Il Santos è morto, viva il Santos!

Cronistoria dell’anno più buio della storia del club paulista.

Si è concluso settimana scorsa il Brasileirão 2023, che ha visto consumarsi una vera e propria tragedia sportiva con il Santos come colpevole protagonista.
La squadra di Pelé infatti, la più amata universalmente da chi è devoto al calcio, è retrocessa per la prima volta nella sua storia. Quasi come uno scherzo del destino, nel primo campionato al quale Pelè non ha potuto assistere. Un dispiacere che non avrebbe potuto sopportare.

Per dare l’idea di quanto il Santos sia amato in Brasile basti citare l’indagine effettuata da Globo Esporte, la maggiore testata sportiva brasiliana, che ha stimato in 6,5 milioni il numero dei brasiliani che tifano per il Peixe, ciò a fronte di soli 450.000 abitanti della città che ha dato i natali a O’Rey. Purtroppo la storia non basta ed il Santos ormai da due lustri sta percorrendo una strada di triste declino culminata con l’umiliazione della retrocessione.

O’Rey con la maglia del Santos

Le cause della caduta ovviamente sono molteplici ma il dissesto economico e l’incompetenza dirigenziale sono le principali. Una società che affoga nei debiti, uno stadio, da chi scrive visitato personalmente, tanto glorioso quanto fatiscente, una dirigenza ancorata a vecchi sistemi ormai appartenenti ad un’altra era, soprattutto adesso che anche in Brasile sono sbarcati i magnati americani e le multinazionali (City Group e Red Bull in primis).

Non meno determinanti sono stati i continui avvicendamenti di direttori sportivi ed allenatori, dettati esclusivamente dagli umori dei risultati, con la lungimiranza degna di una talpa.

Tra le vittime di questi continui avvicendamenti si possono annoverare Paolo Roberto Falcão (esonerato sia come dirigente che come allenatore) e fior di allenatori. Basti pensare che nella stagione appena conclusasi sono stati ben quattro i diversi coach della squadra bianconera: aveva iniziato la stagione Odair Hellmann, esonerato in seguito all’eliminazione nel Paulistao, nella Copa do Brasil e nella Libertadores. A quel punto è stato scelto Paolo Turra, con i suoi metodi rigidissimi e la scelta di mettere fuori rosa Soteldo. Anche qui un fallimento, con la dirigenza che ha deciso di affidare la squadra a Diego Aguirre, durato solamente cinque partite e sostituito dal suo vice Marcelo Fernandes.

Scellerate anche le scelte di mercato, non ultimo il veto posto sulla cessione di Marcos Leonardo alla Roma, che avrebbe portato nelle casse del Peixe 18 milioni di euro, sicuramente sufficienti per sanare parte dei debiti e rinforzare enormemente la squadra. Invece purtroppo si è deciso di puntare su giocatori sul viale del tramonto quali Rincon, Dodò, Messias, Mendoza, Soteldo, tutti troppo vecchi o troppo “bolliti” per essere degni di vestire la camisa alvinegra. Sono stati infatti ben ventuno gli acquisti del Santos nell’ultimo mercato: una scelta folle quella di affrontare una stagione con solamente tre titolari che militavano nel club anche l’anno passato. Nelle prime diciannove partite del Brasileirao 2023 il Santos ha raccolto solamente 18 punti, mentre nel girone di ritorno, quando la squadra ha iniziato a conoscersi, il Peixe ha avuto un ruolino di marcia che sarebbe valso la decima posizione in classifica.

I 13 gol di Marcos Leonardo non sono bastati ad evitare la Serie B

Grande responsabilità spetta poi anche ai giocatori, che sono stati protagonisti di episodi surreali. Il condottiero difensivo Eduardo Bauermann, una delle poche certezze negli undici uomini che ogni volta andavano a comporre lo scacchiere bianconero, a giugno è stato sospeso per calcioscommesse, in seguito ad un cartellino giallo preso in accordo con degli scommettitori. Il mese successivo il già citato Soteldo si è rifiutato di partecipare all’allenamento dopo una sconfitta, venendo messo fuori rosa fino all’esonero dell’allora tecnico. Addirittura ad una settimana dallo scontro decisivo con il Fortaleza, costato la dolorosissima retrocessione, Marcos Leonardo e Jean Lucas (qualcuno lo potrà ricordare in Ligue 1 con le maglie di Lione e Monaco) si sono presentati in ritardo alla trasferta sul campo dell’Athletico Paranaense, finita con un netto 0-3.

Tra i tanti tifosi affranti da questa storica retrocessione c’è anche Neymar, la cui maglia è stata ritirata in seguito alla retrocessione in Serie B insieme alla storica 10 di Pelè. Il neo eletto presidente del club, Marcelo Teixeira, ha infatti dichiarato che le due iconiche maglie potranno esser vestite dai futuri talenti solamente una volta tornati in un campionato dignitoso. E chissà che quella 11 non possa tornare, in caso di immediata promozione, proprio sulle spalle di O’Ney, il cui amore con l’Arabia non è mai sbocciato.

Dodici anni dopo l’addio Neymar potrebbe tornare a vestire la maglia del Santos

La storia non basta, ma, da inguaribile boomer, mi piace pensare a questa retrocessione come un estremo gesto di umiltà compiuto nei riguardi di Edson Arantes do Nascimento da una squadra che non si sentiva degna di competere in un campionato che, in omaggio a Pelé recentemente scomparso, ha da quest’anno preso il nome di “Brasileirão Rey Pelé”.

Dale Santos, você voltará mais forte do que antes!