Marocco – I Leoni dell’Atlante
I padroni di casa inseguono un titolo che manca dal 1976, e mai come quest’anno sembra concreta la possibilità di riuscirci. Come nel 2023, anche in questa edizione il Marocco arriva alla rassegna comodamente in cima al ranking FIFA delle nazioni africane, e ESPN la mette in cima ai suoi power ranking del torneo. Al fattore casa – che in questa competizione è particolarmente incisivo, se pensiamo che undici volte chi ospitava il torneo lo ha poi vinto – si aggiunge poi la voglia di rivalsa per l’ultima edizione, finita anzitempo con una sconfitta a sorpresa contro il Sudafrica per 2 a 0.
In panchina troviamo sempre Regragui, che rispetto al 2023 si è portato diversi volti nuovi. L’esigenza di un ricambio generazionale si era fatta sentire in Costa d’Avorio e il tecnico marocchino è prontamente intervenuto, combinando lo zoccolo duro che si era prima messo in mostra in Qatar con le ultime espressioni della generazione dorata dei Leoni.
L’unica sorpresa è stata l’esclusione di Sofiane Diop, attaccante tuttofare del Nizza che negli ultimi anni si era messo in mostra in Ligue 1 e che da poco aveva guadagnato le attenzioni di Regragui. Si sono invece uniti alla spedizione in terra madre Brahim Diaz (che a metà 2023 ha scelto di vestire i colori marocchini e non quelli spagnoli) e i romanisti Anass Salah-Eddine (ora in prestito al PSV) e Neil El Aynaoui. La colonna vertebrale dei veterani della squadra – Bono tra i pali, Saiss e Aguerd al centro della difesa dietro a Ounahi e Amrabat a centrocampo – è rimasta la stessa, nella speranza di riavere il capitano Hakimi (ai box dopo un infortunio alla caviglia) a torneo in corso. Si è rinnovata invece la veste offensiva, con Saibari (ala del PSV, che in Costa D’Avorio era relegato alla panchina) sempre più al centro del progetto e il già citato Diaz ai lati di Rahimi, insediato dai sempreverdi El Kaabi e En Nesyri.
Il Marocco, come sappiamo, è una fucina di talenti infinita, e quindi non possiamo non citare tre diamanti acerbi ma già brillanti: Bilal El Khannous (centrocampista dello Stoccarda), Eliesse Ben Seghir e Chemsdine Talbi (ali di Leverkusen e Sunderland). Regragui è un allenatore storicamente pragmatico, e realisticamente si affiderà ai suoi giocatori di maggior esperienza, ma coviamo la speranza di vederli in campo.
La vittoria all’esordio con le Comore per 2-0 è stata più o meno positiva, con un tabellino che si può definire forse bugiardo (il rigore sbagliato in avvio di Rahimi sembrava generoso, e la rovesciata di El Kaabi, per quanto sia un marchio dell’attaccante dell’Olympiacos, ci è sembrata comunque particolarmente eccezionale.
Regragui punta forte sul 4-3-3 che ben si sposa con la tecnica dilagante di cui può godere la sua squadra, ma si trova comunque davanti a tanti ballottaggi e a qualche giocatore acciaccato, vedi Hakimi. Il CT marocchino è poi storicamente impulsivo, e ci aspettiamo dei colpi di scena anche a torneo in corso.
Probabile formazione: Bono; Hakimi, Aguerd, Saiss, Mazraoui; El Aynaoui, Amrabat, Ounahi; B. Diaz, Rahimi, Saibari.
Mali – Les Aigles (Le Aquile)
Il Mali vive uno strano limbo, perché se da un lato si presenta puntualmente alla rassegna con una rosa competitiva (a livello giovanile la selezione maliana continua ad ottenere risultati positivi), dall’altro non è ancora riuscita ad andare oltre il secondo posto del 1972.
La novità più grande è rappresentata dal nuovo commissario tecnico Tom Saintfiet. Il belga lo possiamo considerare un globetrotter del continente africano, con esperienze in Gambia, Togo, Malawi ed Etiopia. Il Mali è probabilmente la selezione più competitiva che è arrivato ad allenare, e la sua esperienza potrebbe tornare utile alle Aquile per capitalizzare su una generazione che in Europa continua a brillare.
Tra i giocatori da tenere d’occhio c’è sicuramente Yves Bissouma del Tottenham – numero 10 della selezione ora alle prese con un infortunio alla caviglia – e El Bilal Tourè, passato di recente da Bergamo. Meno conosciuto, ma molto interessante, è invece l’ala Dorgeles Nene, classe 2002 del Fenerbahce.
Il Mali parte indubbiamente dietro alle favorite, ma ha il potenziale per essere la sorpresa del torneo. Molto dipenderà dal rientro di Bissouma e dalla tenuta mentale di una selezione che sembra entrata in un loop di speranze disattese.
Probabile formazione: Diarra; W. Coulibaly, Diaby, M. Fofana, Dante; Sangare, Dieng, Doumbia; Sinayoko, E. Toure, Nene.
Zambia – Chipolopolo (I proiettili di rame)
Come nel 2023, anche quest’anno I Proiettili di Rame se la vedranno ai gironi con il Marocco, nella speranza che vada diversamente (in quel caso arrivarono terzi). La novità più grande è sulla panchina, dove Moses Sichone ha rilevato l’incarico da Avram Grant.
La squadra che avevamo informalmente incoronato come quella con il soprannome più bello del torneo – un nome dovuto alle vaste riserve di rame del paese – conta di rifarsi della delusione di due anni fa. Lo Zambia sa sorprendere, sia in positivo che in negativo, anche se i convocati di cui può disporre il CT Sichone sembrano partire indietro rispetto alla concorrenza. A guidare i Chipolopolo troviamo ancora l’attacco del 2023, con Fashion Sakala e Lameck Banda ai lati di Patson Daka.
Lo Zambia non è una squadra che conosce le mezze misure. Nessuna selezione è riuscita ad avvicinarsi a replicare la vittoria del 2012, che ci sembra sempre di più un miracolo sportivo viste le delusioni recenti. Il girone sembra proibitivo, ma dallo Zambia ci si può sempre aspettare di tutto.
Probabile formazione: Mwanza; Banda M., Sakala B., Chanda, Musonda; Kangwa, Chaiwa, Tembo; Banda L., Daka, Sakala F.
Comore – Les Coelacantes (I celacanti)
Dove sono le Comore? Cosa sono i celacanti? Queste sono solo alcune delle domande che ci siamo fatti nel capire cosa aspettarci da una nazionale che abbiamo scoperto di recente, anche grazie all’ottimo lavoro di Stefano Cusin, commissario tecnico che abbiamo intervistato a febbraio.
Intervistato prima della sfida col Marocco, Cusin ha detto: «Sulla carta non abbiamo chance ma il calcio vive di imprese, dobbiamo essere umili e un po’ pazzi». Questa sembra la filosofia che accompagnerà la nazionale in Marocco, nella speranza di assistere a un miracolo sportivo. Il debutto non è andato nel migliore dei modi, ma una buona dose di sfortuna ha separato I Celacanti da un punto preziosissimo contro i favoriti del torneo, anche grazie a una prestazione pazzesca del portiere Pandor.
La nazionale guidata dal tecnico italo-canadese non può vantare grandi campioni, ma dall’arrivo di Cusin è partito un ciclo vincente che continua a sorprendere. Il 4-4-2 compatto e molto italiano ha messo in difficoltà anche una squadra qualitativamente eccezionale come il Marocco, e il girone – sebbene difficile – potrebbe riservare delle sorprese.
Probabile formazione: Pandor; Toibibou, Soilihi, Kari, Boura; Youssuf B., Youssuf Z., Mohamed, Selemani; M’Changama, Said.
COSE RANDOM DA SAPERE
Nome più bello: In assenza di Toaster Nsabata (lasciato a casa dallo Zambia) in onore dello spirito natalizio che ci accompagna dirò Yannick Pandor delle Comore.
Soprannome più evocativo: Nel 2023 dicevamo che “i proiettili di rame” fosse tranquillamente il soprannome più bello del torneo, ma dopo l’ingresso dei “Celacanti” (che abbiamo dovuto cercare su Wikipedia per capire cosa fossero) ci sentiamo che la questione si sia un attimo complicata.
Giocatore da tenere d’occhio: Qualsiasi under-21 del Marocco ma in maniera particolare Eliesse Ben Seghir.
Favorita: Marocco
Maglia da comprare per il prossimo calcetto: Ai due poli estremi del design troviamo da un lato la maglia del Marocco, minimale e bellissima ma troppo in linea con il template che Puma ha imposto per la competizione (quella dell’Egitto, per dire, è molto simile), e dall’altro la maglia del Mali, esagerata in tutto e per tutto con un’aquila gigantesca al centro del petto.