmaticità chiude la porta dei salentini: sotto la sua gestione il Lecce ha infatti subito gol solamente in una partita (la sconfitta netta con il Milan), raccogliendo 10 punti negli altri quattro incontri. Le prossime tre partite definiranno il futuro del Lecce, che affronterà il Monza e poi gli scontri fondamentali con Cagliari ed Udinese, prima di Atalanta e Napoli alle ultime due. Con ogni probabilità per raggiungere la salvezza basteranno pochi punti, ovviamente meglio se con Udinese e Cagliari.

Cosa dice la redazione?

AUTORE20°19°18°
Andra Maria BianchiSalernitanaSassuoloUdinese
Francesco MartiniSalernitanaSassuoloUdinese
Giovanni ScialpiSalernitanaSassuoloUdinese
Leonardo SabainiSalernitanaFrosinoneUdinese
Michele AntinucciSalernitanaSassuoloFrosinone
Pierluca Rossi DoriaSalernitanaSassuoloUdinese