Le possibili sorprese di Euro2024 – Gruppo F

Il girone E vede il Portogallo inseguito da Georgia, Repubblica Ceca e Turchia. Per conoscere meglio queste squadre partiamo dai nomi che in Italia forse non sono ancora arrivati.

L’Europeo sta per iniziare e voi non siete affatto preparati? Non importa, con questa guida vi racconteremo i giocatori più interessanti che (forse) ancora non conoscete. Così quando alla grigliata inaugurale sentirete parlare dei Mbappe, dei Musiala e dei Bellingham, voi potrete rilanciare con aria di sufficienza alcuni dei nomi più hipster del torneo.


Semih Kılıçsoy – Turchia / Besiktas

Insieme a Güler e Yıldız, Kılıçsoy chiude il trio della golden generation turca del 2005. Se i primi due li conosciamo molto bene, l’attaccante del Besiktas è ancora un nome per gli aficionados di Football Manager. Con 11 gol e 3 assist (messi a referto praticamente tutti nella seconda metà di stagione) quest’anno il diciottenne turco si è preso l’attacco del Besiktas e la convocazione in nazionale. L’Europeo sarà la prima apparizione in un torneo ufficiale con la nazionale maggiore, ma se il buongiorno si vede dal mattino i 23 gol in 29 presenze con le selezioni giovanili promettono molto bene. 

Alto qualche centimetro sotto il metro e ottanta, Kılıçsoy è un attaccante atipico. Quasi ambidestro, abbina i movimenti in area del centravanti navigato alla tecnica nello stretto del numero dieci. Ama venire fuori per sfruttare le sue qualità associative, spesso svuotando l’area per facilitare gli inserimenti dei compagni. Ha una buona tecnica di calcio, mentre il baricentro basso gli permette di spostarsi la palla rapidamente in area per cercare anche angoli complicati. La spaventosa forza nelle gambe gli permette di compensare per il mismatch fisico anche con i difensori più imponenti. La concorrenza davanti è fitta, ma la sua versatilità gli permette anche di combinarsi anche con un centravanti di peso più tradizionale. Il CT Montella – che da giocatore aveva qualità anche abbastanza simili a lui – ha fatto capire di apprezzarne le qualità, quindi non escludiamo di vederlo all’opera in questo torneo.

Probabilità di giocare: 5/10

Aura: 8/10

Ci ricorda: Sergio Agüero

Scenario migliore: La Turchia rimbalza sul muro georgiano, Montella si gira e manda a scaldarsi Kılıçsoy per sostituire uno spento Yılmaz. Al suo ingresso le sue combinazioni nello stretto con Yıldız e Güler creano spazio per l’inserimento di Aktürkoğlu che trova l’1-0. Con il Portogallo Montella lo mette in campo dall’inizio insieme a Yılmaz che viene incaricato di fare a sportellate con Ruben Dias. Kılıçsoy è così più libero di giocare senza dare punti di riferimento e trova prima il gol dell’1-1 in mischia, per poi mettere a sedere Pepe con una finta in area che lo costringe al fallo. Calhanoglu dal dischetto è freddo come sempre e la Turchia si ritrova a sei punti nelle prime due giornate. La vetta del girone dipende dalla partita con la Repubblica Ceca, ma l’attaccante del Besiktas risponde presente con una doppietta facendo l’esultanza dell’aeroplanino. La Turchia è la sorpresa del torneo, trascinata dai suoi giovani talenti supera la Slovenia agli ottavi e il Belgio ai quarti. Si arrenderà solo alla Germania in semifinale, ma verrà negli anni ricordata come la squadra cult della competizione.

Scenario peggiore: Montella continua a preferirgli i centimetri di Yılmaz e Yıldırım e quindi Kılıçsoy trova solo spazio nei minuti finali. I turchi escono a sorpresa dal girone. Manca sempre della qualità nelle giocate finali, ma l’attaccante del Besiktas è ancora troppo acerbo fisicamente per reggere lo scontro fisico a questi livelli. Non è una bocciatura, è solo rimandato.

Sente la porta da qualsiasi angolo.

Joao Neves – Portogallo / Benfica

Maglia dentro i pantaloncini da leggenda degli anni ottanta e faccia da bambino spaesato al primo giorno di liceo, João Neves è uno splendido controsenso. Per il regista del Benfica questa è stata la stagione della consacrazione, con le sue grandi prestazioni che gli sono valse la Top XI del campionato portoghese e gli occhi di mezza Premier.

Neves è un regista basso e compatto che ha qualità importanti in entrambe le metà del campo.  Dà costantemente l’idea di essere troppo corto, che i suoi centimetri non bastino mai a tenere il passo degli adulti, ma è un combattente feroce, che compensa alla mancanza di centimetri con tanto cuore e un ottimo tempismo negli interventi, soprattutto in scivolata. 

Le sue qualità migliori però emergono con il pallone, soprattutto da quando ha ereditato da Enzo le chiavi del centrocampo del Benfica. Le statistiche raccontano di un giocatore incredibilmente devastante: Neves tra i pari ruolo è nel novantottesimo percentile per passaggi tentati a partita (80 p/90’), nel novantaduesimo percentile per passaggi riusciti (88%) e nel novantacinquesimo percentile per dribbling riusciti a partita (1,6 p/90’). In particolar modo è il dribbling la sua arma in più, vantando un arsenale molto vasto di finte e signature skill che gli permettono di superare regolarmente la pressione avversaria e aprirsi il campo per la giocata successiva. Nel centrocampo del Portogallo solo Bruno Fernandes sembra essere sicuro del posto, mentre lui se la vedrà con Vitinha, Palhinha e Nunes per una delle due maglie rimanenti.

Probabilità di giocare: 7/10

Aura: ∞/10

Ci ricorda: Enzo Fernandez

Scenario migliore: Un Portogallo in formato 2016 si ritrova anche un po’ fortunosamente in finale con l’Inghilterra. La partita è molto chiusa e equilibrata, ma uno strappo di Bellingham al 70’ sembra aprire il campo ai Tre Leoni. Neves lo rincorre disperatamente, e per colmare la distanza si lancia in una scivolata che sembra troppo corta, ma all’ultimo i suoi femori danno l’impressione di estendersi elasticamente di qualche centimetro e uncina un pallone insperato. Si rialza in un attimo e con una ruleta supera Rice, poi fa partire un lancio di trenta metri che libera Leão dal lato opposto del campo. Segue poi l’azione fino al limite dell’area, dove riceve la palla a rimorchio dall’ala del Milan e la rigira di prima a Ronaldo con uno scavetto che scavalca tutta la difesa e trova l’attaccante solo davanti al Pickford. Il Portogallo vince l’Europeo e Neves viene incoronato come miglior giovane.

Scenario peggiore: Contro la Repubblica Ceca il CT Martinez si gira verso la panchina e grida “Neves”, ma si alza Ruben, il centrocampista dell’Al-Hilal. João forse ha capito che l’allenatore si riferisse a lui ma è troppo timido per dire qualcosa, e questo siparietto si ripeterà per tutto il torneo con zero minuti giocati.

L’uso degli angoli per coprire il pallone col corpo e resistere alla carica di un giocatore più grosso è un esempio della maturità calcistica di Neves.

Martin Vitik – Repubblica Ceca / Sparta Praga

Finito anche sul taccuino del Napoli, il classe 2003 è uno dei giovani difensori più interessanti del torneo. Perno dello Sparta Praga con il quale ha vinto il campionato ceco quest’anno, Vitik è un difensore centrale col vizio del gol (tre quest’anno).

Fisico statuario (193 centimetri d’altezza), è un difensore centrale lontano dalle mode del centrale elegante che gioca a petto in fuori. Vitik non è il più tecnico dei difensori e non eccelle particolarmente nell’impostazione, ma compensa con un’intensità costante (per capirci, quando interviene si ferma sempre a imbruttire gli avversari che ha atterrato). Nonostante l’aggressività sa anche entrare in maniera molto pulita, trovando sempre il tempismo perfetto nell’intervento, ed è molto rapido e verticale nel primo passaggio. Di testa ai centimetri aggiunge un’importante elevazione e il giusto tempismo di inserimento, rendendolo una minaccia aerea costante. Il CT Hašek sembra preferirgli Hranac, quindi almeno inizialmente si accomoderà in panchina, ma non escludiamo di vedere stravolgimenti a torneo in corso.

Probabilità di giocare: 5/10

Aura: 7/10

Ci ricorda: Gianluca Mancini

Scenario migliore: Il CT Hašek gli preferisce Hranac; Vitik inizia quindi questo Europeo dalla panchina. Alla gara d’esordio però un 7-0 contro il Portogallo vale la bocciatura per tutta la difesa titolare e una rivoluzione per la partita successiva. Vitik si ritrova così titolare a marcare Kvaratskhelia, e dopo qualche iniziale titubanza si mette in tasca la stella georgiana. Al terzo intervento fa volare l’ala del Napoli con una spallata, per poi scavalcarlo con la prepotenza di Allen Iverson su Tyronn Lue nel 2003. Una frase di troppo fa perdere la testa al numero 7 che reagisce con un calcio e si fa espellere. Aurelio De Laurentiis dalla sua villa a Posillipo ride sguaiatamente e d’impulso stacca un assegno in bianco allo Sparta Praga per le prestazioni del ragazzo.

Scenario peggiore: Alla fine Hašek punta su Vitik e il 7-0 con conseguente bocciatura se lo prende lui. Sfortunato.

Il salvataggio è bello ma l’esultanza a fomentare tutta la curva è da predestinato.

Giorgi Mamardashvili – Georgia / Valencia

Unico portiere della nostra guida, Mamardashvili è uno dei portieri più sottovalutati del panorama internazionale. Ormai è nel mirino di diverse big, ma in Italia se ne parla ancora troppo poco. Il classe 2000 è anche ancora molto giovane, ma in questi anni in Spagna ha già dimostrato una crescita costante che lo ha reso uno dei portieri più forti della Liga.

La prima qualità che colpisce è la sicurezza nella distribuzione, grazie a una tecnica individuale tra le migliori al mondo. Tra i pali poi è impressionante; un mix di potenza e velocità che porta i suoi 199 centimetri a muoversi a velocità innaturali quando deve andare a terra. Quest’anno è stato il portiere in Liga che ha registrato la miglior overperformance, con una differenza di +11,3 tra post-shot xG e gol subiti. È anche un ottimo pararigori, che in una competizione come questa non fa mai male. Le rassegne internazionali ci hanno sempre abituato a exploit su exploit di fenomeni tra i pali, e se Mamardashvili sarà quello che abbiamo visto in campionato la Georgia rischia di essere la sorpresa del torneo.

Probabilità di giocare: 10/10

Aura: 6/10

Ci ricorda: Jan Oblak

Scenario migliore: Mamardashvili para il parabile e l’imparabile: con la Turchia ferma un rigore a Calhanoglu, con la Repubblica Ceca salva da pochi metri un colpo di testa di Hlozek e con il Portogallo leva dall’incrocio una rovesciata di Cristiano Ronaldo ancora più bella di quella contro la Juventus. La Georgia si qualifica agli ottavi dove trova l’Inghilterra; i georgiani riusciranno a resistere fino ai rigori, dove tre tiri dal dischetto parati da Mamardashvili non riescono ad evitare l’eliminazione dei suoi. 

Scenario peggiore: La Georgia subisce di media quindici tiri in porta a partita. Mamardashvili risulta primo per percentuale di parate, ma la Georgia riesce comunque ad essere eliminata subendo dodici gol in tre partite con il primato di peggior difesa del torneo.

Il miglior portiere in Liga?