La Coppa del Mondo generalmente significa sentimento nazionale e giocate di livello, ma è soprattutto il palcoscenico più importante della carriera di un calciatore; una vera e propria sliding door delle loro vite. Ecco allora una lista di calciatori che forse ancora non conoscete, per ogni girone del torneo, che possono mettersi in mostra in questi Mondiali.
Girone A
Mateo Chavez – Messico
In un calcio in cui i terzini sembrano sempre di più dei centrocampisti aggiunti, con licenza di sovrapporsi e andare sul fondo, Chavez è uno degli ultimi baluardi del prototipo del laterale aggressivo e attento alle marcature. Proprio per queste sue doti atletiche e difensive l’AZ Alkmaar lo acquista la scorsa estate dal Guadalajara. L’avventura di Chavez in Olanda inizia col botto, con un assist all’esordio in Eredivisie contro il Groningen, per poi avere un periodo di flesso nella seconda metà di stagione.
Nel Messico ci sono tante storie interessanti; qualche mese fa vi parlavo dell’astro nascente di Gilberto Mora, un talento figlio dei suoi tempi. Ma le qualità forse anacronistiche di Chavez lo rendono ugualmente affascinante. Mateo è un terzino applicato, diligente, con una forte propensione al duello uno contro uno, sia questo con un contrasto in piedi, in scivolata o su una palla aerea contesa. A volte rischia di risultare troppo irruente, correndo il rischio di venire ammonito troppo spesso. Non sono un caso infatti gli 11 cartellini gialli nelle 32 partite giocate in questa stagione.
Ha dalla sua una grande fisicità, che gli concede la licenza di sganciarsi e spingersi in avanti, magari con una conduzione palla al piede, e un buon sinistro, con cui, una volta arrivato sul fondo, spesso sceglie la soluzione del cross rasoterra per il compagno in area.
Calciatori simili: Zeki Celik
Centralità nella nazionale: alta
Punti di forza: Contrasti
Scena migliore: Nella partita di esordio contro il Sudafrica, la nazionale messicana fatica a trovare il gol. Nella ripresa Chavez ferma con un anticipo secco una ripartenza di Lyle Foster, poi scambia con Vargas cercando la profondità, fino ad arrivare in area di rigore, dove viene atterrato. Va Santi Jimenez dal dischetto, che non sbaglia davanti ai suoi tifosi e archivia la prima partita del torneo.
Alla seconda con la Corea, Mateo si mette in mostra più per le qualità difensive che per quelle offensive, dando vita ad un duello continuo con Hee-Chan Hwang. Anche grazie alla sua diligenza il Messico tiene botta e passerà in vantaggio con un colpo di testa di Raul Jimenez, portando a casa i tre punti.
Nell’ultima del girone il Messico affronta la Repubblica Ceca con due risultati utili su tre a disposizione per passare agli ottavi. Il match parte subito in discesa, con due gol per i padroni di casa, che arrivano agilmente alla fase a eliminazione diretta.
Da qui incontrano prima la Turchia, contro cui passano ai rigori in una Città del Messico impazzita, per poi fermarsi ai quarti contro l’Inghilterra.
Scenario peggiore: Dopo una prima partita sottotono, finita in un triste 0-0 contro il Sudafrica, il Messico fa una figuraccia contro la Corea del Sud davanti ai suoi tifosi, perdendo per 2-0. Fatale sarà anche l’errore di Chavez che per la troppa foga si fa espellere dopo 50 minuti di gioco, lasciando in 10 la squadra per quasi metà partita e rinunciando di fatto all’ultima contro la Repubblica Ceca.
Adam Hložek – Repubblica Ceca
Il suo nome inizia a circolare sui taccuini dei migliori direttori sportivi mondiali due anni fa, dopo la sua seconda stagione al Bayer Leverkusen, terminata con la vittoria della Bundesliga, quando un Adam ancora ventenne segna 7 gol e 5 assist in poco più di mille minuti stagionali sotto la guida di Xabi Alonso. L’anno successivo arriva poi il trasferimento all’Hoffenheim, dove a causa di alcuni stop di troppo perde continuità nel minutaggio.
Appena tornato da una sciagurata combo di infortuni che lo hanno tenuto lontano dal campo per 37 partite in questa stagione, Hlozek arriva al Mondiale forse dietro nelle gerarchie rispetto a Provod e Schick, ma con la voglia di riprendersi quello di cui la sfortuna lo ha privato nell’ultimo anno, e il gol nell’amichevole contro il Kosovo lo dimostra.
Il 23enne ceco è un nove atipico, dotato di una tecnica quasi da trequartista, nonostante i 186 centimetri di altezza. Hlozek vanta nel suo bagaglio tecnico anche grandi capacità associative, trovando spesso il modo di legare il gioco e scambiare nello stretto coi compagni, ma anche usando come arma una discreta conduzione palla. La sua capacità di associarsi e la sua propensione all’assist gli permettono anche di giocare in un attacco in tandem con un attaccante finalizzatore come Chory ad affiancarlo, come spesso già visto nelle sue stagioni in Germania.
Calciatori simili: Kai Havertz e Patrik Schick
Centralità nella nazionale: medio/bassa
Punti di forza: Dribbling nello stretto
Scenario migliore: Hlozek subentra al 73’ all’esordio contro la Corea del Sud. Fino a quel momento gli asiatici dominano in lungo e in largo, fermati solo dai guantoni di Hornicek. Entra Hlozek e la musica cambia. Al primo pallone sulla trequarti si sposta la palla con un controllo orientato, subisce fallo e fa ammonire il suo marcatore. Dalla punizione arriva il gol di testa di Soucek che apre la partita. La Corea alza il baricentro e ha l’occasione per pungere in contropiede. Dopo 8′ riceve in profondità, salta il difensore avversario e a tu per tu col portiere serve al centro Chory che non sbaglia.
Col Sudafrica parte titolare al fianco di Schick, con cui instaura una connessione quasi telepatica. Da uno di questi scambi tra i due arriva il gol. L’ex Roma lo serve in area di rigore, controlla con l’esterno del piede, finta il tiro e appoggia in rete. Nell’ultima col Messico spicca, non per gol o assist, ma per le sue doti di regia, eludendo costantemente la marcatura di Edson Alvarez. Grazie anche alle sue giocate la Repubblica Ceca ottiene il punto necessario per passare agli ottavi. Affronta prima la Colombia, schiacciata da una doppietta di Schick e poi la Croazia con cui perderanno ai rigori. Nonostante l’eliminazione la Repubblica Ceca viene accolta a casa dai tifosi festanti e Hlozek riagguanta il treno delle opportunità, perso a causa della sfortuna.
Scenario peggiore: Dopo essere subentrato contro la Corea, Hlozek sente tirare in uno scatto in profondità. Si rivela una ricaduta dell’infortunio al polpaccio che lo ha flagellato per l’intera stagione ed è costretto ad assistere all’eliminazione ai gironi dei compagni direttamente dalle tribune.
Mbekezeli Mbokazi – Sudafrica
Siamo arrivati al nome più di nicchia dell’intero girone e se ve lo steste chiedendo, no, non è un nome inventato per testare la vostra capacità con gli scioglilingua. Al contrario, Mbokazi è uno dei talenti più cristallini del calcio statunitense, una vera e propria gemma da scoprire dove, a soli 20 anni, guida come un veterano la retroguardia dei Chicago Fire, con 12 presenze su 14 dal suo arrivo nel mercato invernale nella “città del vento”.
Vi starete forse immaginando un difensore statuario, altissimo e imponente, ma in realtà Mbekezeli è alto qualche centimetro in meno di un metro e ottanta: pochini, se pensiamo all’altezza dei suoi colleghi sparsi in giro per l’Europa.
L’altezza di Mbokazi non è però l’unica caratteristica sconvolgente. In una nazionale piuttosto povera di qualità e di confidenza col pallone, il giovane difensore dei Bafana Bafana spicca soprattutto per le sue grandi doti in costruzione, grazie alle sue sventagliate col piede mancino che gli permettono di aprire il campo e di saltare almeno una linea di pressione.
Le doti difensive ovviamente non passano in secondo piano: settimo in MLS per chiusure difensive a partita, con una media di 1.8 contrasti ogni 90 minuti.
Mbokazi si presenta al suo primo Mondiale come perno difensivo della grande sfavorita del girone, alla seconda partecipazione alla Coppa del Mondo. In un contesto in cui nessuno ha qualcosa da perdere, Mbekezeli e compagni hanno un’occasione d’oro per mostrarsi al grande pubblico senza paura di sfigurare.
Calciatori simili: Kalidou Koulibaly
Centralità nella nazionale: molto alta
Punti di forza: Fisicità
Scenario migliore: Il Sudafrica contro tutti i pronostici rosicchia punti nel girone e passa da seconda con 4 punti e la miglior difesa del gruppo A. Il merito è soprattutto di Mbekezeli Mbokazi, in grado di neutralizzare facilmente Schick e Gimenez. Agli ottavi affronta l’Egitto, passato da primo nel girone a discapito del Belgio, riuscendo a vincere nel finale dopo aver tenuto il risultato in bilico per tutti i 90 minuti. Ai quarti incontrano la Germania, che trova due gol su calcio d’angolo e chiude la pratica. Mbokazi però, nonostante l’eliminazione, si mette in mostra e viene acquistato dal Salisburgo per 15 milioni di euro.
Scenario peggiore: il Sudafrica rispetta le aspettative da grande sfavorita e fatica a racimolare punti. Perde la prima contro il Messico, con una pessima prestazione difensiva di Mbokazi e compagni, e la seconda con la Repubblica Ceca. Chiude con un solo punto, inutile per la qualificazione, guadagnato all’ultima giornata contro la Corea del Sud.
Hyeon-gyu Oh – Corea del Sud
«Cosa ci fa un coreano a Istanbul? Segna molti gol».
Forse questa è la domanda che più di tutte descrive Hyeon-gyu Oh. Passato in Europa per Celtic, Genk e ora Besiktas, l’attaccante coreano si è sempre distinto per la sua capacità di segnare. Oh è un attaccante moderno, praticamente ambidestro di piede e con un’incredibile forza nella gamba, che gli permette di essere rapido nel dribbling, magari con uno stop-and-go, nelle ripartenze e soprattutto nella potenza di tiro. La dimostrazione sta nell’ultima stagione, giocata per la prima parte in Belgio e nella seconda in Turchia. Proprio nelle 15 partite giocate col Besiktas ha segnato 7 gol e servito 2 assist, ottenendo la definitiva consacrazione alla quarta stagione in Europa.
Leve lunghe e killer instinct, Oh sembra vivere per il gol e per lanciarsi sull’ultimo passaggio dei compagni in area di rigore. Al Mondiale cercherà quindi di sfruttare in tutti i modi la sua altezza (185 cm) e il suo dinamismo per catalizzare il più possibile gli assist di Heung-min Son e compagni.
Calciatore simile: Dusan Vlahovic
Centralità nella nazionale: media
Punti di forza: Tecnica di tiro
Scenario migliore: La Corea parte subito forte con 3 punti contro la Repubblica Ceca, grazie anche al gol del momentaneo 1-0 di Oh, che riceve un passaggio da Kang-In Lee e con un doppio passo entra in area, spedendo il pallone sotto alla traversa. Nella seconda contro il Messico segna ancora, con un colpo di testa da calcio d’angolo e serve l’assist del 2-1 nel finale a Son. Con questi 6 punti la Corea è matematicamente qualificata agli ottavi, dove affronta la Svizzera. Con gli elvetici la partita è bloccata, ma Oh è bravo a sfruttare il mismatch fisico con Ricardo Rodriguez, segnando il gol vittoria. Ai quarti succede l’impensabile contro il Marocco in una partita caotica in cui passa la Corea solamente ai rigori. Gli asiatici sono costretti a fermarsi solamente in semifinale contro la Spagna, rivelandosi però la squadra più iconica del torneo.
Scenario peggiore: Nella partita di esordio la Corea fatica. Avrebbe l’occasione di passare in vantaggio ma un clamoroso liscio di Oh grazia la Repubblica Ceca, che finirà per vincere la partita allo scadere. L’errore è pesante e finisce per compromettere la fiducia del nove coreano anche nelle partite successive, in cui la Corea ottiene meno di quanto meriterebbe e con soli 3 punti in 3 partite è costretta a tornare a casa.
Girone B
Ardon Jashari – Svizzera
Arrivato al Milan per 36 milioni di euro dal Club Brugge, Jashari non ha saputo dimostrare di meritare un posto da titolare, in una stagione in cui ha continuamente fatto la spola tra la panchina e sprazzi di partita. Arriva al Mondiale con la voglia di rimettersi in gioco, sentendosi nuovamente al centro della propria squadra, come nelle stagioni super in Belgio: occupando uno dei due posti in mediana nel 4-2-3-1 del mister Yakin, al fianco di uno tra Xhaka e Freuler, alternando le doti in regia con la capacità di inserimento mostrata nelle stagioni passate.
Nonostante l’ultima stagione sottotono, ha registrato il 91% dei passaggi completati, che lo inseriscono tra i migliori centrocampisti del campionato per precisione e tra i migliori pari ruolo in Europa. Proprio queste sue qualità innate hanno attirato, anche in un’annata piuttosto deludente come la scorsa, l’attenzione di Roma e Atalanta.
Calciatori simili: Miralem Pjanic
Centralità nella nazionale: media
Punti di forza: Regia e lanci lunghi
Scenario migliore: Jashari e la sua Svizzera partono subito forte con il Qatar e con la Bosnia. Il centrocampista primeggia sui centrocampi avversari, trovando anche un gran lancio per l’inserimento che porta al gol di Breel Embolo nella seconda partita del girone. Nella terza partita con il Canada trova anche un assist da calcio d’angolo per Elvedi e la Svizzera raggiunge la fase a eliminazione diretta. Agli ottavi affronta prima l’Uruguay, battuto nel finale con un gol di Amdouni e ai quarti la Germania. La Svizzera esce quindi a testa alta dopo un grande cammino nel torneo e Jashari ritrova la centralità perduta a Milano.
Scenario peggiore: Yakin inizialmente gli preferisce la coppia ben più esperta composta da Xhaka e Freuler. Jashari subentra nella prima con il Qatar senza brillare. Anche nella seconda con la Bosnia entra dalla panchina e si perde la marcatura sull’inserimento di Tahirovic. La Svizzera si gioca tutto all’ultima contro un Canada spinto dal proprio pubblico, uscendo già ai gironi.
Kerim Alajbegovic – Bosnia ed Erzegovina
Un nome noto per chi ha seguito la sventurata campagna bosniaca degli Azzurri nelle qualificazioni del Mondiale. A soli 18 anni si prende la responsabilità di battere il rigore decisivo contro il Galles nella semifinale playoff e in finale contro l’Italia entra ad inizio del secondo tempo, seminando zizzania nella difesa azzurra. Finirà per battere, e segnare, il penultimo rigore della Bosnia, nella lotteria che li manderà al Mondiale.
Oltre alla freddezza dal dischetto, Alajbegovic si distingue per le capacità di segnare e far segnare. Nell’ultima stagione infatti, praticamente la prima da esordiente con una certa continuità, in prestito dal Leverkusen al Salisburgo, mette a referto 13 gol, di cui 2 in Europa League, e 4 assist: numeri e prestazioni che hanno attirato su di sé l’interesse di alcune big del nostro campionato, tra cui Inter, Roma e Napoli.
Con la sua nazionale probabilmente giocherà da esterno sinistro di un 4-4-2, con la licenza di accentrarsi per andare al tiro o cercare l’ultimo passaggio, sfruttando le sue grandissime capacità di puntare e saltare l’uomo.
Calciatori simili: Florian Wirtz
Centralità nella nazionale: media
Punti di forza: Dribbling
Scenario migliore: Kerim parte subito col botto con l’assist che porta all’1-1 alla prima contro il Canada. Nelle successive due contro Svizzera e Qatar trova poi un altro assist ed un gol, che valgono 4 punti alla Bosnia, trascinandola al secondo posto nel girone. Agli ottavi la Bosnia affronta l’Inghilterra, uscendo sconfitta, ma Alajbegovic dà vita ad un grande duello contro Alexander Arnold e verrà acquistato dal Sunderland per 25 milioni di euro.
Scenario peggiore: Alla prima contro il Canada Alajbegovic tenta il dribbling tante, troppe volte, finendo per rimbalzare continuamente sul muro difensivo dei padroni di casa. I compagni iniziano a spazientirsi e la sua frustrazione lo porta anche a prendersi un giallo ingenuo. L’allenatore decide di lasciarlo in panchina contro la Svizzera, per farlo poi subentrare, quando ormai la qualificazione è già compromessa, solamente contro il Qatar, in cui trova un assist dolceamaro.
Akram Afif – Qatar
Non è propriamente una gemma nascosta per il potenziale (già ampiamente espresso nel corso della carriera) ma più che altro per la notorietà della sua nazionale. Afif è infatti un idolo in patria: già campione d’Asia nel 2019 e nel 2023 con il Qatar e vincitore del premio di miglior calciatore asiatico dell’anno negli stessi anni. Dopo le giovanili con Villareal e Siviglia e una breve parentesi allo Sporting Gijon, Afif è tornato in Qatar all’Al Sadd. Attualmente è allenato da Roberto Mancini, formando una coppia discretamente qualitativa, per usare un eufemismo, sulla trequarti con Roberto Firmino.
A metà tra un trequartista e un’ala, Afif vive nel mezzo spazio sinistro, tra la linea di fondo e la zona centrale. Questa sua duplice natura lo porta spesso a farsi trovare tra le linee, per accentrarsi e trovare un gol sul secondo palo o l’assist per un compagno (16 gol e 17 assist nelle 32 partite giocate quest’anno).
Calciatori simili: Stephan El Shaarawy
Centralità nella nazionale: molto alta
Punti di forza: Dribbling e assist
Scenario migliore: Con 2 assist e un gol contro Svizzera e Bosnia, Afif trascina il Qatar, che racimola 4 punti, passando come migliore terza. Agli ottavi esce contro il Marocco, ma anche qui Afif brilla, segnando il gol dell’1-3. Finisce così l’avventura mondiale del Qatar e Afif torna ancora una volta in patria come una star.
Scenario peggiore: Il Qatar ripete la figuraccia di 4 anni fa, conquistando nuovamente 0 punti nel suo girone ed uscendo nel peggiore dei modi possibili.
Ismael Konè – Canada
Chi lo ha preso a una manciata di crediti al Fantacalcio già lo conosce e lo ama. Con il Sassuolo ha vissuto una stagione di rivalsa dopo il flop di Marsiglia, trovando continuità e gol (6). Arriva al Mondiale con la testa sgombra e la voglia di mettersi ancor di più in luce, per attirare l’attenzione dei top club europei.
Konè ha corsa, passo, fisico e una grande tecnica individuale, che lo rendono un centrocampista moderno e totale. Con i suoi 188 centimetri e l’andatura ciondolante sembra sempre che stia per perdere l’equilibrio da un momento all’altro, ma con la sua incredibile velocità nelle gambe recupera terreno e riesce a mantenersi in piedi, come un equilibrista sui trampoli. Oltre che per le doti fisiche, Konè sembra danzare sul pallone, riuscendo spesso ad eludere il pressing avversario ora con una finta di corpo, ora con un cambio di direzione improvviso.
Calciatori simili: Paul Pogba
Centralità nella nazionale: molto alta
Punti di forza: Dribbling e capacità di inserimento
Scenario migliore: Il Canada si dimostra la grande favorita nel girone, raccogliendo 7 punti con le due vittorie contro Qatar e Bosnia e il pareggio contro la Svizzera. Proprio contro gli elvetici Konè trova il passaggio vincente per Jonathan David, che segna il gol del momentaneo 1-0. Agli ottavi il Canada incontra l’Ecuador. Nonostante la presenza dei 20 giocatori sul terreno di gioco, gli occhi di tutti gli spettatori sono catalizzati sulla zona centrale del campo, dove Konè e Moisés Caicedo hanno iniziato a duellare su qualsiasi pallone arrivi in quelle zone, mentre tutt’intorno i compagni e i tifosi assistono come spettatori intorno ad un ring di boxe.
Il Canada passa di misura e arriva ai quarti, dove affronta la Francia. Qui il match di pugilato viene riproposto, questa volta col suo omonimo Manu, centrocampista della Roma. Stavolta il Canada però ha la peggio e perde ai supplementari, dopo aver agguantato il pareggio proprio con un tiro da fuori di Ismael. Tornato in Italia ha inizio la televendita del Sassuolo per battere all’asta il prezzo del suo centrocampista, che verrà venduto al Tottenham per 35 milioni di euro.
Scenario peggiore: Dopo una prima partita sottotono con il Qatar, in cui il Canada vince più per fortuna che per merito, nella partita contro la Bosnia, Konè va per anticipare Tahirovic, colpendo l’avversario con i tacchetti scoperti sulla tibia. L’arbitro lascia correre, ma l’intervento del VAR lo manda davanti al monitor per l’espulsione. Finisce così il mondiale di Konè e del Canada, che finisce per perdere il suo perno di centrocampo, uscendo sconfitto contro Bosnia e Svizzera.
Girone C
Aaron Hickey – Scozia
Qualcuno di voi se lo ricorderà per le due stagioni passate in Serie A, nel Bologna di Sinisa Mihaijlovic, l’ultima delle quali finita con 5 gol e un assist, che lo incoronavano a futuro wonderkid del calcio europeo. Poi il trasferimento al Brentford e alcune stagioni sottotono ne hanno ridimensionato le aspettative. Hickey è un terzino sinistro con la grinta, l’aggressività e la caparbietà del classico guerriero delle guerre di indipendenza scozzesi. Qualità che gli permettono di essere sempre al posto giusto e al momento giusto in fase difensiva, ma anche di creare quel sano caos quando si spinge oltre la propria metà campo.
Questo mondiale per lui arriva a pennello, in un momento della carriera non brillantissimo, per cercare di riaccendere i riflettori che lo avevano illuminato in Italia, suscitando l’interesse, tra le altre, anche di diverse big europee. Con là Tartan Army va ad occupare la posizione di terzino destro, essendo la fascia sinistra occupata dal capitano Robertson. Questa zona di campo probabilmente finirà per limitarne leggermente le doti offensive, evidenziandone la propensione difensiva. Proprio a proposito di duelli, solo nelle partite del girone finirà per marcare probabilmente Vinicius ed Elzazzouli, con l’occasione di mostrare, in queste sfide al limite del proibitivo, le proprie qualità.
Calciatori simili: Luke Shaw
Centralità nella nazionale: medio-bassa
Punti di forza: Tackles
Scenario migliore: Alla prima contro Haiti la Scozia parte subito bene, con i gol di McTominay e Hirst. Con il pareggio contro il Marocco, grazie anche ad una grande prova di Hickey, e alla differenza reti trova la prima qualificazione della sua storia ai sedicesimi di finale, dove affronta il Messico padrone di casa. In una partita bloccata, gli uomini di Clarke riescono comunque a passare di misura al turno successivo, contro l’Inghilterra. Il derby britannico ferma agli ottavi la Scozia, segnando la più grande impresa della loro storia calcistica.
Scenario peggiore: È la notte del 25 Giugno, e si gioca la terza partita del girone per la Scozia. I britannici hanno racimolato solamente 3 punti contro Haiti e hanno bisogno di un pareggio per sperare di acciuffare il treno del terzo posto per andare avanti nel torneo. La partita contro il Brasile inizia e, seguendo le previsioni dei pronostici, i verdeoro dominano in lungo in largo. È il 23’ quando Vinicius punta Hickey e lo salta netto con un elastico. Il difensore scozzese prova invano ad intervenire su un pallone che è già sparito, ma è troppo tardi e trova solamente la gamba del calciatore del Real Madrid. È calcio di rigore. Lo stesso Vinicius va dal dischetto e non sbaglia. Iniziano così le danze per i brasiliani, che si concludono in un fragoroso 3-0, che costa l’ennesima eliminazione ai gironi per la nazionale di McTominay e compagni.
Rayan – Brasile
Nella Seleçao di Vinicius, Neymar e Raphinha, c’è un talentino nascosto in bella vista, che si contende con i big three il posto di ala destra della nazionale verdeoro. Rayan è infatti un attaccante esterno di piede mancino, convocato da Ancelotti dopo una (mezza) stagione incredibile al Bournemouth, terminata con la conquista della prima qualificazione in Champions League per la squadra inglese. Nelle prime 15 partite giocate in Europa, dopo un trasferimento da 28.5 milioni di euro al Vasco da Gama, infatti, Rayan ha trascinato Kluivert e compagni con 5 gol e 2 assist. Un contributo incredibile, specialmente se consideriamo il fisiologico periodo di ambientamento di cui può aver risentito per la prima stagione fuori dal Brasile. È proprio per questi motivi che Iraola sembra voglia portarselo anche nella nuova avventura a Liverpool.
A prima vista Rayan non sembra un’ala brasiliana. Non sembra neanche troppo un attaccante esterno, complice anche la sua statura (185 cm) piuttosto atipica per i pari ruolo. A differenza del classico calciatore brasiliano funambolico e ossessionato dalla ricerca del duello 1v1, l’ex Vasco da Gama risulta un calciatore molto più verticale. Sia chiaro, come qualsiasi ala nata da quelle parti non disdegna mai un buon dribbling, ma finisce per evitarlo il più delle volte, alla ricerca di un passaggio chiave per un compagno. A questo si aggiunge l’enorme lavoro difensivo svolto nei 6 mesi inglesi, che lo rendono estremamente applicato tatticamente.
Calciatori simili: Federico Bernardeschi
Centralità nella nazionale: bassa
Punti di forza: Applicazione e passaggio nell’ultimo terzo
Scenario migliore: Rayan subentra già alla prima contro il Marocco. Nei 24 minuti più recupero che ha a disposizione cerca subito di prendersi la scena. Prima conquista due falli, poi, vedendo Endrick in percussione, serve il compagno per il gol che chiude la partita. L’impatto avuto sul match stupisce persino Ancelotti che contro Haiti, complice anche il necessario turnover, lo schiera addirittura titolare. Contro la nazionale caraibica trova ancora un assist e poi un gran gol con un tiro a giro da fuori. Inizia quindi a scalare sempre di più le gerarchie, rosicchiando minuti ai fenomeni davanti. Nella fase a eliminazione diretta trova altri due gol, contribuendo, con un assist, anche alla vittoria del Brasile ai danni della Spagna in finale.
Scenario peggiore: Partito dietro nelle gerarchie Rayan scalpita per ritagliarsi un po’ di spazio. Negli spezzoni che gli vengono concessi non brilla e non incide quanto dovrebbe per sostituire i compagni. Il suo mondiale e quello del Brasile è opaco, con alcune vittorie stiracchiate, poche giocate e fantasia. La Seleçao si ferma infatti ai quarti di finale contro la Turchia in una figuraccia sportiva piuttosto rumorosa.
Wilson Isidor – Haiti
Dopo aver fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili francesi, Wilson Isidor decide di accettare la chiamata della nazionale haitiana e le avances del CT Sebastien Migné, pur non avendo partecipato alla storica qualificazione al Campionato Mondiale dei caraibici dopo 52 anni. Nelle 4 amichevoli disputate però, tutte giocate nel 2026, ha messo a referto due assist ed un gol rispettivamente contro Tunisia, Nuova Zelanda e Perù. Wilson sembra proprio ciò che mancava alla nazionale haitiana: un calciatore di caratura maggiore (quest’anno col suo Sunderland ha ottenuto persino una qualificazione in Europa League) che permettesse di fare quel salto di qualità a livello offensivo, necessario per tentare di giocarsi al massimo ogni partita in uno dei gironi più complicati del torneo.
Sulla carta è un’ala sinistra, nella realtà però non sta quasi mai largo sulla fascia, ma osservandolo lo si può vedere spaziare per tutto il campo, occupando spesso l’area di rigore con inserimenti quasi da centravanti. Proprio grazie alle sue incursioni, in questa stagione con il Sunderland è riuscito a segnare ben 6 gol nei pochissimi minuti in cui è sceso in campo (1173).

Calciatori simili: Anthony Martial
Centralità nella nazionale: alta
Punti di forza: Freddezza
Scenario migliore: Sopravvivere nel girone con Brasile, Marocco e Scozia è un’impresa ardua e nonostante due assist e un gol di Isidor, Haiti finisce ultima con un solo punto nel girone. Quello che a prima vista sembrerebbe un fallimento cela in realtà dei record. Alla seconda edizione giocata nel campionato Mondiale la nazionale haitiana trova un punto in più dell’ultima partecipazione del 1974, segnando 3 gol in più rispetto a 52 anni fa (quando ne segnò a malapena 2, di cui uno contro l’Italia). Wilson inoltre si mette in mostra attirando su di sé l’interesse del Sassuolo, che lo acquista al posto del partente Laurientè.
Scenario peggiore: Le partite del girone sono ostiche, con Isidor costretto a lottare in lungo e in largo per alzare il baricentro della sua squadra e tentando di insidiare le difese avversarie. Il sacrificio è molto, ma i risultati ottenuti scarseggiano e Haiti perde, rovinosamente, tutte le partite del girone. Si salverà solamente il sacrificio dei suoi, conditi da prestazioni di grande cuore, ma poca tecnica.
Ismael Saibari – Marocco
I tifosi di Napoli e Juventus hanno già avuto la (s)fortuna di conoscerlo, subendo un suo gol nei 3 precedenti – terminati con sanguinose sconfitte – contro il PSV in Champions League. Per tutti gli altri, Saibari è un trequartista – anche se costringerlo dentro un ruolo solo risulta estremamente riduttivo, avendo giocato anche da mezzala, ala destra e a volte da falso nueve – totale, classe 2005 di piede destro. Nato geograficamente in Catalogna e cresciuto calcisticamente tra Belgio e Olanda, dopo l’ennesima stagione in doppia cifra di gol e assist, Ismael sembra ormai pronto per il grande salto in una big europea.
Se non bastassero i 49 gol in 189 partite con gli olandesi a descriverlo, potrebbero parlare per lui i 3 campionati vinti consecutivamente da titolare a Eindhoven e la Coppa d’Africa vinta tra le polemiche, fuori dal campo, di quest’anno.
Calciatori simili: Georges Mikautadze
Centralità nella nazionale: alta
Punti di forza: Tempi di inserimento
Scenario migliore: Il Marocco parte con una sconfitta alla prima contro il Brasile. Anche nella prestazione poco lucida dei nordafricani, Saibari flirta con il gol con un gran tiro da fuori che si stampa sulla traversa. Nelle successive due, contro Scozia e Haiti, gli ex semifinalisti fanno punteggio pieno, segnando 5 gol e subendone solamente 1. Ismael in queste due partite brilla, servendo un assist per Ezzalzouli e segnando due gol. Ai sedicesimi i marocchini affrontano l’Olanda, passando solamente ai tempi supplementari, dopo l’1-1 nei 90 minuti.
Agli ottavi è il turno del Canada, superato facilmente proprio grazie alla doppietta di Saibari. Anche questa volta però il cammino dei campioni d’Africa si ferma contro la Francia, questa volta ai quarti di finale, dopo un percorso con pochi rimorsi, che contribuirà al trasferimento di Saibari al Bayern Monaco.
Scenario peggiore: Reggere il peso delle aspettative non è mai facile. Farlo dopo una storica semifinale, ottenuta nel Mondiale 2022, è ancor più difficile. Con gli occhi del mondo puntati addosso e un girone che si rivela ben presto più complicato del previsto, il Marocco fatica nelle prime 3 partite del torneo, perdendo contro il Brasile e prendendo non più di un punto, con un pareggio a reti bianche, contro la Scozia. Con soli 4 punti e una differenza reti sfavorevole i campioni d’Africa non riescono nemmeno a qualificarsi tra le migliori terze, uscendo ancor prima di giocare nella fase a eliminazione diretta.